Adriano Panatta i settanta anni di una leggenda italiana

Adriano Panatta compie settanta anni. Nel panorama dello sport nostrano non c’è dubbio che la figura di Panatta possa essere considerata una leggenda. E’ considerato senza eccezione il milgior tennista azzurro dell’era Open e dalla sua può vatare una serie di primati ancora ineguagliati. E’ stato l’unico italiano a realizzare l’accoppiata Internazionali d’Italia-Roland Garros nello stesso anno. E’ il nostro giocatore con più titoli professionistici all’attivo. Ha raggiunto la più alta posizione del ranking, la numero 4, rispetoo ad ogni suo connazionale. Ha partecipato per primo ad un Master

Adriano Panatta, icona di stile ed eleganza

Adriano Panatta è stato anche un’icona. Il suo stile di gioco, raffinato, elegante e spettacolare, era capce di infiammare il pubblico. Può vantarsi di aver associato indissolubilemte alla propria immagine un gesto tecnico specifico. La ‘veronica’, termine preso in prestito dal mondo delle corride, sarà per sempre il suo colpo. Uno smash giocato con le spalle alla rete e la rotazione del polso. Un’esecuzione che ruba il tempo all’avversario ma anche il cuore dei tifosi. Nessuno sarà giocarlo con la sua stessa naturalezza

Adriano Panatta, settanta anni di una leggenda italiana, credits Andrea Campanelli, La Presse
Adriano Panatta, settanta anni di una leggenda italiana, credits Andrea Campanelli, La Presse

Persino la sua vita privata è stata capace di suscitare la curiosità degli appassionati di tennis e non solo. Come tutti i migliori tennisti dell’epoca, Adriano Panatta è una presenza piuttosto frequente dei rotocalchi e del jet-set. Nel 1973 inizia una relazione con una giovane corista che aspirava a diventare soubrette e cantante. D’altra parte l’arte canora le era familiare. Sua sorella, infatti, era la nota cantante Mia Martini. Lei sceglie il nome di Loredana Bertè. Con la sorella e l’amico fraterno Renato Zero i tre vengono visti spesso girare per le strade di Roma in compagnia di un tennista

Adriano Panatta, una leggenda del tennis

La relazione dura poco e non lascia strascichi. La carriera di Panatta decolla e in breve tempo scala le vette della classifica ed inizia a costruire la sua leggenda. A Parigi sconfigge, unico ad averlo fatto a Roland Garros, il giovane Bjorn Borg che diventerà una frequentazione solida anche lontano dai campi. Il 1976 è il suo anno magico. Come detto trionfa a Roma, casa sua, e concede il bis sulla terra rossa francese. Lo stesso anno la nazionale italiana arriva in finale di Coppa Davis contro il Cile

Adriano Panatta, i settanta anni di una leggenda italiana, credits Spada, La Presse
Adriano Panatta, i settanta anni di una leggenda italiana, credits Spada, La Presse

Adriano Panatta è leader di quella nazionale. La trasferta a Santiago è accompagnata da diverse polemiche. Un movimento d’opinione piuttosto diffuso chiede alla Federazione e ai giocatori di boicottare l’evento in risposta al colpo di Stato con cui il generale Pinochet ha preso il potere in Cile. La Federtennis nicchia, i tennisti si adeguano e vanno in trasferta. Usciranno vincitori della sfida e si porteranno a casa la prima e unica Davis per l’Italia. Il rammarico per non aver avuto il coraggio di un gesto estremo è solo mitigato dal simbolico uso delle maglie rosse durante i match

Adriano Panatta, la vita dopo il tennis

Nel 1983 Panatta abbandona il tennis. Si dedica all’offshore con ottimi risultati. Ma la passione per l aracchetta non può tenerlo lontano dai campi di gioco per troppo tempo. Diventa capitano non giocatore della nazionale italiana e la guida dal 1984 al 1997, centrando due semifinali. Al suo attivo anche l’esperienza politica. E’ consigliere comunale a Roma in quota PD dal 1997 al 2000 allorchè Enrico Gasbarra lo chiama a fare l’assessore provinciale allo sport.

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