Minnesota: i “nuovi lupi” sono tornati a caccia

Nuovo logo, grandi innesti come quelli di Butler e Teague e una convinzione sempre maggiore intorno all’ambiente in casa Timberwolves che fa sperare che la prossima sia davvero la stagione buona per tornare a competere.

Minnesota non chiude una stagione con un record vincente dall’ultima stagione del duo Garnett-Sprewell e da allora non è riuscita a tornare ai playoff nemmeno dopo due brillanti ricostruzioni: quella attorno all’asse Rubio-Love e quella attuale con Wiggins e Towns in rampa di lancio.

Sulla sinistra, coach Tom Thibodeau ai tempi di Boston.

Avendo quindi una squadra giovane, piena di talento e altamente futuribile, la dirigenza dei TWolves, dopo la tragedia della morte di Saunders, che aveva sostituito Adelman sulla panchina, e dopo un anno di transizione con Mitchell promosso a ruolo di head-coach, ha deciso di puntare su un uomo di esperienza come Thibodeau per le sue doti di allenatore difensivo (Secondo molti esperti, è lui il vero artefice della vittoria del titolo per Boston nel 2008, ndr). 

Nonostante le buone aspettative, la completezza tecnica del quintetto e una buona profondità della panchina, lo scorso anno le cose in quel di Minneapolis non hanno funzionato, ma sicuramente non per mancanza di talento: la coppia Wiggins – Towns ha messo insieme oltre 48 punti ad allacciata di scarpe,  Rubio ha chiuso con quasi una doppia doppia di media e Zach LaVine è esploso, giocando spesso da point-guard. Vista però la carenza di risultati e la difficoltà nel trovare un’identità di squadra, il front-office dei Timberwolves ha deciso di migliorare di più il roster e di dare a Thibodeau dei giocatori che già conosceva e che potessero capire sin da subito i suoi dettami tattici, soprattutto in fase difensiva.

Jimmy Butler durante la conferenza stampa di presentazione ai Timberwolves.

Nella notte del Draft hanno infatti spedito LaVine, Dunn e la settima scelta assoluta (Lauri Markkanen, ndr) a Chicago in cambio di Jimmy Butler e della sedicesima scelta (Justin Patton, ndr), una settimana dopo, in apertura di free-agency, hanno scambiato Rubio ai Jazz per la prima scelta di Oklahoma City del 2018, protetta in top 14, avendo così lo spazio per firmare una point-guard two-ways (A due dimensioni, cioè ottimo attaccante, ma anche ottimo difensore, ndr) come Jeff Teague e di completare il reparto lunghi con Taj Gibson, alfiere dell’ex allenatore dei Bulls,  quando entrambi erano di casa allo United Center.

Il nuovo logo dei Minesota Timberwolves. (Per vedere la presentazione, clicca qui)

Grazie a queste importanti acquisizioni, ora ai Timberwolves manca soltanto una vera identità di squadra, soprattutto difensiva, che Thibodeau proverà ancora una volta a dare a un gruppo di talento inestimabile, ora come non mai, con i Three-Big-Wolves (Butler, Wiggins e Towns, ndr) che dovranno dare l’esempio ai giocatori di contorno. I playoff sono senza dubbio l’obbiettivo minimo per Minnesota che da anni guarda speranzosa al futuro senza ottenere risultati, ma che quest’anno è pronta a dare inizio alla “New Era” (Slogan della presentazione del nuovo logo) che si preannuncia sicuramente più rosea del recente passato. 

 

Di Marco Azolini

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