Cronaca

Morto Ahmed Kathrada, compagno di cella di Nelson Mandela

 

Tra i padri dell’anti-apartheid, il leader sudafricano portò avanti numerose campagne a difesa dei pari diritti tra bianchi e neri, in quegli anni fortemente discriminati ed emarginati

È morto questa mattina Ahmed Kathrada, uno dei principali promotori della lotta contro l’apartheid sudafricano e compagno di cella per molto tempo di Nelson Mandela. Tra i padri della democrazia sudafricana, Ahmed Kathrada è morto a Johannesburg a 87 anni, dopo esser stato ricoverato in ospedale a causa di un’emorragia celebrale.

Ahmed Kathrada è stato deputato e consigliere di Nelson Mandela durante il suo mandato presidenziale in Sudafrica e con lui fu tra i primi ad attirare l’attenzione sul regime di disparità e segregazione a cui i neri sudafricani erano sottoposti, venendo poi condannato all’ergastolo nel 1964.

Ahmed Kathrada e Nelson Mandela insieme nel 1990, poco tempo dopo il rilascio dalla loro prigionia – Immagine dal Web –

Ne dà notizia della morte, con forte rammarico, il direttore della Fondazione (creata dallo stesso leader con l’obiettivo della lotta alle diseguaglianze), Neeshan Balton: “Questa è una grande perdita per l’Anc (African National Congress), più in generale per il movimento di liberazione e il Sudafrica, ‘Kathy’ era una fonte di ispirazione per milioni persone in tutto il mondo”.

L’apartheid rappresenta la politica di diseguaglianza e di segregazione raziale introdotta in Sudafrica dal governo dei bianchi subito dopo la Prima Guerra Mondiale, dichiarato crimine internazionale nel 1973 da una convenzione delle Nazioni Unite (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid), è rimasto in vigore nel paese fino al 1994.

La politica di segregazione razziale sudafricana fu portata avanti attraverso specifiche leggi, definite “leggi dell’apartheid”, con le quali la popolazione veniva formalmente divisa in bianco, nero africano e “coloured” (razza mista), ai quali spettavano diritti sostanziali differenti: luoghi da frequentare diversi; mezzi pubblici separati; veri e propri ghetti. Chi non rispettava, anzi si ribellava, a tale discriminazione veniva deportato nelle cosiddette “homeland del sud”.

Nel 1964, dopo essersi scagliati con forza contro le leggi razziali insieme al movimento dagli stessi creato, Ahmed Kathrada e Nelson Mandela furono arrestati ma, anche in cella, riuscirono a continuare la propria attività politica di liberazione, raccogliendo ampi consensi, ancora maggiori rispetto al periodo precedente. Lo slogan Nelson Mandela libero riempì piazze e giornali di tutto il mondo.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitandotblog.wordpress.com/2017/03/28/morto-ahmed-kathrada-compagno-di-cella-di-nelson-mandela/

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