Cronaca

La Ri-scossa dei terremotati: in tutto il centro Italia si chiede al Governo di intervenire

Per la giornata dell’1 aprile sono state organizzate, in numerosi comuni del centro Italia, manifestazioni e altre iniziative per richiamare l’attenzione del Governo sulle disagiate situazioni in cui versano ormai da molti mesi i terremotati

Quasi otto mesi fa un terribile terremoto distrusse Amatrice e i comuni attorno, dando inizio ad un susseguirsi di ulteriori fenomeni sismici che hanno gettato il centro Italia nel terrore prima e nella paura di non poter più tornare alla vita normale, poi.

Moltissimi morti e feriti, alcuni ancora non si sono ripresi; abitazioni distrutte, tendopoli e tanto freddo, non solo fuori ma soprattutto nell’anima.

Il sisma del centro Italia ha distrutto tanto, troppo e lo continua a fare anche quando la terra non trema più; a causa di una profonda disorganizzazione, sia a livello dei poteri centrali che periferici, migliaia di persone sono ancora per strada, chi in qualche container (coloro che sono stati fortunati), chi ospite da amici, chi in camper o addirittura in macchina.

Fino ad ora tante belle parole sono state spese dal Governo, fino a quando le luci dei riflettori non si sono spente e i terremotati sono stati lasciati a sé stessi. È proprio per questo che sono state annunciate per oggi manifestazioni nei comuni colpiti (Amatrice, Accumoli, Norcia, Cascia, Trisungo, Visso, Pieve Torina, Tolentino, Selvalagli di Gaiole), fino a Roma dove è stato organizzato un enorme corteo presso Montecitorio per richiamare l’attenzione dei governanti e chiedere di intervenire al più presto.

La situazione del Centro Italia si aggrava di giorno in giorno. A quasi otto mesi dal primo sisma quello che rimane dei nostri paesi sono solo le macerie. Il Centro Italia sta morendo e nessuno interviene, ci avevano detto che non ci avrebbero lasciati soli, e invece l’hanno fatto. È questa una delle svariate denunce che circola nei volantini della manifestazione di Roma, iniziata stamane alle ore 10.

Gruppi sparsi nei diversi comuni colpiti stanno anche essi manifestando pacificamente, attraverso iniziative simboliche, come il blocco della via Salaria ad Arquata del Tronto.

Tutti chiedono un incontro con i rappresentanti del Governo per accelerare l’adozione delle misure post terremoto: “Questo è un ultimatum al governo: o entro una settimana incontreremo a un tavolo il governo, i capigruppo di Camera e Senato e il commissario Vasco Errani oppure bloccheremo l’Italia: basta parole, vogliamo dei fatti”.

Ci manca una casa, ci manca una prospettiva, non c’è informazione. Nulla è operativo, i decreti non sono attuativi, manca la volontà. In sette mesi hanno portato 25 container travestiti da casette, e hanno fatto pure la sfilata. Non ci sono gli aiuti alle imprese. La scorsa settimana Gentiloni ha parlato di cose che non esistono: il miliardo l’anno nel decreto non c’è. Siamo stanchi di parole: se non otterremo risultati concreti bloccheremo il Paese”.

Alle istanze dei terremotati risponde il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Oggi confermo, e si vedrà con l’approvazione del Def, che l’impegno per il terremoto è una priorità assoluta e l’affronteremo con l’impegno e le risorse necessarie”.

Le numerose manifestazioni sono tutt’ora in corso e proseguiranno per tutta la giornata di oggi pacificamente; a scopo precauzionale alcune zone di Roma sono state blindate dalla polizia per cercare di mantenere ordine e sicurezza. La manifestazione capitolina, chiamata la “Ri-scossa dei terremotati”, pacifica, ma determinata nel richiedere un cambio di passo nella gestione post-sisma, proseguirà poi attraverso una marcia che passerà per tutti i palazzi istituzionali.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/26450

Adv

Related Articles

Back to top button