Motorsport e Coronavirus – Nel periodo di epidemia anche il motorsport ovviamente si ferma e i motori si spengono fino a data da destinarsi. Questa è l’occasione perfetta per approcciarsi al sim-racing, mondo bistrattato negli scorsi anni, ma che di recente sta spopolando tra gli appassionati di motori.

Motorsport e Coronavirus – Gli eSports ufficiali delle maggiori categorie al mondo

Motori e videogiochi; sembra il connubio perfetto, eppure fino a poco tempo fa quello del sim-racing è stato un mondo di nicchia, riservato ai pochi che lo praticavano. Durante questo mese di quarantena che si sta concludendo le maggiori categorie di motorsport hanno organizzato diversi eventi sui videogiochi che supportano la rispettiva licenza ufficiale, come MotoGP19 e F1 2019, o sui simulatori di guida più famosi, come Assetto Corsa, rFactor ed iRacing. In questo modo, spinti dall’affluenza di piloti reali e content creator, milioni di persone hanno assistito a queste gare virtuali, aumentando l’interesse per il sim-racing.

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Instanti di gara tratti dall’evento organizzato da MotoGP nella giornata di ieri – Photo Credit: MotoGP eSport Twitter

Motorsport e Coronavirus – Il parere dei piloti ufficiali

Difficile trovare un pilota vero a cui non piaccia approcciarsi al mondo del sim-racing. Per quanto ogni piattaforma sia diversa, tutti si mettono alla prova, con qualche eccezione. Ne è la prova Max Verstappen, pilota abituato ai simulatori di guida e non ai sim-arcade come F1 2019. Il pilota Red Bull, in occasione della “F1 Esports Virtual Bahrain Grand Prix”, ha dato forfait dicendo che non fosse abituato a quel tipo di gioco.

Anche Lando Norris, altro gioiello della generazione di piloti cresciuti con i simulatori, ha partecipato a diversi eventi in questo periodo. Il pilota inglese ha anche organizzato, nella giornata di ieri, un evento con F1 in cui sfidava diversi personaggi del mondo reale e del sim-racing in un evento 1 contro 1 su F1 2019.

Philipp Eng, pilota austriaco di BMW nel DTM e campione di campionati sia Formula che Touring, ha subito promosso il mondo del sim-racing, essendone lui un sostenitore fin dall’adolescenza.

“Sono contento di avere il mio simulatore di gara a casa al momento. In questi tempi, quando tutti devono evitare di muoversi in pubblico il più possibile, è fondamentalmente avere la mia droga da corsa sostitutiva. Le gare virtuali mi aiutano a rimanere in modalità gara, soprattutto mentalmente. Sebbene il simulatore non è esattamente uguale alla realtà, le sensazioni sono le stesse che provo su una pista reale così come i miei istinti. Continuare a gareggiare con il simulatore mi permette di mantenerli nitidi. Per me, il sim-racing è molto più che divertente, mi aiuta anche a migliorare come pilota professionista. Il simulatore che ho a casa è abbastanza buono, per essere un oggetto in commercio. Tuttavia, è a miglia di distanza da ciò che può fare il simulatore BMW Motorsport. Dato che il simulatore BMW Motorsport si muove su una piattaforma flessibile, tu, il conducente, senti ogni ostacolo e urto, proprio come faresti nella realtà. Per me, il modo in cui l’auto mantiene la strada è appena diverso dalla realtà”. Philipp Eng

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Una postazione da guida del centro BMW – Photo Credit: BMW News Room

Motorsport e Coronavirus – Un mondo dall’approccio impossibile?

Guardando le cose con superficialità, assistendo alle dirette ufficiali o semplicemente guardando una diretta streaming di piloti come il sopracitato Lando Norris alle prese con i simulatori, il mondo del sim-racing sembra inarrivabile. Postazioni e volanti costosissimi, computer potentissimi e monitor enormi per godere della miglior visione possibile. La verità è che qualsiasi persona può entrare nel mondo delle gare virtuali, anche molto facilmente, senza grosse pretese e con qualche compromesso. Basta comprare un volante di un paio di centinaia di euro e lanciarsi alla guida delle vetture più potenti al mondo, o addirittura procurarsi un pad con cui giocare all’ultimissimo videogioco del Motomondiale. Il sim-racing è bello anche per questo.

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