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Marzo 4, 2021, giovedì

Manuela Gostner: dal volley a pilota “per caso”

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Continua l’avventura in rosa della rubrica W-on Track. Questo martedì abbiamo il piacere di presentarvi e farvi ascoltare la chiacchierata avuta con Manuela Gostner, pilota delle Iron Dames, team tutto al femminile di cui abbiamo parlato qualche settimana fa. Manuela è una pilota con una storia diversa dalle solite, una storia fatta di passione quasi scovate “per caso” e di sacrifici che alla fine l’hanno portata a correre anche la gara delle gare, la 24 Ore di Le Mans. Ecco cosa ci ha raccontato Manuela in questa piacevole chiacchierata.

L’intervista a Manuela Gostner

Ciao Manuela, piacere di conoscerti e benvenuta! Allora, partiamo subito con il raccontare quella che è la tua carriera. Quando pensiamo ad un pilota pensiamo ad un inizio fin da piccoli nei kart, ma la tua è una storia diversa…”

“Si, la mia è una storia abbastanza diversa, non ho fatto la classica carriera di un pilota professionista; ho iniziato molto tardi a scoprire la mia passione per il motorsport. Ho giocato a pallavolo tutta la mia vita ed era senza dubbio la mia prima vera passione. Dopo sono andata a vedere qualche gara di mio fratello e mio padre nel Ferrari Challenge; avevo già 31 anni più o meno, ma per me era una cosa noiosa. Poi mi sono accorta che da vicino è tutta un’altra cosa. Mi sono incuriosita, papà se n’è accorto e mi ha promesso una prova; pensavo scherzasse ma alla fine ho provato una Ferrari 458 al circuito di Cremona”.

Manuela Gostner
Manuela Gostner – Photo Credit: Web

“Guidare una macchina così potente è sempre un’esperienza. Stare lì dentro è stato super per me; mi sono seduta vicino a mio fratello e lui mi ha mostrato come si guida davvero, i limiti e tutto e io mi sono innamorata. Ho pensato “se il mio fratellino sa fare questa cosa che non ha neanche la maturità e io sono più intelligente di lui ovviamente, anch’io voglio e posso imparare“. Guidare una macchina da corsa è molto difficile, stancante. Siamo legati con come salami, abbiamo casco, tuta, fa caldo e non si respira bene; niente comfort, ma è molto affascinate, è una grande sfida personale. Superare questa fase, andare oltre la paura e il limite che si pensava di avere, sono grandi soddisfazioni”.

Il progetto Iron Dames

“Quando sei stata scelta per le Iron Dames, cos’hai provato? Cos’hai pensato?”

“Ho fatto il Ferrari Challenge crescendo e migliorando; lì ho conosciuto Deborah Mayer, project manager di Iron Dames. Lei ha visto la mia crescita e mi ha quindi invitata a fare un test con la 488 GT che all’epoca per me era già il massimo di tutti i miei sogni. Ero a Brno, avevo appena fatto la pole e Deborah mi ha mandato un messaggio invitandomi a questo test a Le Castellet. Ero fuori di testa dalla felicità, ma al momento non sapevo nulla del suo progetto ambizioso”.

“Poi lì mi sono resa conto che Deborah aveva dei piani pazzeschi; mi ha parlato di Iron Dames e della sua volontà ad aiutare le donne pilota. Voleva fare un’equipaggio forte, totalmente femminile, per gareggiare nelle gare più importanti del mondo; non solo per dare un tocco di rosa o per fare due foto. No, voleva creare una cosa forte. Dopo il test, Deborah ha scelto le 3 “pilotasse”: Rahel Frey, Michelle Gatting e me”.

Manuela Gostner
Iron Dames – Photo Credit: Iron Dames Official Twitter Account

“Abbiamo fatto il primo anno nella ELMS, European Le Mans Series, con la nostra prima 24 Ore; ad oggi abbiamo corso due volte nella ELMS arrivando entrambe le volte quarte in campionato. I piani di Deborah sono ancora più ambiziosi adesso, infatti l’anni prossimo correremo nel WEC. Sarà un anno, sperando che si possa fare tutto, bellissimo e pieno di sfide”.

“A proposito della 24 Ore di Le Mans, cosa significa poter essere lì su quella pista? E alla fine di tutto cosa si prova, come ci si sente?”

“Eh… è una cosa molto forte. Tutti raccontano le leggende, le storie; tu sai che è una cosa grande che ha scritto la storia, è la gara più leggendaria che esista. Tutti i piloti più forti del mondo vanno lì; quell’anno c’erano Alonso, Fisichella, Button, la crème de la crème. Non sapevo benissimo cosa aspettarmi finché non sono arrivata al paddock; avevo la pelle d’oca. Già passare per il paddock trasmette qualcosa di più rispetto ad una normale gara; non so perchè, è una cosa quasi religiosa. Poi il primo anno non c’era il Covid, quindi a Le Mans c’era molta gente; poi giornalisti, dirvers parade, briefing… tante cose da fare, ma una più bella dell’altra. Ti senti quasi come una rockstar”.

24 h
Iron Dames – Photo Credit: Web

“Mi ricordo che quando ho fatto il primo out dal box quasi volevo saltare giù dalla macchina, ero così nervosa. Un’emozione fortissima. Da lì passava Alonso, da fuori di testa. Dopo due giri c’era bandiera rossa per fortuna così sono potuta tornare al box e respirare, mi sono sbloccata. Durante la gara si torna comunque ad essere concentrati; è davvero una cosa incredibile. Poi siamo riuscite a fare una bella gara, senza errori; guidiamo veramente tante pre, siamo stanchi; anche solo un piccolo errore di concentrazione porta a errori o conseguenze gravi. A Le Mans chi evita errori ha un grande vantaggio”.

