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La corsa verso il Quirinale, cosa accade il 24 gennaio

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Battaglia per il Quirinale, Parlamento convocato il 24 gennaio

La corsa verso il Quirinale, ecco cosa accadrà il 24 gennaio. Il Presidente della Camera Roberto Fico ha ufficialmente convocato il Parlamento per lunedì 24 gennaio alle ore 15. Saranno 1009 i grandi elettori chiamati alla votazione: 321 senatori, 630 deputati e 58 delegati regionali. La tanto attesa battaglia per l’elezione del Presidente della Repubblica ha inizio.

La seduta sarà unica e si concluderà nel momento in cui verrà eletto il nuovo Presidente della Repubblica Italiana che succederà a Sergio Mattarella. Ci saranno votazioni ogni giorno e anche più scrutini nella stessa giornata. Si andrà, quindi, ad eleggere il dodicesimo Presidente della Storia repubblicana.

La corsa verso il Quirinale, come funziona l’elezione del Presidente

La corsa verso il Quirinale e i meccanismi di elezione. Nei primi tre scrutini, per essere eletti, occorre il quorum dei due terzi dell’Assemblea, ovvero, 673 voti. Dalla quarta votazione sarà invece necessaria la maggioranza assoluta: ovvero 505 voti. In realtà, al momento, il plenum è fermo a 1007 componenti, nell’attesa che il Senato convalidi il subentro del senatore PD Franco Porta a Cario, dichiarato decaduto.

La corsa verso il Quirinale, gli scenari politici

Questa sarà, quindi, la settimana decisiva per tutte le forze politiche per trovare accordi sui possibili nomi del successore di Sergio Mattarella. Al momento, anche se gli scenari sono in continua evoluzione, né il centrodestra né il centrosinistra hanno i voti per eleggere da soli il nuovo Presidente. Anche se, andando a vedere, il centrodestra ha più numeri dei giallofuscia (il Pd di Letta, il M5S di Conte e Leu di Speranza).

Ago della bilancia, quindi, potrebbero essere i cosiddetti centristi (Coraggio Italia, Idea-Cambiamo, Italia Viva, Noi con l’Italia di cui fa parte anche Vittorio Sgarbi). Altri numeri di cui tener conto nel computo finale degli elettori del centro destra sono i vari ex componenti del Movimento 5 Stelle.

Tralasciando i numeri, che mutano ogni giorno, fino a oggi lo scenario potrebbe essere questo: sia i centristi che i grillini potrebbero votare insieme a uno dei due schieramenti principali. Per questo motivo Silvio Berlusconi, candidato ancora non ufficiale del centrodestra, si rivolge a loro per raggiungere quota 505 e poter andare al Quirinale.

La partita, quindi, è ancora tutta aperta, sia per i possibili candidati in gioco per la competizione che, come abbiamo visto, per i numeri.

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