Cronaca

Il Caso Moro, oggi l’anniversario della morte

Il Nove maggio del 1978 il brigadista Valerio Morucci, chiamava il Professor Franco Tritto, uno degli assistenti di Aldo Moro, annunciando l’avvenuta esecuzione dello statista e il luogo dove trovarne il corpo.

A 39 anni da questa data, Il Caso Moro, così com’è ufficialmente definito, continua ad essere velato da misteri.

Il 16 Marzo del 1978, Aldo Moro viene rapito, e la sua scorta viene uccisa.

Quel giorno il Governo Andreotti IV ottenne la fiducia, votarono contro soltanto il Partito Liberale, la Destra Nazionale, il Partito Radicale e la Democrazia Proletaria.

L’esecutivo che si creò fu monocolore DC grazie all’appoggio esterno  dei comunisti (che nel governo precedente si erano esclusi creando il ” governo della sfiducia “).

A creare quest’unione fu proprio Aldo Moro che molto probabilmente sarebbe stato il candidato DC alla Presidenza della Repubblica, favorendo così al Quirinale l’alleanza DC – PCI.

La reazione del Governo  al rapimento è Storia : si opposerò fermamente a qualsiasi trattativa possibile con le Brigate Rosse, tanto quanto è storia la frase di Moro, in una delle 89 lettere spedite durante il suo sequestro : “Il mio sangue ricadrà su di voi ” [cifr : Democrazia Cristiana ].

La Società Civile reagì, l’indignazione e la solidarietà primeggiarono : scioperi, edizioni speciali, manifestazioni; l’Italia tutt’intera restò con il fiato sospeso per due lunghi mesi.

E la Repubblica Italiana cambiò per sempre il suo viso.

Questo l’audio della famosa chiamata, con cui il brigadista comunica il luogo dove trovare la Renault 4 rossa, con dentro il cadavere.

 

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Ancora, ad oggi, una commissione Aldo Moro esiste e solo nel 2008, per l’anniversario dei trent’anni dalla morte, il giornalista investigativo Giovanni Bianconi (Corriere della Sera, La stampa…) pubblicava il libro Eseguendo la senteza . Roma 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro. (Torino, Einaudi, 2008)

Sono passati quasi quarant’anni e  ci si interroga ancora, scoprendo nuovi particolari

Poche teorie e poche certezze, anche dopo le lunghe ore di processi e le innumerevoli testimonianze, sia dalla parte dei brigadisti, che delle Istituzioni.

Molto spesso le testimonianze non tornano, ci sono delle incongruenze, delle confusioni sugli accadimenti, gli orari, il coinvolgimento di alcune persone.

Cosa e chi vuole coprire lo Stato? Si chiedono in molti.

Per Bianconi in qualche modo forse, la classe politica e le Istituzioni, sono stati “complici” involontari,  inducendo gli assassini a compiere l’omicidio dopo il sequestro, un omicidio che per Bianconi non era per nulla l’esito obbligatorio di questa vicenda.

La teoria di Bianconi, e di altri con lui, è che il Governo, consapevolmente o inconsapevolmente, abbia con il suo procedere decisionale, contribuito a quest’esito.

Come per esempio l’aver pubblicato in prima pagina sul Corriere della Sera, cinque giorni prima dell’esecuzione, una notizia falsa ; quando proprio in quei giorni, Craxi e altri socialisti si stavano muovendo in direzione positiva per la liberazione.

La moglie di Moro, scriverà nel giorno del funerale : «nessuna manifestazione pubblica o cerimonia o discorso: nessun lutto nazionale, né funerali di Stato o medaglia alla memoria. La famiglia si chiude nel silenzio e chiede silenzio. Sulla vita e sulla morte di Aldo Moro giudicherà la storia» .

Ma trentanove anni dopo, su questi 55 giorni di sequestro però, la Storia non riesce ancora a dire la sua e a mettere la parola definitiva di verità.

Di Laura Paoletti

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