In manette il vicepresidente della Samsung

E’ giunta la notizia da qualche ora che il vicepresidente della Samsung Lee Jae-yong, 48 anni, è stato arrestato.
Indagato lo scorso gennaio nello scandalo che l’ha coinvolto e accusato di corruzione, frode e spergiuro nelle indagini riguardanti l’impeachment della presidente sudcoreana Park Geun-hye, come già affrontato precedentemente nell’articolo  Scandalo Samsung: chiesto l’arresto per il vicepresidente Lee ,  la corte di Seul, come riportato dai media coreani e americani, ha deciso di dare il via all’arresto, lo stesso che il rampollo sudcoreano era riuscito ad evitare lo scorso mese grazie ai pubblici ministeri che avevano rigettato la richiesta. Allora infatti, era riuscito ad avere solo un fermo di 24 ore che alla fine non fu prolungato. Adesso, però dopo circa tre settimane, la medesima corte, ha cambiato idea ed ha richiesto l’immediata detenzione. A quanto pare questo è solo il primo step per qualcosa che potrebbe diventare più serio in quanto l’erede del colosso mondiale Samsung potrà al momento essere detenuto fino ad un massimo di 20 giorni prima di essere incriminato formalmente o rilasciato in libertà condizionale.
La notizia ha colto tutti di sorpresa creando non pochi scompigli nel mondo finanziario non solo sudcoreano. Il titolo Samsung oggi ha già perso il 2,14% alla borsa di Seaul e quest’ultima novità ha creato inquietudine anche tra gli ambienti torinesi perché, Lee Jae-yong non è solo il vicepresidente della multinazionale Samsung ma anche membro del consiglio di amministrazione Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli. Di sicuro, per la Samsung questo Venerdì 17 non è stato di buon auspicio.

Rosanna Maurici

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