Cinema

“La città incantata”, il viaggio spirituale dei grandi manga di Hayao Miyazaki

Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Nello speciale natalizio di questa settimana faremo tappa in Giappone. Abbiamo deciso di parlarvi di un cartone animato che ha segnato la consacrazione del genere manga a livello mondiale. Abbiamo dedicato questa puntata all’unico cartoon nipponico capace di vincere un Oscar. Vi parleremo di “La città incantata” di Hayao Miyazaki.

La città incantata, il capolavoro immortale di Miyazaki

Quando “La città incantata” uscì nelle sale stupì subito il pubblico per la bellezza e l’accuratezza dell’animazione. Sin dalle prime bellissime inquadrature di edifici abbandonati questo cartone animato risalta all’occhio per i suoi colori vividi e per le immagini. Sequenze che diventano via più ipnotiche soprattutto dopo l’ingresso del mondo degli spiriti. Un’animazione praticamente perfetta segnata da un lavoro certosino su ogni fotogramma come, ad esempio, nella scena in cui il drago Haku è ferito nel locale delle caldaie. In quel caso si nota come Myazaki abbia usato le movenze di tre animali diversi come il geco e il serpente per realizzare il movimento del suo drago.

Aldilà della grandezza tecnica al centro di “La città incantata” c’è un vero e proprio viaggio spirituale e iniziatico di Chihiro. Un viaggio che segna il passaggio della giovane protagonista dall’adolescenza all’età adulta. Una fiaba pedagogica che ci porta alla scoperta di valori importanti per la crescita di ognuno di noi come la disciplina e l’amicizia. Accanto al carattere educativo non manca anche una velata critica al capitalismo giapponese di stampo occidentale che sta distruggendo l’identità di un popolo che può sopravvivere solo con la ricerca dello spiritualismo. Ne è un esempio lampante la sequenza in cui viene pronunciata la battuta: “Se non lavori, Yubaba ti trasformerà in un animale”.

Il trailer di La città incantata, fonte Re-Trailer

Un manga da Oscar

Lo straordinario mondo raccontato da “La città incantata” conquistò letteralmente il pubblico tanto da guadagnare 275 milioni dollari in tutto il mondo, il più grande traguardo cinematografico giapponese. Venne inoltre già osannato dalla critica al Festival di Berlino del 2002 ed conquistò un meritato Oscar come miglior film d’animazione nel 2003 non senza qualche controversia. In quell’anno infatti Myazaki non andò a Los Angeles a ritirare il premio perchè, come ammise tempo dopo, decise di non recarsi in America come protesta contro i bombardamenti in Iraq.

Hollywood non si è però mai dimenticata di Myazaki che nel 2015 ha ricevuto un meritato Oscar alla carriera. “Ogni volta che abbiamo un blocco creativo alla Pixar, mettiamo una o due sequenze dei film di Miyazaki per ritrovare l’ispirazione”, disse John Lasseter consegnando la statuetta al suo amico giapponese. Parole che testimoniano la straordinaria rivoluzione “di “La città incantata” e dei film di Miyazaki.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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