Motorland, l’approfondimento sui motori di Metropolitan

Ciao a tutti gli appassionati di motori, come ogni settimana torna motorland, la rubrica dedicata alle competizioni. In questo articolo oggi si parlerà di Formula 1, Indycar, Moto3, Moto2 e MotoGP. Buona lettura!

Formula 1 – Magica vittoria Ferrari

Sebastian Vettel è riuscito a tenere testa ad un Valtteri Bottas pieno di se durante un emozionante finale del Gran Premio del Bahrain, portando a casa la seconda vittoria consecutiva, un’esordio così “positivo” non accadeva alla Ferrari dal 2010.
Tutti si aspettavano che Vettel avesse una strategia a due soste e dovesse montare le SUPER SOFT (banda rossa) avendone a disposizione un set nuovo, mentre Bottas montava le MEDIUM.

La gara di Vettel, apparentemente, è passata per alcuni istanti in secondo luogo, alimentando pausa e ansia per il meccanico di Kimi Raikkonen preso in pieno dal ferrarista durante un disguido mentre stava effettuando la seconda sosta.
Vettel aveva un vantaggio di cinque secondi quando la gara è entrata nei suoi ultimi 10 giri, ma Bottas ha iniziato a spingere per poi tentare l’attacco a due giri dal termine in zona DRS essendosi portato con un distacco sotto il secondo, ma fallendo nel suo intento. A questo punto ha avuto una posizione in prima fila per la seconda vittoria consecutiva del ferrarista.
Il quarto posto, nel frattempo, è andato un Pierre Gasly, che ha guidato in modo eccellente per tutto il week end di gara, che con una buona strategia, si è liberato dai suoi avversari a metà classifica centrando il record per il suo miglior piazzamento in Formula 1 – e con esso i suoi primi punti.
Ricciardo è uscito di scena perchè la sua auto si è spenta di colpo, mentre Verstappen per una foratura dovuta a un contatto con Hamilton in curva 2 al secondo giro.

Indycar – A Phoenix trionfo di Newgarden

Una gara spettacolare con gli ultimi 7 giri da pura adrenalina, Josef Newgarden del team Penske-Chevrolet ha conquistato la 3°vittoria su un ovale davanti a Wickens e Rossi.

Una partenza pulita ha visto Sebastien Bourdais scappare a Simon Pagenaud del Team Penske, ma Alexander Rossi di Andretti Autosport ha superato Will Power per conquistare il terzo posto. Dietro, Robert Wickens è stato inseguito da Ryan Hunter-Reay , Josef Newgarden , mentre James Hinchcliffe è sceso all’ottavo posto, precedendo Tony Kanaan e Ed Jones. 

Tanta azione nei primi giri fino a quando Fittipaldi è andato a muro causando una caution che ha permesso i pit stop. Bourdais si è fermato troppo vicino al muro e ha investito il suo meccanico anteriore sinistro senza ferite. Sorprendentemente, Rossi ha fatto lo stesso, e la coppia è scesa rispettivamente al 13 ° e al 19 ° posto e hanno avuto penalità che li ha fatti cadere molto indietro, a due giri dalla fine. Lo stesso è accaduto anche a Pagenaud. 
.
La ripartenza del 50 ° giro ha visto Power costruire un vantaggio di 1,7 secondi mentre Wickens ha fatto pressione su Newgarden, inseguito dall’affamato Hunter-Reay. 
Hunter-Reay è stato il primo dei primi a fare il pit nel 113 ° giro mentre, con Pigot in pitlane,  Power ha tirato un vantaggio importante – 5sec. L’australiano ha tirato fino al giro 124 quando una bandiera gialla causata da Leist lo ha avvantaggiato per il pit stop.

