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Inscryption Recensione Nintendo Switch: nato per essere portatile

Inscryption Recensione Nintendo Switch | Inscryption sembra nato per essere portatile. Punto. Il gioco Indie che l’anno scorso ha ridefinito i confini del card game con le sue ambientazioni mutevoli e le inebrianti contaminazioni dal genere horror-narrativo brilla su Nintendo Switch come se fosse nato per lei.

Sarà che lo schermino della mia Oled mette in risalto la cura per il design delle carte e dei tabelloni. O magari è per via della propensione alle sessioni “mordi e fuggi”. Fatto sta che nonostante richieda spesso di destreggiarsi tra menù densi di scritte non esattamente grandi, questo porting di Inscryption quasi non pare un porting. Il prezzo è praticamente budget, l’esperienza è di quelle da provare una volta (almeno) nella propria vita videoludica: mi sembra inutile specificare che Inscryption su Switch è più che promosso. È consigliatissimo! Attenti solo a non restare invischiati tra le sue spire. Non vorrete diventare una carta da gioco…

Inscryption Recensione Nintendo Switch

INSCRYPTION RECENSIONE NINTENDO  SWITCH | TESTATO SU NINTENDO SWITCH OLED

(Disponibile anche su: PlayStation 5, PlayStation 4, macOS, GeForce Now, Microsoft Windows, Linux, Classic Mac OS)

VOTO: 9 

+Porting eccellente
+Uno dei migliori (se non il migliore) indie del 2022
+Mutevole nello stile, nelle meccaniche, in tutto

-Aleatorietà (fattore fortuna) non sembre bilanciata benissimo

Inscryption Recensione Nintendo Switch

Inscryption Recensione Switch, voglio fare un gioco con te

La prima volta che accenderete la Nintendo Switch, avvierete Inscryption e vi accorgerete che nel menù di avvio non c’è “nuovo gioco” ma solo “continua”, pensate a me e a questa recensione. A quando vi ho detto (sto per farlo ora) che di Inscryption è meglio non sappiate nulla più di un’infarinatura di base sul “genere”. Almeno, non prima di avviare il gioco e scoprire da soli quello che vi attende. Nemmeno parlare delle meccaniche di gameplay (se non in maniera poco approfondita come farò io) vi metterebbe al sicuro dagli spoiler. E se perdete l’effetto sorpresa, vi rovinate metà della bellezza di Inscryption. 

Metà, certo, perché anche se è la sensazione di non sapere mai cosa succederà superata una data sfida o fase del gioco a rendere Inscryption “speciale”, anche il gioco nudo e crudo funziona bene. Merito dell’estetica, del colpo d’occhio dall’atmosfera cupa e misteriosa. Nonchè, dello splendido design delle carte che utilizzerete per superare le folli prove di un oscuro burattinaio avvolto dalle tenebre. Due occhi baluginanti nel buio non bastano per carpire quale sia il suo reale “specchio dell’anima”, credetemi.

Inscryption Recensione Nintendo Switch: nato per essere portatile

Tornando a noi, ci saranno prove da superare, vi ho detto; intavolate ogni volta con uno scheletro ludico simile e riconoscibile tra una e la successiva, ma mai davvero identiche o sovrapponibili. Di modo che quell’ansietta sottile che le vicende e situazioni proposte (lato narrativo) vi instillano costantemente sia rimarcato da un ludos altrettanto cangiante e camaleontico. Si gioca a carte? Sì. Ma come, contro chi, e con quali pesi sulla coscienza lo farete varierà di molto l’esperienza a ogni nuovo match.

Anche sapere che avete solo due possibilità di sbagliare e perdere le sfide del Saw con gli occhi galleggianti nel buio non aiuta a restare sereni. Non che ci siano vere ragioni di temere slanci veramente horror in Inscryption. Il gioco “gioca” con voi e con la vostra resistenza psicologica alla tensione. Che come vi ho già anticipato deriva da un sapiente mix di atmosfere occludenti e gameplay poco propenso a perdonare leggerezze o errori strategici. Tenere d’occhio le vostre carte e gestirle nel migliore dei modi non è sempre rilassante, ecco tutto.

Inscryption Recensione Nintendo Switch: nato per essere portatile

Anche perché volendo trovare un punto debole per Inscryption, esso risederebbe in un’aleatorietà gestita con un po’ troppa leggerezza. E non so a voi, a me fa più paura perdere una partita a causa di una serie ineluttabile di pescate sfortunate, piuttosto che un jumpscare telefonato. E allora, forse, questo “punto debole” è tale solo perché sono pigro io e non ho voglia di ricominciare una partita da zero, in stile roguelike, a causa della sfortuna. Giocate senza distrarvi, e andrà tutto bene. Forse.

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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