Un argomento sempre verde che richiede non poca attenzione è quello circa il futuro di un mestiere soggetto – ultimamente – a mutamenti epocali. Stiamo parlando di giornalismo, un settore direttamente influenzato dalla crescita repentina della tecnologia.

Anche se il dilemma di come questa figura possa evolversi sembra nuovo, in realtà sono già due decenni che il settore dell’editoria “cartacea” deve confrontarsi con la comunicazione online.

Dall’avvento di internet, intesa come navigabilità ad uso comune, l’approccio all’informazione è mutato profondamente: le notizie viaggiano a velocità impareggiabili dagli altri media, compresa la cara Tv.

Adesso, questo mestiere, ha un microcosmo tutto tuo che si estende per lunghe distanze su quasi tutte le “infrastrutture” informatiche in nostro possesso.

Infatti, se originariamente, la divulgazione era considerata esclusiva di programmatori ed esperti informatici, con i social network, la fruibilità del web si estesa anche ai comuni mortali senza competenze tecniche.

Facebook su tutti, è stato teatro dell’evoluzione di questo settore segnando diversi momenti storici tra ragguardevoli traguardi e controversie.

Partendo da queste ultime, è abbastanza nota la crisi del giornalismo che ha imperversato attraverso la piattaforma di Zuckerberg al punto da spingere il social network azzurro a creare un corso, Facebook Blueprint, per formare i giornalisti della nuova era.

Facebook è colpevole anche di aver raggiunto una sovrappopolazione di contenuti al limite del ridicolo: quasi tutti ricordano un particolare frangente storico in cui era difficile navigare nel feed senza imbattersi in meme, video e altri contenuti votati alla sola religione del “clickbait”.

Anni dopo, il dietro le quinte del colosso americano decise di impostare un algoritmo in grado di filtrare questi post, limitandone anche abbastanza efficacemente la propagazione.

Dal punto di vista delle evoluzioni “buone”, il web ha ottimizzato la capacità degli utenti di fruire di dispositivi digitali, dirottando automaticamente i lettori su un mezzo più economico dal punto di vista editoriale.

Oggi, creare un sito web di notizie è molto più vantaggioso (e profittevole) che produrre un giornale o una rivista cartacea.

L’altro lato della medaglia è rappresentata come al solito, dal fatto che è difficile emergere sulla concorrenza in un mare di iniziative quasi tutte uguali e con lo stesso scopo: diffondere le notizie.

Esistono però degli accorgimenti che si possono effettuare per distinguersi dalla massa; innanzitutto è possibile applicare un focus geo-centrico ai propri contenuti.

Questa pratica è consigliata per quei siti di notizie che fanno informazione di all’interno della regione o del territorio in cui operano fisicamente. Facendo in questa maniera, la testata non risente della presenza di eventuali concorrenti nazionali, il cui rimbombo è decisamente più forte. La territorialità garantisce una visibilità più limitata ma anche più funzionale in base all’interesse dei potenziali lettori. Colpire determinate zone geografiche (come fa per esempio vivilanotizia.it), è un lasciapassare quasi certo del fatto che le news vengano lette dagli abitanti del luogo interessato.

Da questo punto di vista, è di aiuto sviluppare delle competenze SEO (ottimizzazione motori di ricerca), il che è un buon suggerimento su dove il mestiere del giornalismo online si stia spostando.

Google, infatti, detiene un monopolio virtuale che gli conferisce poteri quasi assolutistici in termini di visibilità dei contenuti. Il motore di ricerca è il più usato al mondo con una percentuale che rasenta quasi la totalità dei dispositivi tra cellulari, tablet e computer.

L’algoritmo della piattaforma determina il modo in cui le notizie vengono classificate e di conseguenza di che visibilità possano raggiungere; l’ambito seo, dunque, è imprescindibile da questo genere di attività e ammesso non se ne dispongano le competenze, per un editore è importante poter affiancare al lavoro di semantica giornalistica, anche dei professionisti in grado di interpretare il web.

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