Motorzone: Suprema Porsche 911 GT2 RS

Secondo appuntamento con la rubrica Motorzone. Settimana scorsa abbiamo parlato della neonata Ford GT. Oggi dall’America prenderemo un aereo e ci trasferiremo in Inghilterra, terra di castelli, casa del thè, dei romanzi gialli, e, sopratutto terra delle auto. Nel precedente appuntamento vi avevo promesso che oggi avrei parlato di una tedesca, ma voi direte, giustamente, perchè ci troviamo in Inghilterra? Ve lo spiego subito!

Come molti di voi saprete, in questo periodo si è svolto il Goodwood Festiva of Speed e proprio in quest’occasione, Porsche ha voluto presentare al mondo intero la sua nuova perla, la 911 GT2 RS, dopo il debutto fatta durante la Conferenza Microsoft fatta durante l’E3 2017, dove l’auto sarà brand ufficiale del gioco Forza Motorsport 7.
Fra gli appassionati di auto sportive la Porsche 911 GT2 RS si è guadagnata negli anni il simpatico appellativo di “widowmaker”, che in italiano suona più o meno come “ammazza mariti”: questo per via delle sue prestazioni impressionanti e della configurazione meccanica – motore posizionato a sbalzo dietro l’assale posteriore – che richiede perizia al volante. L’introduzione dei sistemi elettronici di ausilio alla guida (avvenuta con la generazione precedente del modello, la serie 997) ha mitigato il simpatico nomignolo di cui sopra; motivo per cui oggi la più estrema delle nove-undici è semplicemente diventata la porno Porsche.


La sigla RS viene riservata dalla Porsche ai suoi modelli più sportivi, alleggeriti, dotati di motori molto potenti e assetti, freni, cambio e sterzo perfettamente a loro agio nell’uso più intenso in pista. La nuova 911 GT2 RS vanta di essere la versione più potente e veloce mai realizzata della sportiva tedesca: la sua carta d’identità dice che è spinta da un motore boxer biturbo a 6 cilindri di 3.8 litri di cilindrata, 700 CV e 750 Nm di coppia motrice. Una brutalità chiamata a spingere appena 1.470 kg di peso (calcolato col pieno di carburante) attraverso un cambio doppia frizione a 7 rapporti collegato all’asse posteriore di trazione.
Le prestazioni sono ovviamente dell’altro mondo: 0-100 polverizzato in 2,8 secondi – roba da vecchia Bugatti Veyron –  e una velocità massima di circa 340 km/h (consumo medio dichiarato: 11,8 l/100 km).

Le novità non finiscono di certo qui! I piloti della domenica saranno felici di sapere la GT2 RS è equipaggiata di serie con l’asse posteriore sterzante – che aumenta l’agilità a basse velocità e la stabilità alle alte – ma anche di particolari come i turbocompressori maggiorate, l’impianto di scarico in titanio (più leggero di 7 kg rispetto a uno in acciaio) e un nuovo sistema di raffreddamento ad acqua integrato negli intercooler pensato per calmierare i bollenti spiriti del propulsore quando serve. Curata l’aerodinamica che include sfoghi d’aria sui passaruota anteriori – ideati per ridurre le turbolenze e livello dell’arco passaruota e dissipare il calore del sistema frenante – e una vistosa ala aerodinamica installata sul cofano motore.

La nuova sorpresa di Porsche per questa vettura, è l’introduzione del Pacchetto Weissach. L’equipaggiamento tecnico della Porsche 911 GT2 RS è completato dall’impianto frenante in materiale composito, dai cerchi in lega ampi 20 pollici davanti e 21 pollici dietro (montati su pneumatici delle misure 265/35 e 325/30) e dal cambio automatico a doppia frizione PDK con 7 rapporti, come sulle Turbo e Turbo S, ma adattato per la 911 GT2 RS. La carrozzeria riceve una serie di accorgimenti per migliorare il raffreddamento degli organi interni, a partire dalle feritoie sugli archi passaruota, mentre all’interno si trovano rivestimenti in Alcantara rossa, particolari in fibra di carbonio e il sistema per misurare i tempi sul giro. Optional il pacchetto Weissach, che include nuovi particolari in fibra di carbonio, fa diminuire la massa di altri 30 chili e ci sono anche i cerchi in magnesio verniciati in colore oro bianco (-11,5 kg) e il roll-bar in titanio (-12 kg rispetto a quello in acciaio opzionale previsto invece nel “pacchetto Clubsport”).

Gli interni ripropongono i contenuti delle 911 della serie GT. Replicando la soluzione scelta per la GT2 RS del 2010, la nuova RS conferma l’abbinamento tra la pelle nera e l’Alcantara rossa per sedili, padiglione, corona del volante e altri dettagli. Di serie è previsto anche il sistema d’infotainment PCM con Connect Plus e Porsche Track Precision, mentre è opzionale il pacchetto Chrono con indicatore di performance e analisi dei tempi sul giro in circuito e l’esclusivo Lap Trigger da posizionare sull’arrivo.

Di certo, la nuova “porno” Porsche è molto allettante, e sa reggere egregiamente il confronto con la sorella maggiore, la 911 GT3 RS, ma a quale prezzo potremmo portarcela a casa? Nonostante la produzione in serie limitata sia già praticamente tutta prenotata, la Porsche ha confermato il prezzo di listino della nuova 911 GT2 RS: la vettura è offerta in Italia a poco più di 293.700 euro. Per l’occasione è stato realizzato il cronografo Porsche Design 911 GT2 RS, riservato come opzione ai proprietari della vettura e costruito con cassa in titanio. Oltre al quadrante in carbonio, si distingue per il rotore di carica in tungsteno che riprende il design dei cerchi della vettura.

Porsche 911 GT2 RS
Motore:
 boxer V6 biturbo
Potenza: 700 CV
Freni: dischi carboceramici ABS,             EBD
Trasmissione: cambio doppia                 frizione a 7 rapporti PDK
Velocità Massima: 340 Km/h
Prezzo: da 300.000 euro
Motorzone Rating: M M M M M 


CHIACCHIERE DA STRADA

Oggi nell’angolo “chiacchiere da strada” parleremo di un fatto assai curioso, ovvero della parentela che c’è tra la Pagani Zonda e la Lancia Ypsilon.
Se lo state pensando, la risposta è no, non mi sono impazzito, ma c’è seriamente una parentela tra la supercar e la city car dell’elefantino. Oltre alla nazionalità,la parentela sta nella progettazione del quadro della strumentazione.


Per la supercar italiana si è ben pensato di adottare una soluzione uguale a quella della citycar del brand Lancia. Inizialmente l’idea, però, era di posizionare l’intero blocco strumenti sul volante, così da avere una plancia pulita e tutte le informazioni a portata d’occhio (anche se, molto probabilmente, scomode a causa della rotazione del volante stesso). L’impossibilità di leggere tutti i dati in un tempo ragionevolmente veloce, considerando i tempi di reazione e velocità molto elevate, ha poi fatto scartare l’ipotesi volante ed ha portato la Zonda ad avere un posizionamento strumentazione di tipo standard. Ma, ad ogni modo, si optò sempre per una strumentazione come quella della Lancia Ypsilon. Incredibile vero?!

Per questa settimana Motorzone termina qui, la prossima settimana avremo molto altro di cui parlare. Quale sarà l’auto protagonista? Non vi resta che scoprirlo!

Raffaello Caruso

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