Cronaca

Il G7 comincia con la sospensione dell’Accordo di Schengen

In un’ottica di cooperazione economica internazionale, il G7 che prenderà il via domani a Bari (11-13), per poi continuare prossimamente a Taormina (26-27 maggio), la prima misura adottata è il ripristino dei controlli alle frontiere

Avrà inizio domani il G7 di Bari, occasione in cui i ministri dell’economia e delle finanze del “Gruppo dei 7” paesi che ne fanno parte si riuniranno per discutere e programmare le loro politiche macroeconomiche in un’ottica di condivisione. Dall’11 maggio al 13 i rappresentanti delle 7 economie più avanzate del pianeta (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, a cui si è aggiunto anche un rappresentante dell’Ue) sbarcheranno in Italia, in particolare nel Meridione nostrano, scelto per commemorarne le ineguagliabili bellezze ma anche per portare le istituzioni in luoghi da sempre trascurati, abbandonati a sé stessi, terreno fertile per la criminalità organizzata.

Per questa occasione, che si svolgerà nella splendida cornice di Bari, fino al prossimo incontro del 26 e 27 maggio a Taormina, l’Italia ha sospeso l’applicazione della Convenzione di Schengen, che consente ai cittadini dei paesi firmatari (tra questi tutti quelli dell’Unione Europea) di circolare liberamente senza particolari blocchi alle frontiere.

Da oggi, 10 maggio, fino al 30 verranno quindi ripristinati gli “antichi” controlli alla frontiera, che probabilmente renderanno più lenta e problematica la circolazione.

La misura è stata necessitata dall’esigenza di “garantire lo svolgimento regolare e ordinato” dei due incontri del G7, come fa sapere l’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Per questo, l’ente ha diramato un comunicato con il quale consiglia ai passeggeri di “recarsi in aeroporto dotati di documento d’identità in corso di validità e in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti, in modo da non incorrere in eventuali ritardi determinati dalla reintroduzione del controllo documentale”.

Per evitare problemi con i passeggeri l’Enac ha consigliato alle singole compagnie aeree che operano in Italia di informare i viaggiatori in qualunque modo possibile, chiedendo, inoltre “collaborazione e responsabilità nella predisposizione delle misure più idonee per ridurre al minimo l’impatto della reintroduzione del controllo dei documenti, affinché le attività del trasporto aereo possano essere effettuate nel rispetto della puntualità e del regolare svolgimento delle operazioni”. Qualcosa a cui non siamo più abituati.

Intanto a Bari fervono i preparativi, dove sono stati spiegati 1.500 agenti della polizia, droni, elicotteri e telecamere di videosorveglianza, insieme a barriere fisiche in cemento antisfondamento.

Nella tre giorni barese verranno affrontati temi caldi quali la crescita e la lotta alle disuguaglianze; il coordinamento delle istituzioni finanziarie internazionali; la sicurezza come bene pubblico globale (che comprende le questioni riguardanti il contrasto del finanziamento al terrorismo, le rimesse e la sicurezza cibernetica); la tassazione internazionale.

Il 26 e 27 maggio, a Taormina, i grandi potenti dell’economia mondiale discuteranno invece delle grandi minacce alla stabilità globale, concludendo con la stesura di una relazione dei lavori e l’adozione di un comunicato finale.

Alla stregua di tale programma, in molti hanno già sottolineato come, anche questa volta, manchi un punto fondamentale che invece avrebbe bisogno di essere oggetto della trattazione dei “grandi”: la cooperazione internazionale. La Colazione Italiana Contro la Povertà GCAP ha infatti evidenziato come manchi qualsiasi progetto di misura con cui questi paesi intendono affrontare il problema delle diseguaglianze; un tema spesso tirato in ballo dal ministro Pier Carlo Padoan proprio riferendosi a questo G7.

«Il punto non è tanto parlare delle disuguaglianze, tema fondamentale che Padoan ha fatto bene a richiamare, ma degli strumenti con cui si combattono quelle stesse disuguaglianze: primo fra tutti quello della cooperazione internazionale, punto assente anche nell’ultimo G7 Esteri», sottolinea Damiano Sabuzi Giuliani, membro del GCAP ed esperto in riduzione della povertà e Aiuto Pubblico allo Sviluppo per ActionAid Italia.

Chiude il discorso, a parere di chi scrive ineccepibilmente, ma saranno poi i rappresentanti delle sette grandi potenze ad avere l’onere di smentita, Massimo Pallottino, portavoce della Coalizione Italiana contro la Povertà, il quale spiega: «Non sono tanto le singole politiche, ma l’assenza di una intesa comune e forte tra le potenze a preoccupare. Serve cioè un’intesa pilota per mantenere impegni su temi cruciali. Invece la sensazione è che si tenda a ridurre questioni come l’immigrazione a soli problemi di sicurezza per i cittadini senza una visione di lungo periodo e soprattutto senza la volontà di disegnare prima le misure di intervento: l’Italia presiede i summit e dovrebbe dettare la linea».

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/05/10/il-g7-comincia-con-la-sospensione-dellaccordo-di-schengen/

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