Motorzone: Auto vecchia? Sei pratici consigli per la vendita dell’usato

Salve a tutti amici appassionati delle quattroruote e bentornati – o benvenuti se state leggendo per la prima volta questa rubrica – ad un nuovo appuntamento di Motorzone! Oggi parleremo su come rendere “nuova” e dare una ventata d’aria fresca alla nostra vecchia auto, prima di affiggere sul parabrezza il solito e rosso avviso “VENDESI”.

Quando siamo dal nostro concessionario di fiducia, pronti a comprare e sbavare dietro la nostra auto nuova di zecca, con gli interni tutti profumati che magari non puzzano ancora di pelo del nostro amico a 4 zampe, e non sono rovinati da macchie di gelato alla stracciatella e cioccolato fondente lasciate dai nostri bimbi, un problema alquanto traumatico e pesante come un macigno si fa spazio nella nostra mente: “Come mi sbarazzo della vecchia auto? Non posso tenere più di due auto in casa, chi la sente poi a quella guastafeste di mia moglie?”. Ecco per voi, qualche semplice consiglio per cercare di vendere al meglio la vostra vecchia compagna di avventure!

 

Privato o Concessionario?

Quando siamo dal concessionario, dopo aver ricevuto il preventivo dell’auto da noi scelta, in cui quel “a partire da 13.900,00€” impenna magicamente a “prezzo complessivo di:22.500,00€” – neanche avessimo messo come optional quelli installati nelle supercar di James Bond – la prima domanda che poniamo al nostro venditore è: “Di quanto si ridurrebbe il prezzo se permutassi la mia auto?”. Conviene quindi permutare l’auto dal concessionario, scegliendo la via più facile ma di certo che ci farebbe guadagnare di meno? La risposta è “NI”.

Vendita come privato o dal concessionario?

Per le auto «difficili» è meglio permutare: parliamo di modelli che hanno avuto poco successo o dai costi di gestione molto alti o con motori Diesel Euro 3 o 4 (a maggior ragione quelli di omologazioni ancora più vecchie). Lo scarso appeal di queste vetture per il privato ci costringerebbe a svendere al di sotto della quotazione offerta da un concessionario per una permuta. Il concessionario, infatti, riesce ad assorbire anche un’auto «difficile» grazie alla sua rete di commercianti in Italia e all’estero. Così i vecchi Diesel finiscono nei Paesi dell’Est o in Nordafrica, oppure se avete un pò di fortuna, potrete trovarle nelle mani di quei tre pazzi di Jeremy ClarksonJames MayRichard Hammond in cui le spremeranno in qualche stramba prova della loro trasmissione The Grand Tour. Se invece sentite di aver da sempre avuto un talento innato per le vendite, potete di certo provare a vendere l’auto come privato, sperando di levarvela sempre in tempo, anche perchè più tempo passa, più avrete a che fare con le lamentele e critiche spudorate di vostra moglie. Meglio non perdere tempo quindi!

Chilometraggio

E’ nella natura dell’uomo andare contro le regole, essere un pò trasgressivi ed infischiarsene del classico cartello “Vietato l’accesso ai non autorizzati”. E’ scientificamente provato che la tal cosa crea una produzione extra di adrenalina. E, parlando di trasgressione e di andare contro le regole, tutti noi abbiamo un amico che prima di rivendere l’auto, può fare un “lifting” al motore, magari diminuendone i Km percorsi negli anni. Ovviamente la cosa è vietata e punibile dalla legge con pesanti sanzioni e multe salate! Oggigiorno i motori delle auto possono superare tranquillamente la soglia dei 200 mila km, se sottoposte a controlli periodici ed ai giusti tagliandi. Un’auto regolarmente tagliandata vale sempre di più di una dalla storia poco trasparente e bisogna mettere in luce questa caratteristica e pregio del motore che, combinata ad ottime doti oratorie e ad una buona presentazione dell’auto,potranno garantirci lo scopo finale, ovvero vendere il mezzo!

Il chilometraggio dell’auto non va mai ridotto! 

Gli interni

Si è sempre detto che “l’abito non fa il monaco”, ma è pur sempre la “prima apparenza quella che conta” e, presentare al meglio la nostra auto al venditore, e fare un mini restauro dove serve, è un lavoro che ci tocca fare se vogliamo spillare qualche soldo in più del dovuto ed attirare più acquirenti. Se la carrozzeria del veicolo presenta qualche graffio superficiale, munendovi di buona pazienza e di una bomboletta di Polish, con qualche ora di lavoro ed una spesa irrisoria di una decina d’euro, potrete ottenere una verniciatura più viva e lucida, oltre che ad un buon risultato! Se invece non siete sicuri delle vostre potenzialità o meglio ancora, non volete combinare qualche pasticcio, rivolgendovi ad un carrozziere non ve la caverete con meno di 150 – 200€ ma comunque, otterrete di certo un risultato migliore, aumentando il valore dell’auto.

