Cronaca

Morire per il troppo lavoro: in Giappone è Sindrome di Karoshi

Adv

 

I Ministeri del Lavoro, del Welfare e della Salute giapponesi hanno negli  ultimi anni denunciato la grave situazione dell’eccessivo carico di lavoro nel paese, attraverso la pubblicazione di studi e statistiche davvero sconcertanti

Mentre in molte zone del globo di muore di stenti, per mancanza di lavoro e quindi di risorse per l’autosostentamento, in Giappone si muore per l’eccessivo carico a cui sono sottoposti da molte aziende i lavoratori nipponici.

Infatti, i lavoratori giapponesi sono di sovente schiavi di orari di lavoro estenuanti, tanto che il loro lavoro diventa alle volte la loro vita, azzerandone completamente la persona privata e riducendoli in uno stato meramente meccanico.

Per dare una veste al fenomeno si parla di “Sindrome di Karoshi”, che in giapponese significa letteralmente “morte per eccesso di lavoro”: si tratta di un termine utilizzato e salito alla ribalta di recente, quando l’alto tasso di mortalità dei giapponesi per fattori collegati al lavoro è ormai diventato un problema non trascurabile per il Paese. Si tratta, per lo più, di decessi dovuti a malattie cardiache e vascolari, determinate dallo stress lavorativo indotto dal sistema del lavoro giapponese, totalmente cieco sul fronte della tutela del lavoratore e dedito solamente alla massimizzazione dei risultati. Infatti, si stima che dei 35.000 decessi all’anno dovuti a malattie cardiache o vascolari, almeno un terzo sia dovuto alla Sindrome di Karoshi.

La morte dei lavoratori giapponesi causata dalla Sindrome di Karoshi non deriva solamente da malattie cardiovascolari o cerebrovascolari, ma anche dalla mancanza di mezzi o di tempo per dedicarsi alle cure di altre malattie già esistenti. Molto spesso i lavoratori nipponici cadono addirittura in gravi stati depressivi che, non raramente, li portano anche al suicidio.

Proprio di suicidio causato dal troppo lavoro si parla nel caso di Matsuri Takahashi, una ragazza giapponese che lo scorso anno dopo un lungo periodo di depressione e di vessazione da parte del proprio datore ha aperto la finestra del suo dormitorio decidendo di lasciare tutto alle spalle e farla finita. Matsuri aveva solo 24 anni e lavorava da poco tempo in una nota azienda che la sottoponeva ad orari massacranti, complice la riduzione del personale con il conseguente medesimo carico lavorativo sui dipendenti rimasti. La ragazza si lamentava spesso su Twitter della propria situazione, denunciando il proprio stato di precarietà psico-fisica dovuto proprio al lavoro, che la aveva portata fare addirittura 105 ore di straordinario nell’ultimo mese prima del suicidio.

Quello di Matsuri è solo uno dei moltissimi casi si morte per la Sindrome di Karoshi, la quale solo negli ultimi tempi è stata ufficialmente riconosciuta dal Governo giapponese, prima restio a parlarne; ma il primo caso ufficiale di morte per l’eccessivo carico di lavoro risale al 1969 con la morte di un ragazzo di 29 anni impiegato nel ramo delle spedizioni. Il problema, però, nel tempo ha acquisito dimensioni divenute ormai preoccupanti, le quali non destano l’idea di essere infondate in quanto effettivamente i lavoratori giapponesi, per loro cultura, prendono il lavoro con una serietà quasi innaturale, dedicandovi tempo e corpo come se non ci fosse un domani, complice anche la crisi lavorativa che non ha risparmiato nemmeno loro e che li spinge ad accettare qualsiasi impiego anche sottopagato e sfruttato, spesso essendo costretti per campare a fare ore di straordinari mal retribuiti e non dichiarati  in quanto eccedenti la soglia legale.

Adesso che il fenomeno della Sindrome di Karoshi è però stato riconosciuto e studiato, anche il Governo sta correndo ai ripari, anche grazie alla pressione che i familiari delle vittime e le associazioni a tutela dei lavoratori hanno negli anni esercitato.

Attualmente sono previste diverse misure sia preventive che successive: per quando riguarda le prime la legge prevede un limite massimo per il lavoro straordinario (anche se il problema rimane perché i datori di lavoro non segnano quelle eccedenti e i lavoratori non ne parlano con tranquillità per paura di perdere il posto) e un esame medico a cui sottoporsi per testare il quadro psico-fisico del lavoratore che vuole usufruire del lavoro straordinario.

Le stesse aziende hanno introdotto misure atte a prevenire gravi ripercussioni sulla salute dei propri dipendenti: alcune hanno previsto la possibilità del telelavoro, altre hanno limitato l’orario di lavoro o i giorni in cui è possibile fare gli straordinari.

Per quanto riguarda le misure successive, ormai è stato riconosciuto il diritto all’indennizzo per i familiari delle vittime da Sindrome di Karoshi e per gli stessi ammalati: non è però facile provare la correlazione morte-lavoro-Sindrome di Karoshi, tanto che molto spesso le cause legali durano anni anche se (pur nella minoranza dei casi) è possibile che il risarcimento venga riconosciuto e le aziende vengano condannate a cifre  ingenti.

La Sindrome di Karoshi è solo una delle tante piaghe sociali che affligge un Paese paradossalmente molto sviluppato e culturalmente elevato, frutto di un disagio più ampio diffuso tra i giapponesi spesso carichi del peso delle eccessive aspettative e responsabilità che deriva dalla storia e dall’educazione nipponica. Infatti, anche le altre problematiche, tra le quali l’alto tasso di alcolismo, l’inemuri (l’abitudine di dormire a lavoro, in metropolitana e a scuola), gli hikikomori (gli adolescenti che si chiudono in casa e non escono per anni per scappare dalla società), sono frutto della stessa causa.

Tuttavia, quanto alla Sindrome di Karoshi, questa non sembra essere un problema dei soli giapponesi, ma, seppur derivi da loro, sta prendendo piede anche in altri paesi assai velocemente e in modo preoccupante, complice la crisi economica e del lavoro che ha spinto sempre più allo sfruttamento del lavoro, sottopagato e prolungato per orari disumani (anche 12 o più ore al giorno).

 

Lorenzo Mara Lucarelli

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/7621

Adv
Adv
Adv
Back to top button