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Maggio 8, 2021, sabato

Lazio-Roma non si gioca solo in campo, ecco l’attesa romanista e laziale prima della stracittadina!

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Quattordici giorni prima delle famigerate ‘Idi di Marzo‘. Chi, se non il grande Cesare, potrebbe aprire il primo atto dell’evento sportivo più importante della Capitale d’Italia? Roma è in fermento, nei bar e nelle strade non si parla d’altro ormai: il derby di Coppa Italia, Lazio-Roma. Una città spaccata in due, anime pulsanti che si tingono dei colori della loro fazione del cuore, tutti sono pronti a difendere la propria fede calcistica. Amori ed amicizie sacrificate sull’altare del derby, in questa importantissima gara non c’è spazio per i futili sentimenti, tutte le emozioni convogliano assieme nel turbine ansioso dell’attesa. Attesa. Quanto può essere devastante aspettare una partita del genere? Quali sensazioni suscita questa mitica gara? Credetemi, cari lettori, se paragono il derby ad una maratona; il tifoso romano nel periodo d’attesa vive numerose fasi transitorie: la spavalderia iniziale, infatti, lascia progressivamente spazio alla paura, all’incertezza. La metamorfosi, spesso, è agevolata da amici, colleghi di lavoro, familiari oppure dai compagni di vita; il terrore, mascheratosi per Carnevale da sicurezza, viene coltivato da battute, sms e chiacchierate sapientemente indirizzate dal rivale che riempie le tue giornate con amore ed affetto. ‘Red e Toby’: nemici, amici’ per parafrasare uno dei capolavori della Walt Disney. È un bombardamento continuo, inutile tentare di sottrarsi alla ghigliottina sociale che accompagna, come il peggior Mastro Titta, le esecuzioni sentimentali prima di Lazio-Roma; il tifoso che vorrebbe estraniarsi da tutto ciò, non può semplicemente: un post su Facebook oppure un cinguettio di Twitter, un servizio sportivo alla televisione, una pubblicità oppure una frequenza radio. Non è possibile eliminare tutte le fonti di tensioni che, malignamente, ricordano all’amante di calcio a cosa sta andando incontro; eccitazione e paura si cercano, si sfiorano in un amplesso stravagante, un cocktail inebriante ma fortissimo. Una bevanda capace di stordire anche l’accanito bevitore. Una crociata in Terrasanta verso il Sacro Graal della Coppa Italia, una guerra sportiva senza appello da dover vincere ad ogni costo. In gioco c’è l’onore cittadino e la gioia, retaggio fanciullesco della vita, di prendere in giro liberamente gli amici di una vita posti sull’altra sponda del Tevere. Non vi basta? In effetti, analizzando il doppio confronto, in gioco c’è molto di più: la qualificazione alla finale. Un derby che regalerà l’opportunità a giallorossi o biancocelesti di alzare un trofeo, nel proprio stadio. Avversari permettendo, si capisce. Servono davvero altre spezie per insaporire un piatto così gustoso? Non vi basta? Neanche a noi: il ‘Metropolitan Magazine Italia‘ vuole raccontarvi l’aria del derby romano, uno dei più caldi al mondo, attraverso gli occhi, la passione e la semplicità dei tifosi. Romanisti e laziali condividono le mura della ‘Città Eterna’ e la passione per il calcio. Come vivono l’attesa? Il Tevere divide ma è capace anche di congiungere due mondi, diversi ma tanto simili fra di loro. Nel segno della passione, della goliardia. Buon derby a tutti!

 

Spalletti e Inzaghi, mister di Roma e Lazio. Foto dal Web.

