IL NUOVO PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO PARLA ITALIANO: CHI E’ ANTONIO TAJANI?

 

Ci sono volute quattro votazioni, a scrutinio segreto, per arrivare all’elezione del nuovo Presidente del Parlamento Europeo, l’europarlamentare Antonio Tajani, già vicepresidente del Parlamento stesso.

Lungo e travagliato è stato il cammino per giungere alle suddette elezioni, iniziato a dicembre dopo che Tajani era stato eletto, democraticamente attraverso le primarie, dal partito di appartenenza, il PPE, come candidato alle successive elezioni, sbaragliando la concorrenza.

Per la prima volta da diversi anni si è giunti all’elezione del Presidente senza alcun accordo vincolante tra i due partiti di maggioranza (il Partito Popolare Europeo e l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici), ma semplicemente con uno scontro diretto tra i diversi candidati (negli ultimi anni, invece, era in uso, nei due partiti anzidetti, la pratica di spartirsi il quinquennio di legislatura mediante un accordo preventivo sull’elezione dei due presidenti che si sarebbero alternati).

L’attuale Presidente Antonio Tajani ha legittimamente vinto con 274 voti su 683, battendo il diretto rivale Giovanni Pittella, Presidente del suo partito (S&D), contro il quale era giunto al ballottaggio dopo aver superato tutta la concorrenza straniera.

Finalmente un rappresentante nostrano (l’ultimo fu Emilio Colombo nel 1977-79) in questa Europa che sembra non badare all’Italia, ma che ruolo ha il Presidente del Parlamento? Chi è Antonio Tajani?

Il Presidente del Parlamento Europeo ha, internamente, un ruolo ordinatorio, di gestione e convocazione delle sedute del Parlamento, (che insieme al Consiglio svolge la funzione legislativa all’interno dell’UE, pur non avendo potere di iniziativa legislativa, che invece spetta alla Commissione), vigilando sul rispetto delle regole e, verso l’esterno, una funzione di rappresentanza legale dello stesso, sia nei confronti degli altri organi dell’UE che degli Stati con cui intrattiene relazioni internazionali. Inoltre, il Presidente del Parlamento Europeo deve necessariamente firmare gli atti legislativi che vengono approvati secondo la procedura ordinaria.

Come si vede il Presidente del Parlamento Europeo non ha poteri politici, semmai di mediazione con gli altri organi, ma solo poteri di gestione e rappresentanza.

In particolare l’attuale Presidente è membro del PPE (Partito Popolare Europeo), uno degli otto partiti che siedono in Parlamento, che rappresenta lo schieramento di maggioranza insieme a quello dei Socialisti e Democratici, portatore delle idee del centro-destra europeista dei Paesi dell’Unione.

L’attuale Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, appartentente al PPE

Il Presidente Antonio Tajani fa parte del PPE dal lontano 1994, anno in cui fu eletto al Parlamento europeo, spinto dal Forza Italia, di cui faceva e fa ancora parte, in quanto, tra i vari cofondatore insieme a Silvio Berlusconi.

Antonio Tajani, sessantatré anni, classe 1953, inizia la sua attività politica e sociale molto presto, già ai tempi delle scuole medie, proseguendo poi con la Laurea in Giurisprudenza e il lavoro di giornalista (presso Il Giornale di Indro Montanelli tra l’altro), ma la sua vera carriera politica inizia con la scesa in campo di Silvio Berlusconi nel ’94, il quale lo designò quale portavoce del suo primo governo. Da lì la strada fu tutta in ascesa privilegiando la politica europea (dal 1999 in poi fu sempre rieletto al Parlamento europeo, ricoprendo anche diversi incarichi come Commissario) ma senza mai lasciare la politica nazionale, tanto da spingersi a candidarsi, nel 2001, come Sindaco di Roma, poi battuto da Walter Veltroni.

L’attuale Presidente del Parlamento Europeo, uomo ancora molto vicino a Silvio Berlusconi, del quale è considerato un fidato consigliere, si è fatto largo negli anni attraverso un comportamento mite e pacifico, in grado di fargli stringere legami e tenere dialogo con le più disparate forze politiche, tanto da essere molto apprezzato dai più, pur non senza alcune critiche che gli vengono mosse, quali la presunta vicinanza alle lobby europee.

Antonio Tajani, europeista convinto (del resto), ha tenuto ieri il discorso di insediamento, non lesinando critiche all’attuale assetto europeo e chiarendo quali saranno i suoi obiettivi, che intende perseguire dando voce a tutti i partiti, anche i più piccoli, non solo al PPE di cui fa parte, affermando “credo nell’Europa, ma abbiamo bisogno di cambiare e di un Parlamento sempre più forte […] l’Europa è in crisi, una coalizione pro europea è necessaria”.

Quel che più rincuora è che il Presidente non abbia scordato di essere italiano (speriamo anche nei fatti) e, anzi, abbia speso parole di conforto per la sua terra, dedicandovi addirittura la sua elezione: “Voglio dedicare questa elezione alle vittime del terremoto che ha colpito il mio paese, che stanno ancora vivendo momenti di grande difficoltà, a loro va il messaggio di solidarietà di questo parlamento, come a tutte le vittime del terrorismo”.

Le prospettive sono buone, l’Italia ha finalmente un suo rappresentante nelle stanze dell’Europa che conta, non ci possiamo far sfuggire, ancora una volta, l’occasione di portare sul tavolo le istanze del nostro Paese!

 

Lorenzo Maria Lucarelli

 

 

 

 

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