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Palermo nell’occhio del ciclone: blitz della finanza della sede rosanero

Negli scorsi giorni ha creato non poco scalpore, con un pizzico di giuste reazioni ironiche, il rifiuto da parte di Maurizio Zamparini della cessione dellUnione Sportiva Città di Palermo all’imprenditore italo-americano Paul Baccaglini. Il personaggio televisivo in questione, infatti, ha offerto 20 milioni di euro per l’acquisizione del club; offerta rispedita al mittente per motivi fiscali.

A rendere noto il debito di 40 milioni è stato proprio Maurizio Zamparini che, ai giornalisti di ANSA, ha spiegato:

“Una decina di questi milioni di debiti sono con Unicredit e Banca Nuova, una ventina con i procuratori e 7 con l’Agenzia delle Entrate (di cui circa 2 milioni già saldati)”.

Non una situazione nuova in casa Palermo: la società rosanero ha, infatti, subito un pignoramento negli ultimi mesi da parte della Riscossione Sicilia per un ammontare di 200 mila euro, cifra risalente a costi di gestione dell’era Sensi.

Come se non bastasse, a far visita a Zamparini ci ha pensato anche la Guardia di Finanza: nella giornata di ieri è stato rivelato un blitz da parte delle fiamme gialle nella sede del Palermo per un’inchiesta nella quale si ipotizzano reati di falso bilancio, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio. La perquisizione si è, inoltre, estesa agli uffici del Gruppo Zamparini.

Una vera e propria batosta intorno alla società del capoluogo siculo che, dopo la retrocessione in Lega B, deve affrontare una situazione incresciosa dalla quale Zamparini si dissocia totalmente ritenendo di essere stato truffato:

“Il Palermo è una società sana; siamo tra i maggiori contribuenti delle entrate fiscali della regione Sicilia”.

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