La rivoluzione casalinga della luce indiretta

La giusta illuminazione all’interno di una stanza e nella casa è uno dei fattori più importanti, per non dire essenziali, per poter godere al meglio di ogni ambiente. D’altra parte, di questi tempi, si sente parlare sempre più spesso di cromoterapia e sempre più strutture del benessere si dotano di impianti di illuminazione adeguati al giusto rilassamento del cliente.

È facile intuire quanto la luce, e quindi l’illuminazione di un ambiente, giochi un ruolo chiave nel benessere psicofisico. Questo settore, che sta vivendo un’autentica età delle scoperte, sta sempre di più generando professionisti specializzati: light designer e persino ingegneri ottici che studiano accuratamente la rifrazione e la riflessione della luce su un dato materiale.

Da questo meltin-pot di competenze e dalla fioritura di questo settore, si è originata la rivoluzione dell’illuminazione indiretta, ossia quando un ambiente non viene illuminato tramite la proiezione diretta di una fonte luminosa, ma piuttosto è irradiato da una luce diffusa che proviene dalla riflessione di un dato materiale.

Un esempio di questa tecnica potrebbero essere le strisce LED nascoste in un controsoffitto che illuminano l’ambiente diffusamente, proprio perché la luce emanata riflette sul soffitto e illumina l’intera stanza.

Tramite questa nuova tecnica di illuminazione, si evita il fastidioso problema dell’abbagliamento, tipico di un sistema a illuminazione diretta. Per comprendere meglio questo fenomeno, basta utilizzare un tablet, che ha una superficie riflettente, in una stanza illuminata direttamente. Si noterà il riflesso della luce sullo schermo del tablet che, quindi, avrà un effetto molto fastidioso per l’utilizzo stesso.

Contrariamente, il sistema indiretto garantisce un’illuminazione omogenea dell’ambiente, evitando la formazione di ombre e l’abbagliamento.
Una luce più uniforme darà maggior godibilità dello spazio, senza creare spazi all’interno della stanza troppo sovraesposti o troppo sottoesposti.

Detto ciò, è bene prevedere, in fase di progettazione o ristrutturazione di un ambiente, l’impiantistica, lo spazio e i materiali dedicati a questa tipologia di illuminazione. Sarà necessario coinvolgere le adeguate figure professionali che potranno consigliare la giusta temperatura della luce, la necessaria quantità di illuminazione e la corretta collocazione all’interno dello spazio, a seconda dello scopo che avrà l’ambiente che verrà realizzato.

Di seguito alcuni esempi di impianti ad illuminazione indiretta.

·       Controsoffitto

L’illuminazione indiretta ricavata in controsoffitto è una delle metodologie più diffuse e, come detto in precedenza, si ottiene orientando la fonte luminosa – solitamente delle strisce LED contenute dentro apposite cornici per strisce LED – verso il soffitto. Tramite la riflessione della luce emanata dalla fonte luminosa, si avrà un effetto a cornice che armonizza l’intero ambiente con diffusione uniforme di luce.

·       Applique e faretti

Anche in questo caso, come il controsoffitto, è possibile effettuare queste installazioni anche se la stanza non è stata pensata da progetto per l’illuminazione indiretta. Tramite l’utilizzo di queste tipologie di fonti luminose, opportunamente orientate verso la parete, sarà possibile ottenere un effetto di irraggiamento indiretto.

È bene sottolineare che l’utilizzo di applique e faretti, o comunque di singoli punti luce, sarà fondamentale per garantire un’illuminazione armonica all’interno dell’ambiente. Sarà, quindi, necessario elaborare una strategia corretta per il distanziamento delle fonti luminose, a seconda dello scopo che avrà l’ambiente all’interno del quale verranno installate.

·       Nicchie murarie

Questo tipo di illuminazione indiretta viene utilizzato in ambienti chiusi e di modeste dimensioni oppure in corridoi lunghi, dove assumono il ruolo di guide, come ad esempio nei lunghi corridoi degli alberghi. Anche in questo caso, sarà in fase di progettazione che si dovrà decidere, in base alla funzione, la temperatura della luce e la potenza impiegata.

·       Intercapedini

Consiste in un punto di illuminazione indiretta lungo l’ambiente. Si potrebbe prendere ad esempio un bagno, dove l’illuminazione venga posta lungo la parete più lunga al di sopra o al di sotto del soffitto o del pavimento, avendo ricavato un’intercapedine. In questo caso, l’illuminazione indiretta ha uno scopo ben preciso di design e dovrà essere affiancata da un ulteriore impianto di illuminazione diretto o indiretto.

·       Elementi di arredo

Queste installazioni, prevalentemente da esterno, consistono nell’orientare la fonte luminosa verso un elemento riflettente che, in questa maniera, assume il ruolo di fonte di luce riflessa, come una statua alla quale sono puntati faretti LED. Riflettendo la luce proveniente dai faretti, la statua stessa diverrebbe una fonte di luce diffusa e indiretta.

Queste le più diffuse modalità di illuminazione indiretta di un ambiente. Come già accennato in precedenza, in fase progettuale dell’ambiente, si dovrà tenere conto della funzione dell’ambiente stesso e, quindi, individuare una fonte luminosa adeguata.

La funzione dell’ambiente, ad esempio una sala lettura o un bagno, andrà a influenzare pesantemente la temperatura della luce, la quantità di lumen per metro quadro e la disposizione delle fonti stesse.

Si consideri sempre, quindi, la visione di insieme nella disposizione della luce.

© RIPRODUZIONE RISERVATA