 

QUI LAZIO CON LUCA FIORELLI- Il derby capitolino. Difficile descriverlo in poche righe, estremamente difficile provare a spiegarlo a chi non vive la città di Roma tutti i giorni. La stracittadina: non si tratta solo di una partita (anzi, in questo caso di due), l’atmosfera del derby nella capitale si sente sempre nell’aria. Solitamente nell’arco di un campionato le due compagini si affrontano, direttamente, in sole due occasioni; ma per i tifosi, biancocelesti e giallorossi, la rivalità non può limitarsi a due scontri diretti. Certo nelle settimane pre e post derby a Roma si vive un clima ancora più particolare, ma l’eterna sfida tra le due fazioni dura per tutta la stagione: se la domenica si vince non si è del tutto soddisfatti nel caso in cui gli avversari di sempre non perdano. Soprattutto per il cosiddetto sfottò (principale forma di presa in giro tipicamente romana) che ne consegue: nei posti di lavoro, a scuola, per strada…
Tornando al campo, Lazio e Roma si incontrano di nuovo nella coppa nazionale dopo poco meno di quattro anni. L’ultimo precedente è storico, il solo riferimento a “Lulic71” fa tornare alla memoria di ogni romano l’unico derby finora valido per l’assegnazione di un trofeo: sicuramente la più grande delusione calcistica per un tifoso giallorosso (per i meno giovani insieme alla finale di Coppa Campioni, persa sempre all’Olimpico). Ovviamente non sarà una rivincita.
La Roma ha però l’opportunità di giocarsi in 180 minuti, salvo eventuali supplementari e rigori, l’accesso alla finale di Coppa Italia. Così come la Lazio. E in un questa Serie A che ormai da cinque anni a questa parte vede sempre e solo la Juventus trionfare l’importanza della Tim Cup, non sempre molto considerata, cresce a dismisura. Anche perché l’ambito trofeo concede inoltre il diritto di giocarsi con la vincente del campionato la Supercoppa Italiana che, negli ultimi anni solitamente organizzata fuori dai confini europei, può far crescere il marchio della società a livello globale (con ricaduta sul merchandising ufficiale e perciò sul fatturato del club).
Nei recenti precedenti in Coppa con partite di andata e ritorno troviamo un passaggio del turno per parte. Stagione 02/03, i giallorossi vincono entrambi i match garantendosi la finale (poi persa contro il Milan). Ancor più indietro: stagione 97/98, i biancocelesti battono sia all’andata che al ritorno gli acerrimi rivali e, raggiunta la finale, battono i rossoneri allora allenati da Capello. E’ questa la coppa che consente alle aquile di volare in Europa vincendo prima la Coppa delle Coppe e in seguito la Supercoppa Europea contro il Manchester degli Invincibili.

 

Tifosi della Lazio in Nord, foto dal Web.

 

QUI ROMA CON GABRIELE ANDREA BOTTA- Il tifoso romanista arriva al derby della capitale sapendo di aver i favori del pronostico. Negli ultimi vent’anni quasi sempre la squadra giallorossa ha avuto una rosa superiore a quella della controparte biancoceleste, ciò non ha provocato una conseguente sicurezza anzi, il derby lo si vive con un’ansia crescente. L’attuale formazione di mister Spalletti è superiore in ogni zona del campo a quella di inzaghi, il miglior calciatore della lazio nella rosa giallorossa potrebbe fare la prima riserva, penso ad esempio a Keita o a MilinkovicSavic che innalzano il livello medio della rosa restante. Nonostante tutto il derby lo si vive con enfasi e stress e più ci si avvicina all’orario di inizio più questa ansia si fa sentire. Il tifoso giallorosso sa di essere più forte ma questo non lo tranquillizza. Probabilmente per quanto riguarda i valori in campo il confronto è paragonabile alla sfida con la Fiorentina o col Torino, ma il fatto che sia un derby rende tutto più frenetico. Certo arrivare a definire una partita del genere come una “guerra etnica” è da mitomani, ma nessuno vive la sfida con serenità. La Roma ha vinto cinque degli ultimi sette derby ed è in striscia vincente da quattro, la formazione attuale ha una quadratura maggiore rispetto al primo derby conquistato con le reti di Strootman e Nainggolan. I precedenti danno ragione ai ragazzi di Spalletti che vogliono tentare il colpo grosso andando a conquistare tutti i derby, l’impresa è ardua ma possibile ed il popolo romanista ci crede. L’obiettivo è annientarli, sportivamente, nonostante tutto.

 

Tifosi della Roma in Sud, foto dal Web.

 

ANDREA MARI, LUCA FIORELLI E GABRIELE ANDREA BOTTA.

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/14716

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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