Cronaca

I bambini e le verdure: Rifiuto capriccioso o genetico

E’ risaputo che i bambini non amino mangiare le verdure e che questo porti spesso a delle vere lotte in famiglia in cui la madre cerca in tutti i modi di far apprezzare questi alimenti tanto salutari che sono fondamentali per la crescita, in quanto contengono principi attivi per rinforzare il sistema immunitario.

Ma ci siamo mai chiesti il perché di tanta avversione?  Semplice ghiribizzo o qualcosa di più?

Dal risultato di una ricerca di due studiosi dell’università di Yale su un campione di bambini, è emerso che quest’ultimi rifiutano non solo il consumo, ma anche il contatto di verdure,  perché questi alimenti sono qualcosa che non conoscono, qualcosa di potenzialmente dannoso per la propria salute e quindi  attiva in loro un meccanismo innato di autodifesa. Una strategia di sopravvivenza dunque, facente parte del nostro dna. A motivare tale avversione innata ci sarebbe inoltre,  il sempre minor contatto con la natura.

Le ipotesi comunque che negli anni si sono susseguite sono molte riguardo questo argomento e fino ad ora, una delle più accreditate, è che il rifiuto derivi anche dalla consistenza molle e cremosa che assumono, in molti casi, le verdure una volta cotte.

Insomma, questo di certo non aiuta i genitori a trovare una soluzione al problema, ma potrebbe comunque essere risolto aggirandolo in vari modi come per esempio,  presentare le pietanze in modo accattivante sotto forma di gioco, o  far avvicinare i propri figli al mondo della verdura suscitando in loro curiosità per il regno vegetale ed educandoli in questo campo.

Questa scoperta comunque,  potrebbe dare una spiegazione a ciò che per tanti è considerato solo un puro “capriccio” da bambini.

D’ora in poi i genitori dunque, potranno essere meno adirati con i propri figli e questi, “giustificati” per il rifiuto della verdura, perché, ciò che apparentemente sembrava inspiegabile ed irrazionale  è invece legato alla genetica.

Rosanna Maurici

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