Cinema

“I nuovi mostri”, Sordi, Gassman, Tognazzi fanno ancora paura stasera in tv

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Ci avevano abituati allo spasso delle battute, polemizzando tra loro, facendosi reciprocamente da spalla. Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi tornano a 15 anni di distanza dal capolavoro di Dino Risi, con “I nuovi mostri” stasera in tv: cinismo, superficialità, quel graffiante luogo comune ritratto dell’italiano anni ’70. Ci faranno sorridere con una punta di amarezza.

Il paradosso, l’eccesso, la realtà che si rivela più assurda di qualunque ricostruzione. Una barzelletta filmata, dove i vizi sono i protagonisti. Nel film stasera in tv “I nuovi mostri” del 1977, ad affiancare Dino Risi alla regia, altri due maestri della commedia, Ettore Scola e Mario Monicelli. Nuove sequenze, dove trova spazio il racconto degli anni di piombo, del terrorismo, e quella violenza che continuava sui muri delle strade di Roma. Il malcostume dilagante tra figli di papà, approfittatori, e la doppiezza della borghesia. Episodi che si avvicendano secondo lo schema in voga in quegli anni. Per una durata totale di 108 minuti. E non sempre trasmessi per intero: ne venivano eliminati, quasi ogni volta, l’immorale “Pornodiva“, l’ultimo della serie, e la parte finale di “Autostop” con una bambina che entra in scena.

Così fan tutti i mostri…

I NUOVI MOSTRI (1977) Trailer da YouTube

“Ciao Giada, scusami con Renè e Chilone ma questa sera ho promesso a mammà di andare dalla principessa Altoprati, c’è una riunione per lo scisma Lefèbvre. Io non so neanche dove sia la casa, perché non c’è fica e non ho mai messo piede.” E’ Giovan Maria Catalan Belmonte in persona. Solo la classe dantan di Alberto Sordi poteva rendere irresistibilmente comico un eccessivo, refuso nobile. Una sorta di antenato di Diego Della Valle, ben vestito e pettinato con un onda laterale di capelli, residuo del pargolo viziato che fu; con una erre che vira sul moscio, elegantemente senza pesare, come fu poi quella di Flavio Briatore. Un predecessore dei tempi, questo snob che gira in Rolls Royce. Logorroico, con l’intercalare di un ‘caro’ che mette davanti a tutto. Chiede un’informazione stradale essendosi smarrito all’Eur, ad un investito da un’automobile, gravemente ferito. La cassettina pronto intervento è nella Land Rover dei safari in Africa, conosce solo cliniche private svizzere, ma proverà ugualmente soccorrerlo. “Portame via“, è l’urlo disperato dell’uomo difronte le petulanti cronache mondane dell’altolocato.

“Io lo so, oggi è un gran casino ovunque. Chi c’ha fifa sta a casa, non s’immette nel marasma. Se uno va randagio rischia brutti incontri. Prendi il globetrotter: ti chiede un passaggio, tu elargisci, e quello te lo mette in…. questo lo trovo grave. Guardi io fiuto, ho sempre fiutato io, sempre. Non mi buco, dice ‘non ti buchi’, no non mi buco, ‘allora sei antiquato’, eeh beh io sono come sono.” L’etichetta del nobiluomo, nell’impagabile savoir-faire di Sordi, non finirà mai di stupirci. E ancora, dal suo repertorio favoleggiante: “Io guardi giro con questa mia vecchia Rolls vero, perché mi serve per rimorchio. Mi dice mammà e quegli stronzi dei miei amici ‘ma questo è un catorcio’, no, non è un catorcio, questo è un salotto viaggiante. Io prendo la mia preda, la colloco qui, mi reco in posti solitari, a contatto con la natura, la distendo su queste morbide poltrone… e pò ma’ n’gr..” . Poi c’è l’oratore funebre, che è sempre Alberto Sordi. Tra i membri di una compagnia di avanspettacolo, le esequie del capocomico, da tragico momento diverranno inaspettatamente parodia. Irresistibilmente comici: “Io sogno sempre i baci tuoi! I baci mendaci tuoi! I baci mordaci tuoi! Mor…cci tuoi!”

I mostri, a volte tornano

I Nuovi Mostri (1977) – Hostaria!- Youtube

Su queste emblematiche immagini, metaforiche, canti e balli in un malinconico saluto, il film si conclude. Quasi a rammentare la chiusura di un’epoca, la fine della commedia all’italiana, nata con l’avanspettacolo, e inadatta, oramai, ai tempi cinici e crudeli che si vivevano. Tra i registi di questo film stasera in tv, “I nuovi mostri“, il più giovane è Ettore Scola. Sono i suoi, nonostante i titoli di coda non ne rivendichino la paternità, i tre filmati più riusciti: “Come una regina“, “Elogio funebre” e il celeberrimo “Hostaria!“. La trattoria di zozzoni che delizia i palati capitolini di alto rango; dove il cameriere e il cuoco, litigano senza tregua in cucina per questioni di gelosia omosessuale. Arrivando, a sberle, sputi, lancio di cibo, e rovinando e insudiciando le pietanze in cottura. Polipi che volano, epiteti inenerrabili, farina ovunque. Tra ‘zuppone alla porcara’ e vino della casa. Ma tutto lì, è specialità della casa.

Una speciale magia godereccia, che pare evocare le serate a Velletri a casa di Tognazzi, che recita impeccabile nel film insieme a Gassman. Famoso per i suoi pranzi, dove l’arte di un attore di mondo si mescolava alle braci roventi. E la cucina era un vizio da assaporare rigorosamente in compagnia. La verità è che Gassman, Tognazzi e Sordi fanno paura, dipingendo questi ‘nuovi mostri’. Ancora oggi dietro l’angolo.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema. Seguici!

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