Donne e motorsport: l’obiettivo di Manuela Gostner e delle Iron Dames

“Vorrei parlare con te della questione donne nel motorsport. Per te è stato facile o difficile? Ci sono stati momenti in cui hai incontrato difficoltà o pregiudizi solo perchè sei una donna in un mondo prevalentemente maschile?”

“Per me il motorsport non è molto diverso dalla vita normale; non solo il motorsport ha pregiudizi sulle donne, a volte è un po’ difficile ma ha anche tanti lati positivi. In certi momenti magari dobbiamo lottare e dimostrare un po’ di più; quando poi conquisti il rispetto ce l’hai per sempre e tutti ti considerano una collega. Io devo anche dire che ho iniziato nel momento in cui c’è stato un grande aiuto alle donne; adesso è un buon momento per una donna che vuole fare il pilota”.

Iron Dames
La Ferrari “Miss Piggy” delle Iron Dames – Photo Credit: Iron Dames Official Twitter Account

“A tal proposito, secondo te appunto si è sulla strada giusta o manca ancora qualcosa? Perchè magari ci sono ancora delle paure legate a vecchi pregiudizi.”

In realtà questo è proprio ciò che vogliamo mostrare alle ragazze; quando guardano la 24 Ore, voglio che le bimbe di 5 anni pensino “Non corrono solo i ragazzi, ma anche le ragazze. Voglio provarci anche io“. Questo è assolutamente il lavoro più grande; anche la FIA Women in Motorsport lavora da anni per avvicinare le giovani donne a questo mondo. Noi come Iron Dames vogliamo dare come messaggio il non avere paura di niente; devono fidarsi, credere in loro stesse senza la paura di avere sogni ambiziosi“.

“Parliamo della web serie disponibile sul canale ufficiale YouTube delle Iron Dames. L’ho trovata molto interessante soprattutto perchè fonde il lavoro con la normalità fuori pista; inoltre sono rimasta molto colpita dalla tua normale ammissione di avere paura.”

“Beh, sono l’unica che lo dice. Il pilota come figura deve sempre dare molta sicurezza, quindi non c’è tanto spazio per far vedere quando ha un po’ di timore. Secondo me invece è importante mostrare non solo i momenti di gloria e felicità, anche perchè in realtà sono davvero pochi. C’è tanto lavoro, tanto sacrificio, tanto coraggio e non mi piace che gli atleti, in generale, vengano idealizzati; mi piace che si vedano momenti in cui hanno paura, sono frustarti, tristi, è importante per me trasmettere anche questo lato”.

Manuela
Manuela Gostner – Photo Credit: Iron Dames Official Facebook Account

Quando una donna è “Iron”

“Per te cosa significa essere una Iron Dames?”

“Beh appunto anche un po’ questo; non tutto è semplice, ma si va avanti cercando di dare il meglio. Tutte possiamo essere delle Iron Dames; c’è una parte femminile e dolce, ma c’è anche una parte “Iron”. Siamo molto forti e quando abbiamo un obiettivo in testa lavoriamo tanto; siamo disciplinato e da questo punto di vista siamo anche più forti degli uomini”.

All’interno del team si impara tanto da persone che hanno esperienze diverse dalla tua?”

“Sì, assolutamente. Io però vengo da uno sport di squadra, quindi per me è semplice inserirmi in un gruppo, trovare il mio ruolo. fare passi avanti o indietro quando serve. Noi tre ragazze abbiamo età diverse, esperienze di vita diverse, esperienze di corse diverse; quindi totalmente differenti, ma col tempo abbiamo imparato ad aiutarci l’una con l’altra. Ognuna ha la sua forze e il duo punto debole, quindi ci aiutiamo a vicenda quando arrivano i momenti di debolezza; adesso siamo un team molto unito e remiamo nella stessa direzione”.

Manuela Gostner
Iron Dames – Photo Credit: Iron Dames Official Facebook Account

“Vorrei concludere questa chiacchierata con una domanda che mi piace fare. Se tu oggi avessi la possibilità di parlare con la Manuela bambina, cosa vorresti dirle?”

“Eh… di fidarsi un po’ di più del suo sesto senso perchè è quasi sempre la scelta giusta da fare; le direi quindi di fidarsi del proprio talento e di fidarsi di se stessa”.

Manuela Gostenr: semplicità e determinazione a 300 all’ora

La particolare storia di Manuela Gostner lascia un messaggio forte, importante e molto coraggioso; Manuela è una donna genuina, ma molto determinata in quello che fa. Essere “Iron” è una caratteristica che, come dice lei, porta a fare scelte coraggiose delle quali però non bisogna avere paura; non conta essere donna o uomo, conta lottare per quelli che sono i propri istinti che portano a sogni che forse non si erano neanche immaginati.

Manuela porta con sé un forte insegnamento; quello che la paura non è da nascondere, ma da mostrare. Dalle sue parole infatti si evince l’importanza di mostrarsi in ogni sua sfaccettatura, triste o felice e non solo perchè è una donna, ma perchè è una persona; questo è quello che Manuela e le Iron Dames porteranno in giro per il mondo, per un’avventura unica che hanno guadagnato con forza e sudore. E noi facciamo un grande in bocca al lupo a lei, al team e al forte progetto di Deborah Mayer.

Podcast W-on Track

La nostra intervista esclusiva a Manuela Gostner è disponibile anche in formato podcast sul nostro canale di Spotify. Ringraziamo Manuela per il tempo concesso, sperando di poterla incontrare presto in pista.

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Chiara Zambelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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