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Maggio 16, 2021, domenica

Nessuno escluso: ecco come l’arte rinasce dall’inclusività

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Finalmente Arte. Poter parlare dell’apertura di una mostra ha un aspetto delizioso dopo l’ultimo anno. Il sapore è anche migliore, visto il livello dell’esposizione che avrà il via a Milano nella Sala delle Colonne della Fabbrica del Vapore. Nonostante l’entrata contingentata e l’obbligo di prenotazione online e mascherina, la mostra aperta al pubblico dal 5 al 28 maggio dal titolo “Nessuno escluso” è di quelle di cui sentivamo il bisogno. L’artista Christian Tasso propone, infatti, una serie di fotografie sul tema della diversità come risorsa per la società.

La mostra è curata da Adelina von Fürstenberg e prodotta da ART for The World. I lavori fotografici di grande e medio formato sono tutti realizzati in pellicola sviluppata manualmente in camera oscura. Gli scatti dell’artista maceratese sono stati ispirati da persone differenti tra loro e in condizioni variegate in ogni parte del mondo. Unico grande elemento in comune: abbracciare la propria diversità come risorsa. Pur vivendo nei contesti più disparati ogni individuo ritratto riesce infatti ad integrare il proprio modo di essere nel contesto da cui proviene.

Il progetto

Oggi più che mai, dopo un anno di solitudine forzata, possiamo capire la necessità oltre che il valore del potente messaggio dell’inclusività. A voler dire di cosa tratti la mostra si potrebbe spiegare che Christian Tasso fa emergere storie, situazioni e aspirazioni di persone con disabilità in varie parti del mondo tra cui Ecuador, Nepal, Cuba, Mongolia, India e Paraguay. In realtà le immagini di questo giovane artista fanno molto di più. Smettono di sottolineare la diversità per far emergere il suo stesso contributo nella società. Il progetto prende piede dapprima come libro. La ricerca comporta tempo ed infatti il progetto parte nel 2009 per rappresentare la disabilità senza stereotipi. Ogni scatto indaga il soggetto come individuo con una storia e con ambizioni personali. La serie fotografica cerca di liberare lo sguardo dell’osservatore da disinformazione e preconcetti sulle persone con disabilità. Diversamente dalle fotografie estreme della grande fotografa americana Diane Arbus (New York, 1923-1971) sul mondo della diversità, Tasso porta alla luce l’aspetto sensibile e umano dei soggetti che fotografa, facendoci scoprire la vita quotidiana, il lavoro, il piacere di stare in famiglia e il piacere della vita.

L’obbiettivo

Se i dati riportano che la popolazione mondiale è composta per il 15% da persone che vivono con una disabilità è altrettanto vero che la percentuale di chi riesce ad abbattere il muro delle differenze è ancora troppo basso. L’obiettivo delle foto presentate in “Nessuno escluso” è quindi far luce sulle storie di questi esseri umani. Storie incredibili perché, finalmente, normali. Lo sguardo di Tasso è davvero sottile e permette di portare a galla passione, delicatezza ed umanità di queste storie. Ogni ritratto è prima di tutto, appunto, un ritratto e pertanto si concentra sul soggetto. Dopo l’individuo, arriva la sua identità di cui la disabilità è solo una delle peculiarità. “Nessuno escluso” si propone dunque di accrescere la consapevolezza che le nostre comunità sono sempre arricchite dalla diversità dei suoi membri.  Perché ogni società può essere più forte e ricca solo se e quando abbraccia la diversità includendo ognuno dei suoi membri. Quando nessuno è escluso, appunto.

Christian Tasso

Classe 1986, marchigiano. Vive e lavora tra l’Italia e la Svizzera. È un fotografo indipendente e regista con lo sguardo attento e peculiare dell’artista. La sua introspezione, caratterizzata da progetti a medio e lungo termine, tocca tematiche sociali e antropologiche. Nel 2011 il suo progetto fotografico sul popolo Saharawi ha vinto il premio internazionale “The Aftermath Project”. Nel 2013 il MUSINF (Museo d’arte moderna, dell’informazione e della fotografia) gli ha conferito il premio “fotoreporter dell’anno”. Con i suoi lavori è stato finalista in numerosi concorsi internazionali tra cui il premio Ponchielli in Italia e Ojo de Pez in Spagna. Pubblica i suoi servizi collaborando con numerosi periodici e case italiane. Proprio per le sue caratteristiche, la sua arte non poteva che sposarsi felicemente con l’opera di Adelina Von Fürstenberg.

Adelina von Fürstenberg

La curatrice d’arte negli anni ha riunito i linguaggi di tutte le discipline. Fürstenberg, durante la sua carriera, ha lavorato con molti artisti innovativi. Nessuno meglio di lei, che ha tanto parlato di donne, salute ed inquinamento poteva dunque curare la mostra di Tasso. I musei e le istituzioni culturali di Europa, Asia ed Americhe hanno ospitato mostre e grandi eventi della curatrice. Membro dal 2020 del World Academy of Art and Science, nel 2016 ha ricevuto lo Swiss Grand Prix des Arts “Meret Oppenheim” conferito dall’Ufficio Federale della Cultura e nel 2015 il Leone d’Oro della 56esima Biennale di Venezia per la “Migliore Partecipazione Nazionale” con il Padiglione Nazionale dell’Armenia.  Nel 2008 la sua produzione di ventidue cortometraggi “Stories on Human Rights” ha ricevuto il riconoscimento per “Miglior Evento Culturale in Europa nel 2008” dal Consiglio d’Europa.

Di Serena Reda

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Serena Reda
Praticante avvocato e blogger.
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