Quando chiamare l’autospurgo? È una domanda che si pone chi a che fare con una tubazione fognaria che va pulita o un pozzetto d’ispezione intasato. A volte il lavaggio delle condutture fognarie viene consigliato anche quando si avvertono odori sgradevoli nei sifoni del bagno e della cucina o quando gli scarichi sono ostruiti e l’acqua di scarico fa fatica a raggiungere la fogna. Ma è sempre così? Purtroppo no, vediamo quali sono i 6 miti da sfatare sull’autospurgo e la sua utilità e se è sempre necessario richiedere l’intervento di un operatore oppure si può evitare la spesa adottando altri accorgimenti.

È vero che bisogna chiamare l’autospurgo ogni volta che si sente “puzza” in bagno e in cucina?

No, o per essere precisi non sempre. A volte può capitare di sentire all’interno dell’abitazione una puzza sgradevole proveniente dal bagno o da altri parti della casa. Prima di fissare un appuntamento con lo spurghista è necessario prestare attenzione ad alcuni elementi: l’odore si avverte di tanto in tanto oppure è un olezzo persistente? E ancora i miasmi si percepiscono solo in bagno o anche in cucina? Ma soprattutto il cattivo profumo viene rilevato nel bagno che si utilizza di meno? Se la risposta a questa ultima domanda è un sì, non bisogna fare altro che aprire tutti i rubinetti dei sanitari (doccia, vasca, lavandino e bidè). In questo modo i sifoni si riempiono d’acqua abbattendo le esalazioni. Difatti non tutti sanno che un bagno utilizzato poco tende ad avere i sifoni asciutti che nel tempo favoriscono la risalita dei gas. Se contrariamente l’odore sgradito è percepito nella toilette principale, occorre verificare se la base del wc è fissata correttamente a terra e che la sigillatura è integra. Sembra una cosa di poco conto ma a volte è sufficiente una bassa pressione atmosferica per liberare nelle tubature fognarie le evaporazioni sgradite che fuoriescono poi dai sanitari. In questo caso si può intervenire chiudendo i sanitari con i relativi tappi. Se una volta portati a termine i controlli il problema non si risolve, allora è il caso di chiamare lo spurghista e chiedere un controllo dell’impianto fognario e della fossa biologica. E se la puzza proviene dalla cucina? Anche in questa circostanza si consiglia di seguire alcune verifiche, in quanto la soluzione potrebbe essere a portata di mano. Di solito il cattivo odore è generato dai residui di detersivo, grasso o cibo che si addensano nel sifone durante il lavaggio dei piatti. Basta smontare il sifone e detergerlo se invece dovesse risultare pulito occorre contattare lo spurghista che provvederà a digrassare il pozzetto destinato alla raccolta degli scarichi del lavandino della cucina, della lavastoviglie e della lavatrice e provvedere alla corretta sifonatura.

È vero che i pozzi neri non vanno svuotati se l’impianto fognario è realizzato alla perfezione?

No, anche se un impianto fognario è realizzato a regola d’arte c’è un momento in cui deve essere pulito. La fossa biologica è costituita da due elementi: un contenitore posizionato all’uscita dello scarico del wc con lo scopo di trattenere e ammassare la materia solida dei liquami e un condotto di uscita collegato alla fogna pubblica oppure ad un fondo perduto che lascia passare solo la parte liquida. Con il trascorrere del tempo il residuo solido diventa denso con il rischio di ostruire i tubi di arrivo del wc. Questo è il momento di intervenire con l’autospurgo e procedere al totale svuotamento e detersione della fossa biologica.

È vero che c’è da rispettare un periodo minimo per svuotare la fossa biologica?

No, perché dipende dalla grandezza della fossa biologica, da quanti wc scaricano nella fossa, da quante persone usano il bagno e con quale frequenza la toilette viene utilizzata. L’unica soluzione è monitore la densità del residuo solido e per farlo bisogna aprire il pozzetto d’ispezione e di seguito rivolgersi alle ditte di spurgo che dopo aver preso visione della situazione fissano un intervento periodico per lo svuotamento. Per prolungare il tempo di azione occorre buttare nel wc urine, feci e carta igienica che a contatto con l’acqua si deteriora, mentre è vietato smaltire nello scarico assorbenti, olio di frittura, carta asciugamani e cotton-fioc.

È vero che la puzza della fossa biologica va eliminata solo con l’intervento dell’autospurgo?

No, nella maggior parte delle volte è la conseguenza di problemi di deflusso e il disagio si risolve con un accurato risciacquo e un’approfondita sanificazione. Se non si vuole ricorrere a prodotti chimici si può intervenire con il fai-da-te. I rimedi più utilizzati sono l’aceto e il bicarbonato. Si apre il pozzetto del sifone e si versa al suo interno 300 grammi di bicarbonato e si comincia a mescolare fino a quando l’acqua non diventa bianca. Dopo 30 minuti si aggiunge l’aceto bianco. Le due sostanze a contatto producono una schiuma che dissolverà l’odore sgradevole. Per ottenere dei buoni risultati l’operazione va ripetuta ogni mese, ma se il problema persiste è necessario l’intervento di un professionista che con l’ausilio di sonde potrà ispezionare le tubature e individuare ostacoli che ostruiscono il normale funzionamento dello scarico.

È vero che occorrono frequenti interventi professionali per rendere funzionanti pozzi e fosse biologiche?

No, anche perché se così fosse bisognerebbe sborsare parecchi soldi. Di norma si consiglia di svuotare pozzi e fosse biologiche una volta l’anno. In genere la cadenza è relativa alla quantità di liquidi gestita. È sempre meglio evitare il sovraccarico del pozzo che potrebbe portare alla fuoriuscita di liquami devastando ulteriormente l’ambiente urbano. Per evitare questo inconveniente oltretutto poco igienico, bisogna mettere in opera dei comportamenti che inducono a un risparmio idrico, come per esempio lavarsi i denti tenendo il rubinetto chiuso. Difatti per evitare sversamenti è buona abitudine aprire la botola del pozzo e controllare se il livello di soglia è stato raggiunto. Il pozzo merita un controllo anche dopo abbondanti piogge. Se la stagione è piuttosto piovosa la pioggia filtrata nel terreno potrebbe confluire nel pozzo nero, lo stesso accade se al pozzo sono collegate le grondaie. Se le piogge sono abbondanti per evitare uno sversamento che potrebbe inquinare il terreno circostante, si consiglia di contattare una ditta esperta per lo svuotamento.

È vero che solo l’autospurgo può garantire l’efficienza della fossa biologica?

No, il buon funzionamento di una fossa biologica e la sua longevità dipendono da alcuni fattori:

  • Eseguire una manutenzione annuale rivolgendosi a una ditta specializzata
  • Evitare il sovraccarico di acqua seguendo alcuni accorgimenti che ne riducono il volume di emissione
  • Evitare di utilizzare gli additivi per fosse biologiche
  • Evitare di immettere nello scarico corpi e sostanze che potrebbero ostruire le tubazioni come per esempio gli assorbenti.

Abbiamo visto che la manutenzione è indispensabile per garantire la longevità della fossa biologica che potrebbe durare fino a 40 anni e non sempre è necessario l’intervento di un professionista per risolvere alcune inefficienze che si eliminano con qualche accorgimento in più. Per problematiche più importanti, però, è sempre meglio rivolgersi a uno specialista; in provincia esiste Autospurgo Roma che è una delle ditte più efficienti.

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