Cronaca

La guerra civile siriana continua a fare nuove vittime: forse utilizzate armi chimiche

Pure se Assad e Putin smentiscono trattarsi di un attacco nel quale sono state impiegate armi chimiche, tutto il mondo civile punta il dito contro una tragedia che si sta reiterando ormai da ben sei anni

Un attacco aereo, di cui ancora non è stato identificato l’autore, ieri ha colpito la città di Idlib, in Siria, uccidendo più di 50 civili e facendo centinaia di feriti.

Si è trattato di raid aerei che hanno sganciato bombe sui profughi provocandone una morte lenta e dolorosa: subito si è pensato ad un’offensiva con armi chimiche, non insolita per il governo di Assad. Infatti, le immagini pubblicate dai media e le testimonianze dei medici intervenuti (l’Unicef in prima linea, tramite il suo portavoce Andrea Iacomini commenta: “Immagini sconvolgenti, l’umanità è morta oggi in Siria […] non ci sono figli di Assad e dei ribelli, le vittime sono i bambini, per una guerra che non hanno voluto”) mostrano chiaramente sintomi particolari riconducibili ad un’intossicazione da gas nervino. Decine di persone stese a terra, non ancora morte, immobilizzate fanno fatica a respirare, gli occhi sbarrati, nudi, vengono bagnati con acqua, con il terrore della morte addosso.

L’attacco non sarebbe il primo dall’inizio della guerra civile che dal 2011 sta sconvolgendo la Siria, a causa degli scontri, generati dal malcontento di una parte della popolazione che vuole deporre il regime di Bashar Hafiz al-Asad e di tutta la sua dinastia, al governo del paese dal 1971.

Dallo stesso presidente della Siria arriva la smentita circa l’attacco con l’utilizzo di armi chimiche, il quale invece puntualizza affermando che si tratterebbe di un diversivo dei ribelli e dei gruppi estremisti per addossare le responsabilità al regime stesso.

Anche dal presidente russo, Vladimir Putin, provengono dichiarazioni negative, affermando che nessun aereo russo stava svolgendo alcuna attività sulla zona e che nemmeno l’alleato Assad avrebbe usato alcun’arma chimica: si tratterebbe invece di un bombardamento che ha fatalmente colpito un deposito di armi e agenti chimici dei ribelli, che saltando in aria avrebbe prodotto gli effetti, non voluti, di un attacco chimico.

Immagine dal Web

Intanto denunce sull’accaduto provengono da tutto il mondo, tra i primi a commentare il fatto è stato il ministro degli esteri britannico, Boris Johnson: “Non ho visto assolutamente nulla che non suggerisca la responsabilità del regime. Tutte le prove che ho visto suggeriscono che è stato il regime di Assad, nella piena consapevolezza di usare armi illegali in un attacco barbaro contro il suo stesso popolo. Vorrei vedere che i colpevoli paghino un prezzo per questo. E certamente non vedo come un governo di questo genere possa continuare ad avere alcun tipo di legittima amministrazione sul popolo di Siria. Se è confermato che è stato un altro attacco chimico del regime di Assad, con o senza la complicità dei russi, mostra che questo è un governo che non ha alcuna compassione per il suo popolo”.

Ricordiamo che è in vigore, per gli stati che lo hanno ratificato, un trattato internazionale che vieta l’uso e la costruzione di armi chimiche, la Convenzione sulle armi chimiche, stilata nel 1993 ed efficace dal 1997: molti sono i paesi che vi hanno aderito ma tra quelli che non lo hanno fatto vi è proprio il governo di Damasco, reo di averle utilizzate più volte negli ultimi anni. Gli stati firmatari, compresa l’Italia, condannano però allo stesso modo anche coloro che non vi hanno aderito, tanto che sono in molti ormai a richiedere che sia formato un tribunale internazionale per giudicare e condannare i fatti in questione.

Anche la Casa Bianca è sicura che l’attentato sia stato realizzato per mano del regime siriano e addirittura addossa parzialmente le responsabilità alla gestione Obama, la quale non avrebbe affrontato adeguatamente il problema.

Dal fronte italiano arriva forte la condanna, in particolare Federica Mogherini, attualmente Alto Rappresentante per la politica estera europea, così commenta l’accaduto: “L’orribile notizia dell’attacco chimico rappresenta un drammatico promemoria per la comunità internazionale. La priorità è quella di porre fine al conflitto ma purtroppo questo non dipende da noi: l’Ue non ha gli strumenti per imporre e garantire un cessate il fuoco. Ma ci aspettiamo che le parti coinvolte, a partire da Russia, Turchia, Iran, lo facciano”.

Lo stesso Papa Francesco interviene: “Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria […] faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra – esprimendo – ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini”.

Per la giornata di oggi si riunirà in seduta straordinaria il Consiglio di Sicurezza Onu del quale fa parte da quest’anno anche l’Italia, come membro non permanente, per discutere della difficile situazione in Siria, e studiare misure adeguate per mettere fine pacificamente ad un conflitto che vede in campo non solo la Siria ma molte altre potenze internazionali, spinte spesso da interessi economici.

Già prima della riunione del Consiglio, dall’Onu arriva un forte monito di condanna: “L’orribile evento di ieri dimostra che in Siria si commettono crimini di guerra e che la legge umanitaria internazionale viene violata frequentemente. Il Consiglio di sicurezza si riunirà oggi. Abbiamo chiesto che si risponda dei crimini commessi e sono sicuro che il Consiglio di sicurezza si prenderà le sue responsabilità”.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/05/la-guerra-civile-siriana-continua-a-fare-nuove-vittime-forse-utilizzate-armi-chimiche/

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