Cronaca

La questione del TAP

Da qualche settimana si stanno svolgendo in Puglia numerose manifestazioni di protesta contro una nuova infrastruttura a carattere europeo.

Percorso del gasdotto TAP

Si tratta del gasdotto TAP, che dall’Azerbaijan dovrebbe portare il gas in Europa attraversando la Grecia, l’Albania ed il Mar Adriatico. L’importanza geopolitica del TAP è presto detta: serve a ridurre la dipendenza energetica europea dalla Russia e dalla sua potente compagnia Gazprom, diversificando le fonti di approvvigionamento. Altro fattore geopolitico importante è il bypass dell’Ucraina – attualmente ancora in fase di guerra civile – da cui passano i metanodotti russi diretti in Europa.

La parte italiana dell’opera sarà quasi al 100% invisibile. Infatti, il metanodotto correrà interrato ad una profondità di almeno 1,5 m a terra e 25 m in Adriatico. L’unica parte visibile sarà il Terminale di Ricezione, ovvero quell’infrastruttura che avrà il compito di immettere il gas nella rete nazionale di distribuzione del metano. Il gas non verrà né lavorato, né stoccato al Terminale di Ricezione, ma semplicemente immesso nella rete.

La popolazione locale ha protestato rumorosamente, con l’appoggio del governatore della regione Michele Emiliano, contro il TAP. In particolare, è stato autorizzato l’espianto temporaneo di circa 1900 ulivi per effettuare lo scavo del gasdotto (una volta posata la condotta, gli ulivi verranno ripiantati al loro posto).

Motivo del contendere è soprattutto l’espianto temporaneo degli ulivi, oltre alla paura di potenziali danni al turismo e all’agricoltura (posizione comprensibile e legittima) e la paura di incidenti al gasdotto (meno giustificate, dato l’elevato standard di sicurezza dei metanodotti).

La guerra corre in particolare su Facebook, dove la pagina dei No-Tap diffonde senza sosta materiale soprattutto di blog e “controinformazione”, oltre a foto apocalittiche di incendi e distruzione.

La giustizia amministrativa, intanto, ha respinto tutti i ricorsi contro il TAP, mentre altre inchieste che erano state avviate sull’opera sono state archiviate. 

Lorenzo Spizzirri

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