I giri veloci dei primi stoppers hanno dato ottimi frutti quando Schmidt Peterson Motorsport ha corso 1-2, Hinchcliffe davanti a Wickens, con Hunter-Reay e Jones anche davanti all’ex leader Power. Dietro il campione del 2014, Newgarden è arrivato sesto, davanti a Carpenter, Dixon, Kanaan, Rahal e Sato.

A giro 149 Wickens ha preso il comando su Hinchcliffe mentre Rossi sorpassava Power, il quale è terminato a muro a causa di una perdita del posteriore. 

Con Bourdais al suo ultimo stop al giro 206, Newgarden si è trovato di un secondo dietro Jones, Hinchcliffe, Dixon, Hunter-Reay e Rossi. Al gir 229 Jones a muro e Newgarden ha preferito fermarsi per l’ultimo stint con gomme nuove. Al giro 243 bandiera verde e Newgarden ha subito passato Rossi e Hinchcliffe, e con un’azione in curva 1 ha sorpassato Wickens per la leadership.

Hinchcliffe è sciovolato indietro fino al 6°posto davanti a Carpenter, Kanaan, Rahal and Pagenaud. In tutto questo Newgarden ha conquistato la sua ottava vittoria in Indycar, nonchè la terza su un ovale dimostrando ancora una volta il perchè è campione in carica. Robert Wickens ha conquistato il suo primo podio in Indycar, dopo la beffa del primo Gp mentre Rossi ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei piloti più veloci in pista.

Moto 3 – La prima di Bezzecchi

Marco Bezzecchi inaugura al meglio la domenica sulle due ruote per i nostri colori con una sensazionale vittoria in Argentina. Scegliendo le gomme da bagnato su una pista umida che è andata asciugandosi, è stato capace di incamerare un buon gap di vantaggio grazie ad una serie impressionante di giri veloci e mantenerlo fino alla fine della gara (quasi 5 secondi).

Dietro di lui è stata vera battaglia tra Canet, Di Giannantonio e Masia (arrivati addirittura al contatto), con lo spagnolo che resiste ai tentativi del nostro riuscendo così anche a conquistare la provvisoria leadership del campionato.

Ma nei primi 10 c’è tanta Italia: Bastianini quarto, settimo Dalla Porta, ottavo Antonelli e decimo Arbolino. A punti Migno in posizione 13. Gara sfortunata per Foggia (scivolata) e Bulega (problemi tecnici).

Moto 2 – Troppo Pasini per tutti!

Anche la Moto 2 in Argentina parla italiano, perché un fantastico Mattia Pasini vince davanti a Vierge e Oliveira dopo aver condotto una gara fantastica. Anche qua la pista umida ha creato non pochi grattacapi ai partecipanti per quanto riguarda la scelta degli pneumatici.

Paso ha scelto le slick, così come Vierge, Oliveira, Baldassarri e Marquez. Loro gli hanno tenuto compagnia fino a circa 10 giri dal termine con una serie di sorpassi e controsorpassi da cardiopalma. Ma appena Mattia ha saputo abbassare il ritmo, si è trovato solo due avversari.

Fantastica la bagarre delle ultime tornate, con Pasini capace di resistere fino alla bandiera a scacchi. Baldassarri perde un po’ il contatto col podio, finendo comunque in quarta posizione prevalendo su Alex Marquez. Fantastico anche l’impatto di Mir con la nuova categoria, che si prende una settima posizione mettendosi alle spalle gente di un certo calibro (Aegerter, Lowes, Barbera, Kent).

Gardner quinto mentre Pecco Bagnaia chiude nono. Locatelli e Marini in posizione 15 e 16. Fenati molto, troppo distante (19).Peccato per Binder, a terra dopo un contatto mentre era nelle prime posizioni.

MotoGP – Disastro Dorna

Oggi in motorland, per quanto riguarda la MotoGP, non affronterò un riassunto della gara: vorrei provare ad invitarvi a riflettere su cosa è successo realmente e TOGLIERSI i panni del tifoso inferocito per arrivare ad una analisi più lucida.

