Cronaca

Mafia Capitale, archiviate 113 posizioni: anche Alemanno e Zingaretti

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Sono 113 le archiviazioni recepite dal gip nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. Si tratta di politici, imprenditori e personaggi già noti alle cronache giudiziarie finiti nell’indagine spesso a seguito delle dichiarazioni di alcuni degli imputati.

Elementi inidonei a sostenere l’accusa in giudizio“: con questa motivazione il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, Flavia Costantini, ha archiviato le posizioni degli indagati finiti nell’ambito di “Mafia Capitale”.

Le persone, in sostanza, non dovranno più rispondere dell’accusa di associazione mafiosa.

Archiviato anche il caso del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che era stato indagato per sospetto concorso in corruzione per due episodi avvenuti prima del 2011 e poi nel 2013, e per turbativa d’asta a causa di una serie di dichiarazioni che aveva fatto Salvatore Buzzi, uno dei principali imputati, durante gli interrogatori.

Niente associazione di stampo mafioso anche per l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, attualmente sotto processo per corruzione e finanziamento illecito. Il 16 settembre scorso la procura di Roma aveva già richiesto al giudice per le indagini preliminari di archiviare la posizione dell’ex sindaco per questo reato.

Finalmente, dopo 26 mesi di attesa, è stata definitivamente archiviata l’accusa nei miei confronti per quel reato assurdo e infamante“, ha commentato Alemanno, “ho creduto nella giustizia, attendendo pazientemente questo momento e sopportando tonnellate di fango che sono state lanciate sul mio nome”.

Le archiviazioni hanno riguardato anche persone imputate e tuttora sotto processo, come Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. Il presunto boss della cupola mafiosa, già sotto processo nell’aula bunker di Rebibbia, è stato scagionato dalla contestazione di associazione per delinquere finalizzata a rapine e riciclaggio.

Non sono state accolte, invece, le archiviazioni avanzate nei confronti dell’imprenditore Salvatore Forlenza, l’ex consigliere comunale (lista civica Marino sindaco), Luca Giansanti, e Alfredo Ferrari, l’ex presidente Pd della commissione bilancio del Comune. Buzzi ha dichiarato di aver promesso loro 15mila euro a testa per essere agevolato nell’approvazione di debito fuori bilancio. A suo dire, i due gli avrebbero riferito che se non avesse pagato la delibera che gli interessava non sarebbe stata approvata. La delibera in questione riguardava l’assistenza ai minori stranieri non accompagnati.

Restano indagati anche Ernesto Diotallevi e Giovanni De Carlo, che erano sospettati di essere a Roma i referenti di “Cosa Nostra”.
Patrizia Cicconi

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