Cronaca

La meningite torna e fa paura

Al netto degli ultimi casi di contagio si fa sempre più strada la necessità di conoscere la malattia e saperne individuare velocemente i sintomi per evitare il proliferare, al fine di un decorso positivo

Nuovi casi di meningite in giro per l’Italia e la psicosi contagio torna altissima.Si tratterebbe infatti di almeno cinque nuovi casi accertati negli ultimi giorni, da Milano a Roma.

Precisamente quattro nuovi ricoverati con sintomi legati alla malattia, poi conclamata, nella zona di Roma: una ragazza di 21 anni, residente ad Anzio, era stata portata in condizioni già molto alterate all’ospedale di Anzio, lamentando dolori diffusi, problemi alle vie respiratorie e fenomeni di carattere neurologico.

Stessa storia per un uomo di 51 anni, residente ad Albano Laziale, il quale si era recato al Pronto Soccorso lamentando otalgia, febbre e stati di incoscienza.

Per entrambi le condizioni sono velocemente precipitate necessitando di essere trasportati a Roma presso l’Ospedale L. Spallanzani, dove ha sede l’istituto Nazionale per le malattie Infettive, preparato a ricevere e trattare casi di questo genere, come era accaduto per i contagiati da Ebola.

A questi due casi se ne aggiungono altrettanti, sempre presso lo stesso Istituto, giunti in precedenza e versanti in condizioni migliori, tanto da non richiedere il trasferimento in terapia intensiva, dove invece i primi due sono stati sottoposti a intubazione e assistenza rianimatoria con ventilazione meccanica invasiva.

Tutti e quattro sono stati contagiati da medesimo batterio, lo pneumococco, che intacca le vie aeree, ma rende la malattia infettiva non contagiosa, tanto da non rendere necessario agire con misure di profilassi.

Il quinto caso è invece stato registrato a Milano, dove una donna, un’insegnante di 55 anni, è stata ricoverata dopo esser giunta in gravissime condizioni presso l’Ospedale S. Paolo e morta dopo poche ore; dall’istituto provengono informazioni sul carattere meningococcico della malattia, quindi un batterio diverso da quello che ha provocato i casi di Roma, più grave e altamente contagioso, così che è stata attivata la procedura di profilassi nei confronti delle persone con cui è entrata in contatto.

Dati i nuovi casi insorti nella Penisola è bene essere informati riguardo l’argomento: Cosa è la meningite? Quali sono i sintomi e come si cura?

La meningite è causata da un’infezione delle meningi, proveniente da virus e batteri -Immagine dal Web

Si tratta di una malattia che investe il sistema nervoso centrale, un’infiammazione delle meningi, le membrane che si trovano all’interno del cranio e rivestono il sistema nervoso centrale, che generalmente ha origine infettiva. Il più delle volte la causa dell’infezione sono batteri e virus: la meningite virale è quella più frequente e anche meno grave, molto simile ai sintomi e al periodo di incubazione di una normale influenza (se adeguatamente trattata); quella batterica, invece, costituisce una versione più grave, ma anche meno frequente, della malattia che se non viene perentoriamente individuata e trattata può portare anche alla morte.

La malattia (nei casi in cui sia contagiosa) si trasmette per via aerea e quindi il più delle volte tra persone che si trovano a stretto contatto per diverso tempo; per questo il più alto tasso di incidenza della meningite si rinviene nei bambini, che frequentano ambienti altamente popolati e chiusi, quali le scuole.

Per quanto riguarda in sintomi, questi si fanno palesi generalmente dopo 15-20 ore dall’effettivo contagio e nei casi meno gravi assomigliano a quelli di una normale influenza, quindi:

  • Febbre;
  • Sonnolenza/stati di incoscienza;
  • Emicrania;
  • Rigidità del collo e della nuca;
  • Eruzioni cutanee a chiazze;
  • Nausea e vomito;
  • Fotofobia;
  • Convulsioni

Al verificarsi di questi sintomi, è bene recarsi immediatamente dal proprio medico che dopo aver escluso una normale influenza richiederà specifiche analisi, quali il prelievo di un campione di liquido cerebro spinale, un tampone ed esami del sangue, al fine di individuare l’origine e il tipo della malattia.

La terapia farmacologica è standardizzata e prevede la prescrizione di antibiotici (differenti a seconda dell’origine e del tipo dell’infezione), l’integrazione dei liquidi per compensare quelli persi e farmaci corticosteroidi per alleviare il dolore e l’infiammazione delle meningi.

Per quanto riguarda le misure preventive, oltre quella più pratica (ma spesso difficilmente eseguibile)  che consiste nel non frequentare ambienti chiusi e affollati, si parla molto di vaccino: alcuni (la maggior parte, compresa la medicina) lo ritengono un valido alleato, anche se non protegge totalmente, altri lo demonizzano riconducendovi effetti indesiderati, anche gravi, quale l’autismo o danni neurologici. Sicuramente si tratta di uno strumento adeguato per tenere sotto controllo fenomeni epidemici (a prescindere dalle conseguenze nei casi specifici) tanto che alcune Regioni d’Italia lo hanno inserito nel calendario vaccinale regionale.

Quanto alle conseguenze della malattia, bisogna distinguere dalla gravità dei casi: le meningiti virali si risolvono generalmente in modo positivo e velocemente senza lasciare traccia: al contrario i casi di meningite batterica (compresa quella fulminante che è la più grave) possono determinare lesioni gravi e permanenti al cervello e al sistema nervoso, sordità, epilessia, idrocefalo e deficit cognitivi, sempre che non portino prima alla morte.

Proprio perché si tratta di una malattia per la quale si hanno i mezzi per combatterla, è necessario che non sia solo la sanità a progredire nella lotta contro l’infezione, ma le stesse persone, le quali devono subito recarsi dal proprio medico al sorgere dei sintomi tipici, evitando il proliferare del contagio.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/8902

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