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Marco Peruzzi: passato e presente si incrociano in una sera

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Inizia oggi in campionato di serie A di hockey inline ed il portiere del Verona incontrerà subito il Monleale, sua squadra fino a pochi mesi fa.

“Non importa quanto sofisticate siano le nostre scelte, o quanto bravi siano a dominare le probabilità: il caso avrà comunque l’ultima parola.”

Talvolta ci convinciamo che il caso non esista, ma Nicholas Nassim Taleb, filosofo saggiasta libanese, non la pensa allo stesso modo e ci lascia riflettere con questa frase. Solo qualche mese fa, durante un fervido mercato estivo comandato dalle società venete Vicenza e Verona, avevamo assistito a grandi arrivi conseguenti a grandi addii. I trasferimenti più clamorosi sono quelli che hanno portato a Verona ben quattro atleti del Monleale, squadra rivelazione dello scorso campionato, che fino a quel momento non avrebbe mai pensato ad un esodo così massiccio. Insieme ad Alessio Crivellari, Patrick Frizzera e Davide Di Fabio anche il portiere aretino Marco Peruzzi ha salutato la società piemontese dopo una stagione da protagonista che lo aveva portato anche a vestire la maglia Azzurra ai World Games di Wroclav (Polonia). Una convocazione a lungo cercata da parte di Peruzzi che negli anni, nonostante una continuità di risultati e prestazioni, non era mai arrivata. La scorsa stagione però è stato impossibile non notare e far finta di nulla: le statistiche del goalie toscano sono state strepitose. Se la sua ex squadra ha conquistato il secondo posto in classifica, dietro solo all’imbattibile Milano, raggiungendo anche la finale di Coppa FIHP, il merito è di certo anche il suo che ha protetto la porta oltre ogni rosea previsione. Facile immaginare come il Monleale possa aver accusato il colpo e come sia difficile trovare un sostituto all’altezza. Allo stesso modo immaginiamo che per un atleta non sia facile interrompere un rapporto con un ambiente che gli ha dato molto. Oggi prenderà inizio il campionato nazionale di serie A e per un beffardo scherzo del destino il Verona incontrerà proprio il Monleale, una sfida che molto probabilmente verrà giocata in un turbine di emozioni sia fuori che dentro la pista, tra nuovi amori e vecchi “tradimenti”.

Per l’occasione abbiamo voluto rivolgere qualche domanda a quello che molto probabilmente sarà ancora una volta il protagonista, Marco Peruzzi.

Marco Peruzzi con la maglia del Monleale
Foto © Angelo Bertoletti

Prima di campionato subito contro la tua ex squadra, come vivrai questa gara?

“Pur avendo avuto la fortuna di giocare in tante squadre, non mi è mai piaciuto affrontare le ex squadre e ho sempre vissuto la vigilia di queste partite con una certa “apprensione”. Questa volta, più che mai.”

La scorsa stagione è stata per te ricca di soddisfazioni. Con il Monleale avete fatto un bellissimo campionato e tu ne sei stato protagonista tanto da meritarti anche la convocazione in Nazionale per i World Games. Perché questo cambio di maglia inaspettato?

“La scorsa stagione è stata eccellente dal punto di vista personale, specialmente da quello umano. È la cosa che mi mancherà di più di Monleale. Purtroppo nello sport sono cose che accadono, ogni parte la pensa a proprio modo; da parte mia dispiace tantissimo essere andato via, perché avevo trovato l’equilibrio e già all’inizio del mercato avevo evitato di parlare con altre squadre perché convinto di rimanere. Poi probabilmente da un’incomprensione è nato tutto e si è rotto il giocattolo. Verona si è sempre dimostrato interessato e ad una società del genere è difficile dire di no. Devo ringraziare Freschi e Cavazzana che mi hanno sempre stimato.”

Ci hai abituati a vederti in molte squadre. Sei uno a cui “trema la pista sotto i piedi”, questo tuo muoverti ti aiuta a giocare sempre ad alti livelli grazie ai continui stimoli?

“Anche nella vita e nel lavoro ho cercato sempre di viaggiare e muovermi per conoscere nuove situazioni e nuove persone. Con questo “muovermi” mi porto dietro un bagaglio personale enorme che custodisco con cura e di cui vado fiero.”

 

Marco Peruzzi con la maglia del Cus Verona

Sei arrivato a Verona con alcuni compagni del Monleale: quali aspettative avete? Pensi che la squadra possa giocare fin da subito per i primi posti in classifica nonostante il roster sia cambiato molto?

“La squadra è cambiata tanto e sulla carta è molto buona, con ottime individualità; chiaramente ci vorrà del tempo per assemblare tutto, ma da questo punto di vista siamo in ottime mani con coach Corso che sta facendo un eccellente lavoro. L’esperienza non ci manca e nemmeno dei prospect interessanti. Ognuno di noi deve pensare solo a giocare sui propri standard e qualche soddisfazione possiamo togliercela.”

Il movimento hockeistico italiano sta vivendo un momento difficile, allo stato attuale delle cose, tu che hai avuto anche esperienze all’estero come vedi il futuro di questo sport?

“Ho avuto modo di giocare in maniera continuativa in Germania e Svezia, ma non credo che al momento necessitiamo di prendere esempio da questi due movimenti. Piuttosto aprirei un dialogo con il movimento francese per capire dove e come hanno lavorato per raggiungere quel livello organizzativo. Di una cosa sono certo: tutti parlano di soldi, io focalizzerei la cosa sulla formazione e le strutture delle società. Purtroppo tutto il nostro movimento è cresciuto in questi ultimi anni, le società invece sono rimaste al palo.”

Ora non è più tempo di parlare di ciò che è stato, le cose vanno avanti, il futuro scorre e noi non dobbiamo preoccuparci troppo, tanto ci sarà sempre il Caso ad avere un piano in servo per noi; e non possiamo che assecondare il suo gioco e provarci a divertire con lui. D’altronde alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione.

 

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