BasketSport

Luka Doncic: la nuova stella Nba arriva dalla Slovenia

“L’Europa non è la Nba”. Dicevano. “Non ha la velocità e la fisicità per reggere i contatti”. Dicevano. “Non ha un ruolo definito tra i Pro”. Dicevano. Erano questi i dubbi degli scout e degli esperti su Luka Doncic in quella notte di giugno in cui venne selezionato al numero 3 dai Dallas Mavericks. Oggi, al momento della pausa dell’All Star Game di dubbi ne sono rimasti pochi.

Le cifre dello sloveno parlano di 20.7 punti a partita, 7,2 rimbalzi e 5,6 assist in 32 minuti di media. Numeri che non si vedevano dai tempi di Michael Jordan e LeBron James e sui cui i Mavs puntano per la rincorsa all’ottavo posto della selvaggia Western Conference.
Che al di là dell’Atlantico non avessero capito esattamente che atleta fosse Luka Doncic era già chiaro al momento dei mock draft.

C’era chi lo indicava come guardia, chi come playmaker, chi come ala piccola. Ma lo sloveno classe 1999 è tutto questo e molto di più: è l’archetipo del giocatore del terzo millennio, point forward abile sia in penetrazione che al tiro da fuori, con ottimo fiuto per il rimbalzo e una capacità innata di mettere in ritmo i compagni col passaggio. In sintesi un meraviglioso giocatore di pallacanestro.


Doti che hanno convinto coach Rick Carlisle ad affidargli le chiavi dei Dallas Mavericks fin dalla prima partita. Doncic in campo è sembrato fin dalla prima gara di regular season tutto tranne che un rookie. Il merito dell’essere “Nba Ready”? Una palestra altamente formativa come l’Eurolega.


Luka è stato “costretto” ad esplodere subito. Lanciato nel quintetto titolare del Real Madrid giovanissimo a causa dell’infortunio di Llull, è diventato in poche gare il punto di riferimento di una delle squadre più prestigiose d’Europa. Senza mai smettere di migliorare. Per capire la crescita del ragazzo possiamo utilizzare un parallelo. Final Four di Eurolega 2017: lo sloveno è sulla bocca di tutti ma in semifinale contro il Fenerbahçe gioca la sua peggior partita in maglia Blancos. Flash Forward alle Finals 2018: Doncic domina e dopo il titolo di MVP di stagione regolare si prende anche quello delle Final Four. L’Nba lo aspetta.


Il resto è storia recente. I primi passaggi spettacolari, le bombe in faccia a Harden e Irving perfezionando un movimento in step-back che lo sta rendendo celebre, la sensazione di essere sempre in controllo della partita. Numeri fenomenali e che da qui a fine stagione potrebbero essere fondamentali per confermare i pronostici basket che vedono i texani come una delle squadre che si giocherà l’ottavo posto a ovest fino all’82esima gara. Un traguardo che alla franchigia di Mark Cuban manca dalla stagione 2015/2016.


E dopo una prima parte di stagione da lustrarsi gli occhi, Doncic ha alzato il rendimento a partire da dicembre. Nella gara persa contro i Toronto Raptors lo sloveno ha chiuso con 35 punti, 12 rimbalzi e 10 assist. Tabellino che gli ha permesso di superare LeBron James come giocatore più giovane della storia Nba ad aver messo a segno una tripla doppia con almeno trenta punti. Lo stesso King James era stato il più veloce di sempre ad aver messo a referto la seconda tripla doppia in carriera, alla 118esima gara nella Lega: a Doncic ne sono bastate 48. E nel solo mese di gennaio le statistiche parlano di 21.9 punti, 7.8 rimbalzi e 6.2 assist.

Ma i record non sono finiti. Grazie ai 35 punti segnati contro Cleveland (record eguagliato) Doncic è entrato in un ristrettissimo club Nba: quello degli Under 20 ad aver segnato almeno mille punti in regular season. Prima di lui c’erano riusciti in 5: LeBron James, Carmelo Anthony, Dwight Howard, Kobe Bryant, Kevin Durant e Devin Booker. Dopo quella gara il play dei Mavs è anche diventato il secondo giocatore di sempre, dopo Oscar Robertson, a segnare più di 1000 punti, più di 340 rimbalzi e più di 260 assist nelle prime 50 gare NBA.


E se il presente di Doncic è roseo a livello individuale, a partire dalla prossima stagione potrebbe arrivare il salto di qualità anche a livello collettivo. Nell’ultimo mercato la franchigia texana ha ceduto il centro DeAndre Jordan e il playmaker Dennis Smith Jr a New York in cambio di Tim Hardway e soprattutto Kristaps Porzingis. Un giocatore che insieme allo sloveno potrebbe formare la più forte coppia europea mai vista oltreoceano.

Back to top button