Il Brasile come tutto il Sud America sta facendo grandi progressi con il gioco del rugby. Saranno loro i protagonisti della palla ovale nel futuro?

Brasile Rugby: una nazionale in ascesa

Che il Brasile sia famoso per il loro carnevale, per la samba e per la “Ginga” nel calcio questo è risaputo in ogni angolo del Mondo. I brasiliani stanno però crescendo anche in un altro sport. Quello del rugby, dove si stanno rendendo protagonisti sempre più spesso con vittorie entusiasmanti ed un gioco vivace e divertente, proprio da buoni sudamericani.

Eppure il Brasile ha fatto il suo debutto nel rugby solo nei primi anni cinquanta. Per essere precisi la nazionale debuttò il 9 settembre del 1950 in una partita amichevole contro l’Uruguay.

Brasile rugby
Nazionale del Brasile di rugby in azione durante una partita – credit: pagina ufficiale Brasile Rugby

L’anno successivo, sempre il 9 settembre, la nazionale carioca ha esordito ufficialmente contro il Cile battendolo per 68 a 0. Ufficialmente però la nazionale nasce solo nel 1963.

il 6 ottobre 1963 a San Paolo viene fondata la União de rugby do Brasil, infatti fino a quel giorno esistevano solo quattro squadre, una di Rio de Janeiro e le altre di San Paolo, formate maggiormente da giocatori stranieri. Ottenne l’affiliazione alla World Rugby nel 1995. Ad oggi è stata rinominata Confederação brasileira de rugby ed è organizzata in sotto confederazioni, una per ogni stato del Brasile.

Ad oggi è considerata una nazionale di terza fascia e, non è mai riuscita a qualificarsi ad una coppa del Mondo anche se negli ultimi anni i risultati sembrano davvero sorprendenti ed incoraggianti. A partire dalla storica partita contro i Barbarians lo scorso novembre, alla fine ad avere la meglio sono stati i Baa-Baas ma per poco, infatti la partita è finita con un risultato quasi sorprendente e con una vittoria di 47-22.

A sorprendere sono anche le vittorie recenti ottenute contro Georgia, Stati Uniti e Canada. Ad oggi la nazionale brasiliana occupa il venticinquesimo posto del ranking mondiale.

Una nazionale dove c’è anche un pezzo d’italia, a partire dall’allenatore, Rodolfo Ambrosio, ex giocatore della nazionale italiana, di origini argentine che ha avuto anche trascorsi in panchina con Petrarca e Segni in Serie A. Non solo Ambrosio ma a vestire la maglia giallo oro è toccato anche a Matteo Dell’acqua e Lorenzo Massari.

I colori e il soprannome

La nazionale del Brasile non può che vestire la maglia gialo oro alla quale siamo abituati a vedere ogni atleta sportivo.

Il Loro soprannome invece è Los Tupis, nome che deriva da una popolazione di indigeni che nei secoli passati abitava nella foresta amazzonica. Popolazione scomparsa dopo essere resa schiava da spagnoli e portoghesi ma che hanno influenzato in modo determinante la cultura brasiliana.

Chissà se un giorno vedremo la nazionale del Brasile sorprenderci tutti con la partecipazione ad una coppa del Mondo. Oppure, come nel calcio portare anche nel rugby la loro “Ginga” ed essere protagonisti del rugby del futuro. Certamente anche il Brasile sta facendo passi enormi per lo sviluppo e la crescita della palla ovale.

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