Motorzone: Volkswagen T-Roc sfida la giungla urbana romana!

Salve a tutti amici appassionati delle quattroruote, come ogni giovedì benvenuti in un nuovo appuntamento di Motorzone! Quest’oggi, andremo a scoprire come si comporta su strada il neonato T-Roc della casa Volkswagen.

VW T-Roc Temporary Lab

In questi giorni, ho avuto il piacere, nonchè l’onore di mettere mano su una delle auto che ha attirato particolarmente la mia attenzione: parlo di Volkswagen T-Roc.
Il nome ispira molta fiducia, in quanto la “T” iniziale fa riferimento ai fratelli maggiori Tiguan e Touareg, mentre la parola “Roc” deriva dall’inglese Rock (=roccia), nome che ispira grande fiducia, stabilità e resistenza in strada!

Temporary Lab VW – Roma Posteriore T-Roc

La T-Roc, lanciata dalla Volkswagen a fine 2017, appartiene al segmento dei Crossover anche detti Suv compatti e condivide lo stesso pianale della Golf. Le dimensioni della T-Roc sono infatti inferiori ai 4,25 metri (limite per i B-Suv): per l’esattezza è lunga 4,23 metri (25 cm in meno della Volkswagen Tiguan), anche se il passo raggiunge i 260 cm, è larga 1,82 metri ed è alta 1,57 m. Il bagagliaio vanta una capacità compresa tra i 445 e i 1290 litri.

Esterni

Volkswagen ha puntato molto su T-Roc, garantendo e creando una nuova linea di auto, un pò ibrida tra Crossover e SUV compatto. Un modello particolare che non passa inosservato, visto il baricentro baso dell’auto (date le sue dimensioni), le linee sono piuttosto marcate, scolpite e “muscolose”, rendendo pienamente fede al nome del modello VW. I fianchi – la parte più bella secondo me – sono caratterizzati da un’evidente nervatura che sta sotto la linea alla base dei finestrini e conferisce volume alle lamiere.

Frontale T-Roc – Giardini della Montagnola

Il frontale, molto aggressivo e possente,  è composto da un robusto cofano percorso da due evidenti nervature e sottili fari a led insieme al massiccio paraurti definito da un lungo listello cromato. Infine, il portellone e il paraurti, nuovi nel genere del brand, dividono la superficie posteriore in tre parti, enfatizzando la larghezza della macchina. Ulteriore vivacità al veicolo può essere data dalla scelta di un abito bicolore: infatti è possibile scegliere un tetto rosso, bianco o nero, dando così libero sfogo alla personalizzazione ed al gusto dell’utente.

Interni

Dall’ultima generazione di Golf e Polo, VK ci ha abituato ad interni sempre più tech e all’avanguardia, cercando di rimanere sempre una spanna avanti rispetto le concorrenti. Con T-Roc l’antifona non cambia, ma sembra migliorare. Il Sistema Infotainment è il cuore di T-Roc, lo schermo da 8″ (di serie) ci permette di penetrare nel cuore dell’auto, gestendo con piccoli e semplici gesti le chiamate, i messaggi, la musica da ascoltare e le destinazioni da raggiungere durante i nostri viaggi. 

Interni VW T-Roc

Tutte le T-Roc sono equipaggiate con il sistema multimediale Composition che ha uno standard piuttosto elevato e al passo con i tempi: comprende, infatti, lettore cd, due prese Usb, ingesso Aux, bluetooth, Apple Car Play e Android Auto. Intrigante e appariscente è il bellissimo cockpit tutto digitale, da cui si possono cambiare le varie informazioni con un semplice tasto applicato allo sterzo.

Come si guida?

Tra le trafficate strade romane, T-Roc si è comportata egregiamente, grazie ai vari sensori di rilevamento dei pedoni, la frenata assistita ed i sensori che indicano un’auto particolarmente vicina alla vostra, anche un principiante riuscirebbe a resistere al traffico ed al caos di una delle città più trafficate al mondo! Lungo il suggestivo tragitto fatto tra le strade di Piazza del PopoloIl Mausoleo di AugustoVia del Corso e dopo l’ottima vista da cui si può godere sopra il Giardino della Montagnola, le famose buche romane – tanto discusse in tutto il mondo – erano davvero tante, ma T-Roc, grazie alle sue sospensioni rigide, non aveva nulla da temere. Il tremolio era infatti minimo se non inesistente.

VW T-Roc Giardini della Montagnola

La guidabilità è abbastanza fluida e precisa, riuscendo a tirarsi fuori da situazioni difficili, effettuando una sola manovra, grazie all’ampio raggio di sterzata, in cui altre vetture della stessa classe, impiegherebbero due o anche tre manovre. 
La versione testata era un benzina 1.0 da 115CV – stesso motore che monta Seat Arona, già testato – dai consumi minimi pari a quelli della versione diesel, questo dovuto ai 6 rapporti ravvicinati.

In questo breve ma intenso testdrive offerto dal TEMPORARY LAB Volkswagen in Via del Corso, ho avuto modo di testare quest’auto che penso, segnerà il modo di pensare e progettare le future auto, ridimensionando e garantendo Crossover dalle linee più dinamiche ma anche compatte.

Raffaello Caruso

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