Quell’orrenda botta presa alla fiancata dell’auto in un parcheggio del centro commerciale, durante uno sfrenato pomeriggio di shopping non fa altro che respingere possibili venditori. Come porre rimedio senza spendere troppo? Eliminarlo costa meno di quello che si può pensare: le moderne carrozzerie, con la tecnica dello spot-repair (si interviene solo nella zona del danno, senza smontare il pannello) riescono a rimettere in sesto la vettura con circa 200 euro a pannello.

Esempio di ammaccatura di un parafango

Passiamo ora a parlare degli “occhi” della nostra auto, ovvero dei gruppi ottici. Questa componente è delicata: esposta al sole, alle spazzole dell’autolavaggio, al pietrisco sparato dalle altre auto, con il tempo, si opacizza e come gli “occhi sono lo specchio dell’anima” di una persona, stessa cosa vale per la nostra vettura. Un vetro trascurato e malridotto può essere sinonimo di una cattiva cura della nostro veicolo. Non serve cambiare la copertura in plastica del corpo ottico, bensì una semplice lucidata va più che bene! Vi sono diversi prodotti che vi consentiranno di cavarvela con un massimo di venti euro, anzichè spenderne cinque volte tanto dal vostro meccanico. Con la scusa, passerete del tempo in più con la vostra auto, lontani dalle urla di vostra moglie!

Manutenzione dei fanali dell’auto con apposito prodotto

I cerchi in lega, sono un elemento di pregio nell’auto, anche perchè fanno parte degli optional più costosi di un’auto quindi, se sono giù di tono e logori, è giusto farli tornare lucenti come quando la nostra vecchietta uscì dalla concessionaria al momento del suo acquisto. Se il nero (è la polvere dei freni) si è incrostato i normali prodotti per la pulizia non possono farci niente. L’unica soluzione è spendere 100-200 euro dal carrozziere, che con i suoi strumenti farà il «miracolo». Se sono deformati, ci si può rivolgere a un rettificatore: con poche decine di euro riporterà il cerchio alla sua perfezione. Se il danno è grosso e non c’è altro da fare che sostituire il pezzo, si può cercare un cerchi uguale dai demolitori: con 50 euro si risolve il problema.

Regolare pulizia e manutenzione dei cerchi in lega

Gli interni

Se gli interni della vostra auto puzzano di sigaretta, pelo di cane e la tappezzeria è logora ed unta di una qualche strana salsa del McDonald’s, non pensate che non investendoci neanche un penny potrete sperare di vendere l’auto. Oltre che ad un buon impatto col venditore, un interno pulito e profumato, è sinonimo di una buona manutenzione e pulizia dell’auto, ed una dimora inospitale per batteri. Voi vivreste mai in una casa che è simile ad un porcile? No! Quindi anche la vostra auto deve rispecchiare la vostra dimora. Gli interni devono essere curati nei dettagli, quindi sbattete i tappetini, levate via la moquette e lavate tutto con gli appositi prodotti! Se magari avete 100 euro da spendere, potete prendere con una metà dei tappetini nuovi, che doneranno vivacità all’auto, e con l’altra metà del centone potrete optare per la sanificazione del climatizzatore, che leverà l’odore di chiuso presente nell’auto.

Manutenzione interni

Il pianale dell’auto

Al momento della visione del veicolo, il nostro futuro acquirente ci chiederà di certo l’accensione del motore (la famosa prova del 9) se non addirittura una prova su strada, per testare le qualità tecniche del veicolo. Se abbiamo controllato e messo a punto tutto, non avremo problemi nel cedere le chiavi a chi ci sta davanti, ma se in caso un minimo particolare ci fosse scappato di mano, quali sarebbero le conseguenze in caso di cigolii, o una mancata accensione al primo colpo da parte del motore? Tutto si ridurrebbe ad una vendita mancata, rifiutata all’ultimo step. Onde evitare ciò, è giusto controllare il pianale dell’auto, controllando che tutte le componenti siano al loro posto. Questo è un lavoro che per forza di cose, dobbiamo lasciar fare al nostro meccanico di fiducia.

Una spia che non vorremo mai vedere accesa sulla nostra auto!

Documenti e Atteggiamento

Se l’auto ha la revisione in scadenza nei successivi sei mesi, fa buona impressione, soprattutto sui privati, averla anticipata: il nuovo proprietario avrà due anni di «autonomia». Un’altra piccola cortesia che potrebbe fare una grande differenza. 
L’ultimo consiglio che vi sento di darvi, è a livello personale. Un atteggiamento fiero, sicuro e determinato, vi farà apparire sotto un’altra luce agli occhi del venditore. Parlate bene della vostra auto, parlate delle sue qualità, le caratteristiche più importanti. La strategia prosegue con l’anticipare le mosse dell’acquirente, mostrando tutto ciò che conta (e su cui avete lavorato), dal motore agli interni, al libretto dei tagliandi. Dovete essere attivi e convinti della bontà della vostra merce.

La parte finale dell’acquisto è la più brutta! Ce lo insegna Mike Bewer nel programma Wheeler Dealers!

Con questi sei piccoli ma determinanti consigli, ora non avrete problemi su come vendere la vostra auto, ed i vari accorgimenti da seguire!

Raffaello Caruso


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