Motorzone: FormulaE – alla scoperta dell’elettrico

Salve a tutti amanti delle quattroruote, e bentornati ad un nuovo appuntamento di Motorzone! In vista dell’imminente tappa sul circuito dell’Eur di Formula E a Roma, oggi andremo a parlare della monoposto che sarà protagonista di questa categoria FIA e di come l’elettrico sta pian piano entrando sempre più nel nostro quotidiano!

Com’è fatta una FormulaE, e che rumore fa? E’ diversa da una Formula1?
Domande lecite queste, domande che iniziai a farmi anche io quando iniziai ad interessarmi a questa competizione emergente. Partiamo dalla cosa che più di tutte fa storcere il naso: il “suono” del motore. La FormulaE non fa propriamente rumore, ma cercherò di farvelo capire meglio con un semplice ma pratico esempio: avete presente le navicelle presenti in Star Wars? Il “sound” del motore produce un leggero e neanche fastidioso sibilo, molto futuristico se vogliamo, ed è la giusta direzione questa per non inquinare, ma goderci comunque delle gare con bolidi dalle alte prestazioni.
La Formula E non inquina, e quindi ci permette di assistere con la più totale coscienza pulita, senza doverci preoccupare troppo del buco dell’ozono o dello scioglimento dei ghiacciai.
Durante la prima stagione, quella d’esordio, tutti i team erano qualitativamente identici. Dalla seconda stagione invece, alcuni team hanno sopraffatto gli altri poichè ogni team ha sviluppato la propria PowerTrain. La PowerTrain è un sistema composto dal motore elettrico, inverterm cambio e sistema di raffreddamento. Questi sono gli elementi che i team della monoposto hanno potuto produrre in proprio secondo quanto previsto dalla road map tecnica del circus elettrico, attento a trovare anche il giusto equilibrio tra costi e sviluppi.

Esteticamente, non è totalmente aliena ad una Formula 1. Le dimensioni sono abbastanza simili e cercano di adottare il più possibile un’aerodinamica perfetta. Il telaio è composto da fibra di carbonio/alluminio; alettoni anteriori e posteriori: carbonio; telaio: carbonio/kevlar, per quanto riguarda le dimensioni invece, hanno una lunghezza max 5.000 mm; larghezza max 1.800 mm; altezza max 1.250 mm; carreggiata min 1.300 mm; altezza da terra max 75 mm; peso (compreso il pilota): min 880 kg (batterie 230 kg)
Anche se è tutta elettrica, e non ibrida come le F1, le monoposto appartenenti a questa categoria non sono da sottovalutare, tutt’altro, vantano anche di un’ottima potenza erogata dal motore elettrico da 220 kW (297 cavalli). Queste FormulaE sono capaci di uno scatto da 0-100 Km/h in solo tre secondi e seono capaci di battere in accelerazione un ghepardo, come suggerito dal recente spot mandato in onda sul web!

La domanda che tutti ci facciamo però è una: la FormulaE segna l’alba di un nuovo motorsport? Quali conseguenze potrebbe avere sul mercato delle auto elettriche? Secondo uno studio di Ernst&Young, commissionato dalla stessa Fia, la Formula E agirà in duplice direzione: da un lato, accelerando (come sempre avviene nel motorsport) la ricerca e l’adozione di soluzioni sempre più efficaci e quindi lo sviluppo tecnologico di questi veicoli; dall’altro, contribuendo con il suo impatto mediatico a sconfiggere molti dei pregiudizi che ancora penalizzano le auto elettriche, in particolare quelli sulle loro performance.
Sempre secondo questo studio, la Formula E potrebbe aiutare a far vendere addirittura 77 milioni di veicoli a impatto zero nei prossimi 25 anni. Vorrebbe dire 900 milioni di tonnellate di CO2 in meno immesse nell’atmosfera (quelle che l’Italia emette in circa due anni) e 4 miliardi di barili di petrolio risparmiati. Per non parlare dei risparmi in termini di spesa sanitaria pubblica.

Il dibattitto, come si diceva, è aperto – tutt’ora a distanza da quattro anni dal debutto della competizione – e già molto acceso, anche tra addetti ai lavori e protagonisti dell’attuale motorsport. Tra i critici più accesi, Sebastian Vettel, che in un’intervista di Ottobre 2013  ha dichiarato: “La Formula E non mi piace, e non penso possa essere il futuro. La gente va alle gare di F1 per percepire l’energia delle monoposto, e non c’è molto da percepire se la macchina passa e il rumore del vento è l’unica cosa che senti”.

Gli ha rispsoto, con calma, Jean Todt: “Ho grande rispetto per Sebastian, ma credo che non dovremmo dare importanza alle sue parole. È sbagliato dare un giudizio prima ancora che le serie sia iniziata e nessuno ha a disposizione le informazioni che abbiamo noi, per cui non dovremmo assolutamente preoccuparci di cosa dice questo o quello”. E voi, da che parte state?

Raffaello Caruso


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