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Le pagelle dell’Open d’Italia | 4° giro

Federico Maccario. Photo Credits: Federazione Italiana Golf

Ross McGowan vince l’Open d’Italia 2020 a -20 con 95 putt in quattro giorni, appaiati sul podio a -19 chiudono Colsaerts e Canter. Gli italiani invece come si sono comportati? Scopriamo le pagelle riservate agli azzurri.

I promossi dell’Open d’Italia

  • Guido Migliozzi: voto 8.5. Quasi perfetto da tee a green, fa bogey a due par 3, sbaglia qualche putt corto e conclude a -7 di giornata. Il miglior italiano del torneo è lui con -13 ma non gli deve bastare: l’obiettivo è competere per la Race to Dubai.
  • Federico Maccario: voto 8.5. Carta pulita con quattro birdie fatti ed uno mancato, colpa di un putt errato alla 18. Il suo -4 di giornata vale la 30° posizione a -12, anche grazie al suo caddie che ha voluto ringraziare…sperando di rivederli entrambi sul Tour maggiore.
  • Francesco Laporta: voto 7. Ama le prime nove e si vede, le chiude in -3 per poi perdere il ritmo nelle seconde: andamento ripetuto durante ogni giro. Si piazza anche lui a -12 mentre resta maledetta la buca 15: quattro colpi persi in altrettanti giorni. A fine giro afferma che gli è mancata la palestra, stacanovista.
  • Lorenzo Scalise: voto 6. Dopo il +5 di ieri poteva essere dura segnare un buon risultato, il -2 portato in clubhouse non è quindi da sottovalutare durante un’annata non facile. Prime nove superate in par con due “saliscendi”, nelle seconde trova regolarità e fissa il risultato del torneo a -5.

I bocciati

  • Lorenzo Gagli: voto 5,5. Anche lui finisce in -2 di giornata ma, nonostante il -7 totale, non può essere un torneo sufficiente vista la sua esperienza. Le prime nove sono sempre agitate ma le passa in positivo, immacolate invece le seconde che regalano anche un birdie.
  • Renato Paratore: voto 4.5. Il -2 di giornata ed il -4 per il torneo gli valgono l’ultima posizione in classifica tra i giocatori del weekend, risultato dovuto in parte al 35% di “Driving Accuracy”.
    Paratore è in grado di fare meglio e la 15° posizione in Race to Dubai lo dimostra.

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