Ufficio Stampa

L’arresto di Fabrizio Corona raccontato dai suoi amici

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La storia di Fabrizio Corona ha diviso l’Italia in due parti. Quello che è certo è sotto gli occhi di tutti: Fabrizio è cambiato, ha affrontato (e sta tutt’ora affrontando) un percorso di crescita individuale e ha lasciato il suo passato alle spalle; il problema è che il suo passato non ha lasciato alle spalle lui.

Il suo arresto però ha dei retroscena molto particolari che ci vengono raccontati dai suoi più cari amici Peppe e Nathan, presenti dal primo all’ultimo secondo di questa strana vicenda. Noi di Metropolitan abbiamo sentito i suoi amici presenti sul posto.

Il primo a parlare è Peppe: “Sono arrivato nei primi istanti dopo che Fabrizio si è ferito; era evidentemente in uno stato confusionario, abbiamo chiamato l’ambulanza e fatto le prime medicazioni. All’arrivo dei sanitari Fabrizio si era tranquillizzato e stava collaborando con le forze dell’ordine.”

Il tutto è confermato anche da Nathan, suo grande amico e Personal Trainer: “non è la prima volta che arrestano Fabrizio davanti ai miei occhi, ma questa volta è stato un fulmine a ciel sereno. Fatico ancora a dare una spiegazione a quello che ho visto, ma di una cosa sono certo, Fabrizio stava collaborando, come confermato dalle immagini in cui prova a confortare sua madre e rassicurarla sul buon operato delle forze dell’ordine”

Cos’è successo allora? – abbiamo chiesto a Peppe – per quale motivo Fabrizio ha reagito così? Ci puoi dire qualcosa sulla vicenda del cellulare?

“Fabrizio era sdraiato in ambulanza, pronto ad essere portato via. Si è sentito accerchiato dalle forze dell’ordine e da gente della procura che gli ha riferito gli avrebbero portato via il cellulare; la situazione è degenerata da quel momento, quando probabilmente ha sentito i suoi diritti venir meno. Fabrizio ha cercato di recuperare il telefono e di chiamare il suo avvocato, presenta al momento, ma distante da lui. Da lì in poi la vicenda dell’ambulanza, ma preferisco non entrare nel merito perché abbiamo visto tutti le immagini.”

Abbiamo quindi chiesto a Nathan il suo punto di vista, quello del lato opposto alla vicenda (dalle spalle di Fabrizio) che commenta così: “la mia prima reazione è stata di paura, Fabrizio ha perso il controllo; ho cercato di placarlo, ma sono stato allontanato dalle forze dell’ordine che mi hanno intimato di lasciargli fare il loro lavoro in pace e senza intromettermi.”

Concludono così i due: “quello che ci è rimasto è solo un grande dolore e rammarico per un accanimento a cui non riusciamo a dare motivazione alcuna. Pensare a Fabrizio in questo stato non fa male solo a lui, ma a tutte le persone che gli hanno voluto bene in questi anni e che continuano a sperare per lui. È un amico, gli vogliamo bene a prescindere dai suoi errori e siamo convinti che la strada che stava intraprendendo fosse quella giusta.”

Se Fabrizio fosse qui oggi cosa gli direste?
“Ti vogliamo bene Fabrizio, non mollare.”

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