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Inter is coming: un nuovo condottiero

Ad otto giorni dall’ufficialità di Luciano Spalletti come allenatore dei nerazzurri, si cominciano a delineare quelle che saranno le direttive del tecnico toscano. Nulla di così scontato se ci soffermiamo sul mero concetto di allenatore considerando che, all’Inter, ciò che manca è proprio la scrupolosità in molte fasi (in particolare quella difensiva e quella di possesso). Per non parlare di unità dello spogliatoio, indispensabile variante sulla quale si è discusso molto nell’ultimo campionato in occasione degli imminenti esoneri di Frank De Boer e Stefano Pioli: giocatori che remavano contro e tensioni dentro e fuori (Mauro Icardi vs media e tifosi docet).

Luciano Spalletti, infatti, preme non poco sulla coesione del gruppo verso il quale si è detto prontamente disponibile:

Chiederò ai giocatori di fidarsi di me; sarò al loro fianco al 110%, qualsiasi cosa accada.

Dichiarazioni ancor più pesanti, a tal proposito, sono quelle indirizzate al delantero argentino Icardi:

E’ il capitano dell’Inter, avrà il doppio del lavoro. Dovrà indicare i comportamenti ai suoi compagni.

Passando al rettangolo verde Spalletti è tentato dal riproporre, ancora una volta, il 4-2-3-1 cui è molto affezionato e che ha riproposto nei due periodi sulla panchina della Roma; modulo utilizzato anche da Mancini e i suoi tre successori, Stefano Vecchi compreso, nelle ultime 3 stagioni. Ciò significherà una spinta non indifferente sulle corsie laterali e si sa: D’Ambrosio, Nagatomo, Ansaldi e Santon non sono gli interpreti più completi per la causa della compagine di Appiano Gentile. Se a questo aggiungiamo un pacchetto di difensori centrali quasi mai all’altezza della situazione, non sarà poi così difficile intuire che Sabatini e Ausilio, a partire dal primo luglio, dovranno lavorare in maniera oculata per garantire un organico di tutto rispetto. Sempre Spalletti ha dichiarato:

Dobbiamo riportare l’Inter nella sua storia. E’ qualche anno che non si vince, quindi si dovrà fare qualcosa per cambiare rotta. Vogliamo creare una squadra ancor più forte. Non sarà facile perché gli acquisti non vanno sbagliati. Chi porterei della Roma? Non è carino dirlo…

Insomma, nei pressi di Corso Vittorio Emanuele non ci si sbilancia ancora più di tanto, complice il fair play finanziario che tiene ancorata la dirigenza nerazzurra. Le prossime settimane ci diranno che ruolo sarà capace di interpretare la nuova Inter con questo nuovo progetto.

Nicola GIgante

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