Cronaca

Papa Bergoglio: a quattro anni dall’elezione, buon anniversario al rivoluzionario “venuto dalla fine del mondo”

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13 marzo 2013: arriva la fumata bianca, poi si presenta alla folla di piazza San Pietro e al mondo intero il nuovo Papa, papa Francesco.
Primo pontefice a chiamarsi Francesco, scelta definita “coraggiosa” dai più, primo pontefice a “convivere” con il suo predecessore.
Il suo essere innovatore e controcorrente traspare fin da subito, nonostante i suoi 76 anni d’età: abituati fino a poco tempo prima ad un papa, Benedetto XVI, teologo, studioso, nordico, caratterizzato visivamente dalle scarpe rosse “presunte Prada”, non può non colpire, fin quasi a spiazzare, un papa che invece si presenta subito dopo la sua elezione con indosso la croce di ferro, visivamente commosso, che dice “buonasera” e chiede di pregare per lui con la sua dolce cantilena dall’accento sudamericano.

13 marzo 2017: papa Francesco, al secolo Jorge Bergoglio, festeggia quattro anni di pontificato; il pontificato di Benedetto XVI ne è durato otto.
E oggi, a quasi ottantanni, non ha tradito il suo spirito innovatore, quasi “rivoluzionario”. Lasciando i dettagli delle riforme ai vaticanisti di professione ricordiamo la decisione di indire un Giubileo straordinario della Misericordia e, soprattutto, l’apertura sulla questione dei sacramenti ai divorziati risposati: rimuovendo il divieto categorico e lasciando decidere ai vescovi caso per caso, Bergoglio si è spinto la dove non aveva osato ancora nessuno, procurandosi più di un nemico tra i cardinali e i vescovi più conservatori. E poi ancora: è l’artefice e il protagonista di momenti storici come l’incontro a Cuba col patriarca di Mosca Kirill, della partecipazione per i 500 anni della Riforma luterana, del riavvicinamento con l’università sunnita di Al-Azhar.

Papa Bergoglio con Fidel Castro. Foto Repubblica

Il pontefice è una di quelle figure globali, internazionali, dalle mille sfaccettature, una di quelle figure che possono essere di riferimento al di là dei suoi fedeli.
Dal mio punto di vista, probabilmente parziale e limitato, oggi è l’anniversario dell’elezione di un grande maestro di marketing: in un’epoca in cui si parla per immagini, si è presentato con indosso pochi orpelli, i vecchi scarponi e la croce di ferro; dopo anni di un papa vissuto come “distante e freddo” ha fatto della semplicità e dell’umanità i sui mantra (una delle frasi che mi ha colpito di più è stata “Non abbiate paura della tenerezza”); in un’epoca di crisi per la chiesa, si presenta come un vero e proprio pastore, capace di riprendersi le pecorelle smarrite. A volte penso che potrebbe essere un eccellente politico.

Ma a questo bravo papa resta ancora molto da fare: dal problema pedofilia alla riforma economica per una Chiesa più sobria, servirà ancora tanta maestria politica e comunicazione efficace.

Federica Macchia

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/19716

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