Cronaca

La crisi diplomatica in Qatar

Con una decisione improvvisa, e che ha colto di sorpresa la comunità internazionale, le monarchie del Golfo Persico hanno deciso di interrompere ogni contatto con il Qatar.

L’annuncio è stato dato ieri mattina, dopo una riunione tra i ministri degli esteri egiziano e saudita. A loro si sono poi uniti il Bahrain, gli Emirati Arabi Uniti, lo Yemen, le Maldive e il governo libico di Tobruk.

Il motivo di questa rottura starebbe nel presunto sostegno dato dal Qatar ai gruppi integralisti islamici in giro per il mondo, in particolare all’Isis, ad Al Qaeda e ai Fratelli Musulmani. Inoltre, si contesta a Doha di non rispettare gli accordi presi in sede di Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Tutte le accuse sono state rispedite al mittente da Doha, che accusa come questo sia tutto falso, notizie diffuse al solo scopo di danneggiare il Qatar. In realtà, sembra che dietro questa decisione vi sia l’orientamento di Doha verso l’Iran, considerato troppo morbido dagli USA e dagli altri alleati del Golfo.

Le prime azioni concrete contro Doha, intanto, sono gia iniziate: le compagnie aeree arabe hanno sospeso i collegamenti con il Qatar, mentre l’Arabia Saudita ha chiuso il confine terrestre con l’emirato. Inoltre, è stata disposta l’espulsione di tutti i cittadini qatarioti dai paesi del Golfo entro due settimane, mentre a Riad è stata chiusa anche la redazione locale di Al Jazeera.
Vista la delicatezza della situazione nello scacchiere mediorientale, tanto gli Usa quanto la Russia hanno invitato al dialogo le nazioni del Golfo. Per gli Usa la situazione è doppiamente delicata, in quanto in Qatar si trova la base militare Di Al Udeid, nevralgica per le operazioni antiterrorismo nell’area. 

La Turchia e l’Iran si sono offerte di mediare per riportare la situazione alla normalità.

Lorenzo Spizzirri

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