Cronaca

M5S, scontro con Minniti sui migranti a Roma

Dopo aver presentato a Roma un piano per il superamento dei campi rom, la sindaca Virginia Raggi e tutto il M5S hanno chiesto a gran voce uno stop all’arrivo di nuovi migranti nella capitale.

La svolta in chiave securitaria da parte del M5S è arrivata ieri, con una lettera inviata dalla Raggi al prefetto di Roma Paola Basilone: «Trovo impossibile, oltre che rischioso, ipotizzare ulteriori strutture di accoglienza, peraltro di rilevante impatto e consistenza numerica sul territorio comunale». In queste due righe si trova il pomo della discordia con il Viminale. Ma non è tutto.

«Questa amministrazione, in considerazione degli elevati flussi di migranti non censiti, auspica che le valutazioni sulle dislocazioni di nuovi insediamenti tengano conto della evidente pressione migratoria cui è sottoposta Roma Capitale e delle possibili devastanti conseguenze in termini di costi sociali e di protezione degli stessi beneficiari, evitando di gravare, ulteriormente, sul territorio comunale». Continua così la lettera, mentre dal blog M5S Beppe Grillo rilancia sparando a palle incatenate sull’argomento: «Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori». Ma fuori da cosa, di preciso? Che gli sia sfuggito il fatto che molti rom hanno la cittadinanza italiana, quindi non si possono espellere?

Intanto, dal Viminale la risposta non si è fatta attendere. Secondo le stime del ministero, infatti, la città di Roma potrebbe benissimo accogliere almeno altri 2.000 migranti in aggiunta a quelli già ospitati nella capitale e provincia (circa 8.600  secondo quanto riportato dall’Ansa).

Quindi, perché il M5S, per bocca del sindaco della capitale, ha deciso di mettersi di traverso? Al netto delle varie dichiarazioni politiche, tra chi è a favore (indovinate chi) e chi è contro i grillini su questo argomento, la verità che sembra emergere guardando alla situazione nel suo complesso è alquanto sgradevole: il M5S, vista la batosta appena rimediata nelle amministrative di domenica, cerca di pescare nuovi potenziali elettori nel bacino delle destre xenofobe e razziste.

Dire che vi sia un’emergenza migranti, almeno per quanto riguarda la città di Roma, è una sparata senza fondamento. Come possono essere 10.000 persone il problema di una città con ben 3 milioni di abitanti? In termini numerici è una cosa insostenibile da affermare. Ma, come detto dal capogruppo M5S Paolo Ferrara, «Al di là dei numeri, abbiamo detto quello che vedono i cittadini romani tutti i giorni». In pratica, si è deciso di lasciarsi governare dalla pancia della folla, anziché cercare di domarla.

Ma così si fa solo il gioco delle destre razziste, dei Salvini e delle Meloni, che non vedono l’ora che accada qualche episodio violento per soffiare sul fuoco e consolidare il proprio peso elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.

Con buona pace del rinnovamento tanto sbandierato nelle varie campagne elettorali, il M5S si sta trasformando sempre di più in una brutta copia della Lega Nord.

Manco un minimo di originalità.

Lorenzo Spizzirri

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