Cronaca

Il Papa fra gli operai genovesi: “lavoro priorità umana”

“Con le parole competitività e meritocrazia il nuovo capitalismo dà una veste morale alla diseguaglianza. Rende il povero un demeritevole, e quindi un colpevole. Perché se la povertà è colpa dei poveri, i ricchi sono esonerati dal fare qualcosa.”. Con queste parole, il Papa ha scandito con forza il senso del suo intervento tenuto all’Ilva di Genova ieri.

“A volte si pensa che il lavoratore lavora bene solo perché è pagato, ma questa è una grave disistima dei lavoratori, il lavoratore inizia a lavorare bene per dignità. Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori perché lavora con loro, l’imprenditore prima di tutto deve essere un lavoratore. Nessun bravo imprenditore ama licenziare la sua gente, chi pensa di risolvere i problemi licenziando la sua gente non è un buon imprenditore, non deve confondersi con lo speculatore”.

E’ tutto incentrata sul tema del lavoro la visita di Papa Francesco allo stabilimento Ilva di Genova. Davanti ad una platea di oltre tremila operai, il pontefice ha criticato senza se e senza ma la direzione presa dall’economia mondiale negli ultimi anni. Ma ha anche usato parole nette contro la politica che non interviene per fermare questa catastrofe, e che preferisce promettere piuttosto un reddito per tutti. L’obiettivo, continua il Papa, non deve essere il reddito per tutti, bensì il lavoro per tutti.

Qui scroscia forte e inarrestabile l’applauso dell’intero capannone. Gli operai urlano in coro “Francesco, Francesco”. Il Papa è ormai l’unica persona credibile che possa parlare di temi tanto grandi e delicati come quelli del lavoro, della disoccupazione, dell’immigrazione o della lotta alla povertà senza essere fischiato dalle folle, bensì applaudito fino a spellarsi le mani.

In chiusura poi, prima della preghiera, un’ultima stoccata contro i “cattivi lavori” (quelli legati al gioco d’azzardo, alla malavita o al traffico di armi). Ma un cattivo lavoro è anche quello “di chi è pagato per non avere orari”, come i negozi aperti 24h/24, che favoriscono il culto del consumo a discapito della qualità di vita dei lavoratori. Culto del consumo a sua volta figlio dell’edonismo della nostra società, che “non capisce il valore della fatica del lavoro”.

Parole dure, degne del miglior Berlinguer. E che, invece, vengono dal Papa, vero ultimo pungolo credibile rimasto in questa società.

Lorenzo Spizzirri

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/05/28/il-papa-fra-gli-operai-genovesi-lavoro-priorita-umana/

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