Attualità

Il boom dell’online sta mettendo a repentaglio diversi negozi fisici

La pandemia sta cambiando radicalmente il modo di pensare delle persone. Anche i più restii all’online hanno capito che il commercio elettronico non è affatto il diavolo ma, anzi, presuppone dei vantaggi davvero niente male.

Come in tutte le trasformazioni avvenute nella storia, però, ci sono attività a rischio scomparsa o che, comunque, possono trovarsi in seria difficoltà.

Ma quali sono i cambiamenti più evidenti? Eccone alcuni.

Si cominciò dall’edicola

L’edicola è, forse, è stata la prima ‘martire’ di questo cambiamento digitale. I giornali cartacei, salvo rarissimi casi, ormai non si vendono più. I quotidiani sono in via d’estinzioni e i giovani preferiscono informarsi sul web.

Inoltre, l’età media dei lettori di un quotidiano si è alzata notevolmente e tra dieci tante persone di questo target non ci saranno più. Diverse edicole, infatti, hanno già chiuso i battenti o si sono riconvertite ad altro.

Anche perché, oggi, è diventata un’attività insostenibile. Le edicole erano una delle caratteristiche principali di ogni piccolo centro che stanno via via scomparendo. Fino a qualche tempo fa, acquistare il giornale era una ‘scusa’ per una chiacchiera o, comunque, per discutere di calcio o di attualità.

Oggi queste occasioni sono praticamente scomparse.

I punti di aggregazione sono a rischio

Stanno scomparendo anche i punti di aggregazione. Le persone, ormai, fanno davvero di tutto on line e i problemi legati alla sicurezza stanno scomparendo grazie a sistemi sicuri in cui poter investire del tempo.

Ad esempio, l’AAMS ha una serie di casinò online sicuri dove giocare o anche gli stessi e-commerce, ormai, hanno un protocollo di sicurezza non indifferente che mette al sicuro ogni pagamento.

Prima c’era molta più remore nel fare qualcosa on line ma con il passare degli anni questo mezzo si è fatto sempre più potente e incisivo.

Facendo sì che i centri di aggregazione siano solo on line o, comunque, prettamente sul web. Con buona pace delle vecchie sale giochi o dei centri di aggregazione che costituivano un punto di incontro notevole.

Certo, questa situazione ha portato diversi stravolgimenti ma non bisogna drammatizzare. Basta soltanto governare il fenomeno.

I retail che fine faranno?

Questa è la domanda dalle mille pistole.

I retail, infatti, sono tra coloro che oggi stanno soffrendo maggiormente la crisi legata al digitale. Tanti di loro hanno abbassato definitivamente le saracinesche e, quindi, stanno provando a reinventarsi. Non è affatto semplice, perché si tratta di concepire il commercio in una maniera totalmente diversa rispetto al solito. E, quindi, le difficoltà sono davvero tante.

Altri, invece, stanno provando a resistere provando a ‘mischiare’ digitale e analogico, in modo da poter far sì che rimanga, comunque, il concetto di presenza fisica che viene accompagnato dai benefici del digitale. Anche qui gli esperimenti non mancano e dovranno passare dei mesi per capire se effettivamente questa soluzione ha avuto successo.

Sicuramente ci aspetteranno delle ulteriori evoluzioni in un mondo che cambia, forse, troppo velocemente. Senza dare il tempo di capire cosa effettivamente sta succedendo.

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