Cronaca

L’addio a Gianni Boncompagni, oggi la camera ardente

 

Il giorno di Pasqua se ne è andato un pezzo di storia della televisione: Gianni Boncompagni. Aveva 84 anni. Conduttore, autore radiofonico e televisivo, regista, nel corso di una carriera lunga circa mezzo secolo è stato l’ideatore di numerosi programmi che hanno segnato la storia della televisione italiana.

Un “comunista”, così come amava definirsi e, da buon “rosso”, i suoi funerali non si svolgeranno in chiesa. Oggi è stata allestita la camera ardente dalle ore 12 nello storico studio Rai di via Asiago, dove aveva mosso i suoi primi passi professionali in Italia. A seguire, una cerimonia laica: “Sarà breve e sobria – spiega la figlia, Paola Boncompagni – con l’intervento di alcuni amici che ricorderanno papà“.

Dopo aver rivoluzionato il linguaggio radiofonico negli anni ’60 e ’70 con Bandiera gialla e Alto gradimento, complice l’amico di sempre Renzo Arbore, nel 1977 Boncompagni debutta in tv con Discoring. Poi arriva Pronto, Raffaella? condotto da Raffaella Carrà, di cui è stato pigmalione e fidanzato decennale, successivamente Pronto, chi gioca? condotto da Enrica Bonaccorti e poi realizza tre edizioni di Domenica In. Nel 1991 il passaggio a Mediaset, con Non è la Rai, storico programma con cui lancia Ambra Angiolini.

Papà della tv leggera, intelligente e imprevedibile, Boncompagni firma hit musicali come Ragazzo triste di Patty Pravo e Il mondo, successo mondiale di Jimmy Fontana, nonché tutte le hit di Raffaella Carra’, da Tuca tuca a Tanti auguri a A far l’amore comincia tu.

In linea con la goliardia del defunto, alla base del feretro è stata posta una versione del quadro Ritratto di giovane donna del pittore fiammingo Rogier van der Weyden riveduta e corretta con la faccia di Gianni Boncompagni: è l’omaggio all’humour del grande autore radiofonico e televisivo. Accanto e sopra la bara, tante corone di fiori, tra cui quella della sindaca di Roma. Nello studio B gremito, alle pareti grandi foto di Boncompagni al lavoro e con gli amici di sempre ed i colleghi più intimi, a partire da Renzo Arbore, che ha collaborato con le tre figlie per organizzare la cerimonia. “Arbore è uno zio per noi“, ha detto la figlia di Boncompagni, Barbara, anche lei autrice tv. “Abbiamo passato una vita a ridere con Gianni – ha aggiunto Arbore – non abbiamo mai parlato di cose serie. Ci accomunavano le origini provinciali “. L’accesso alla camera ardente, così come alla successiva cerimonia laica (Boncompagni era ateo) è stato vietato alle telecamere.

Tra i primi ad arrivare, oltre a Renzo Arbore, anche Isabella Ferrari: “Gianni è stato una storia d’amore romantica, che ho avuto in giovane età. E quando incontri un genio e un anticonformista come lui da giovane, ti lascia la sua influenza per sempre“, Michele Mirabella, che ricorda “era una persona intelligente, discreta di buon gusto, mi manca molto“. L’attore Maurizio Ferrini, in arte la signora Coriandoli: “Abbiamo riso parecchio insieme, la signora Coriandoli è nata da infinite risate e vacanze passate con lui” e l’attrice Lucia Ocone: ” Mi ha insegnato tutto: ironia e cinismo“.  Fuori dagli schemi il ricordo di Alba Parietti: “Gianni sfatò in me il mito della tv dei raccomandati perché mi scelse con un provino: con lui o riuscivi o te ne andavi, era una scuola cinica ma meritocratica. Voglio ricordare anche il suo cinismo perché Gianni da grande sarcastico si sarebbe annoiato molto ad ascoltare tutte le beatificazioni di questi giorni“. “La scuola di Gianni era unica – ha proseguito Parietti – Lavorare con lui è stata la più grande cosa che si potesse avere“. Mentre Ambra, visibilmente commossa, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Commovente l’immenso cuore di garofani rossi inviato da Raffaella Carrà, con una fascia gialla su cui campeggia una semplice “R”. “Sono contenta dei complimenti che gli hanno fatto, ma io ho potuto vivere con lui e godermi Gianni in casa sua con le sue tre figliole. Mi porterò dietro l’uomo. Gianni se n’è andato piano piano, ha avuto un coraggio da leone, è stato molto sereno“. Così, scoppiando a piangere, Raffaella Carrà ha ricordato Boncompagni arrivando alla camera ardente.

(Barbara Boncompagni con Renzo Arbore). Fonte: http://roma.corriere.it

(Isabella Ferrari). Fonte: http://roma.corriere.it

(Michele Mirabella). Fonte: http://roma.corriere.it

(Raffella Carrà). Fonte: http://roma.corriere.it

(Irene Ghergo e Ambra Angiolini). Fonte: www.ansa.it

Al Corriere della Sera, una delle figlie dell’autore tv, lo ha ricordato come un padre speciale, sempre prodigo di consigli preziosi. “Non era severo, ma autoritario sì: le regole sono necessarie per allevare i figli. Inoltre lui doveva assumere i ruoli di padre e madre, confrontarsi con i nostri problemi femminili, di cui in una famiglia normale si occupa la moglie”. Boncompagni, però, era uno che sdrammatizzava, anche quando sua figlia gli rivelava che la loro governante rubava o quando gli confidava che il suo ragazzo l’aveva mollato. “Una filosofia leggera, mai banale, che attingeva a radici antiche, una saggezza contadina. Era un dissacratore, con tanta ironia. Non un educatore tradizionale. Non ci rimproverava mai, preferiva essere un esempio di comportamento. Non gli ho mai sentito dire cattiverie sui colleghi”.

Interrogato, pochi anni fa, su quale fosse lo stato della tv, aveva detto: “La tv in generale verrà vista sempre meno, anzi nei prossimi dieci anni scadrà. A guardarla ormai sono solo donne anziane semianalfabete, i ragazzi non sanno neanche cosa sia. La tv di oggi è Internet, con tutto quello che comporta. Sopravviverà per lo sport, che ci sarà sempre”.

Patrizia Cicconi

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/04/18/laddio-a-gianni-boncompagni-oggi-la-camera-ardente/?iframe=true&theme_preview=true

Adv

Related Articles

Back to top button