Dorna si conferma assente e impalpabile quando deve dimostrare di avere tutto in pugno. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la MotoGP in Argentina ha vissuto una ecatombe, scatenando una vero e proprio putiferio isterico generale. Partendo da Miller e il suo team Ducati Pramac, i veri derubati di giornata. I loro sforzi, le loro strategie lungimiranti sono state spazzate via da una procedura di ripartenza mai vista prima d’ora.

ASSURDO 1. Con gara dichiarata bagnata (ma asfalto che progressivamente si stava asciugando), Jack azzarda le slick e ci vede giusto: peccato che viene permesso a tutti gli altri piloti in griglia, con gomme da bagnato, di effettuare il cambio e riposizionarsi sul rettilineo della partenza retrocessi simbolicamente di tre file.

moto
La griglia di partenza della MotoGP in Argentina. Incommentabile.

ASSURDO 2. Marquez commette l’errore di spegnere la moto in griglia: il marshall gli indica di imboccare la pit lane come da regolamento, ma il campione del mondo non lo ascolta, spinge la sua Honda riuscendo a riaccenderla percorrendo contromano diversi metri. Qualche pilota protesta, ma la gara parte. Della race direction nessun segno di vita (!!!).

ASSURDO 3. Diversi piloti hanno avuto problemi con i sorpassi: Aleix Espargaro ha subito il contatto con Marquez (penalizzato con la restituzione della posizione) e con Danilo Petrucci (nessuna sanzione). Zarco con Pedrosa idem, con quest’ultimo che è finito a terra fratturandosi un polso (operato nella giornata di oggi: probabilmente salterà la gara di Austin). Non si possono adottare due pesi e due misure.

Dorna ha dimostrato ancora una volta la sua completa incompetenza nel saper gestire i momenti critici. Non esiste che un pilota, team manager o chiunque altro si possa permettere di fare quello che vuole. Il regolamento è chiaro e deve essere applicato per tutti allo stesso modo.

ASSURDO 4. Marquez ha provato a chiedere scusa andando verso il box Yamaha di Rossi accompagnato dal suo team, con persone che ricoprono un ruolo ufficiale. Scuse che vengono rimandate al mittente da Uccio, che non è un componente ufficiale del team. Jarvis, Galbusera, Meregalli: non pervenuti.

ASSURDO 5. Le dichiarazioni di Rossi: fuori luogo. Nemmeno in tv credono al fatto che lui abbia paura. Lo stesso pilota ha creato in pista situazioni simili in passato, gestendole, c’è da riconoscerlo, con più raffinatezza e tanta stampa e tifo dalla sua parte.

La verità sta nel mezzo: il motociclismo è si uno sport maschio, rude e tosto, ma deve essere governato nella giusta direzione da persone competenti che sappiano restare tutto d’un pezzo davanti qualsiasi situazione, regolamento alla mano, badando alla sostanza e non allo spettacolo.

Detto ciò: ONORE A CRUTCHLOW, che dopo la premiazione in sala stampa ha proferito queste parole.
“I media sembrano più interessati a qualcosa di più importante, ma l’evento importante è qua con i piloti che sono saliti sul podio. É un momento importante per tutta una squadra, noi abbiamo dato il massimo e questo comportamento è irrispettoso. Tutti i giornalisti che non sono qua presenti, sappiano che non potranno venire neanche ai miei prossimi incontri con i media per tutto il resto della stagione”.

motogp
Cal vince in Argentina davanti a Zarco e Rins.

Bravo. Onesto e diretto: lo spettacolo che i veri appassionati di motociclismo vogliono è questo. Non deve sempre e per forza di cose vincere il big di turno: a volte vince il più veloce, altre il più bravo o il più astuto, il più fortunato o il più talentuoso. E il pensiero torna a Miller, derubato del prodigio fatto il sabato con una fantastica pole position, tra l’altro ignorata dalla regia internazionale.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA