Cronaca

Parigi, un muro di vetro antiterrorismo per blindare la Tour Eiffel

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Addio passeggiate sotto la Torre Eiffel. A fronte delle reiterate minacce da parte dello Stato islamico contro la Francia, il celebre monumento verrà messo letteralmente “sotto vetro”. Così il quotidiano francese Le Parisien annuncia la decisione dei gestori di voler cintare la torre simbolo della Francia con una barriera antiproiettile di vetro e acciaio. Questa è una delle risposte alle costanti minacce del terrorismo.

In vista degli Europei di calcio del 2016 era già stata eretta una recinzione provvisoria per proteggere gli accessi al monumento, una barriera poco attenta all’estetica, che il prossimo autunno dovrebbe essere interamente sostituita dal nuovo muro di cristallo. “Sostituiremo le grate metalliche sugli assi nord e sud con pannelli di vetro che permetteranno ai visitatori di recuperare una vista piacevolissima del monumento dallo Champ de Mars e dal ponte di Iena”, ha spiegato in un comunicato il vice sindaco per il turismo, Jean-Francois Martins. I vetri proteggeranno i giardini della Torre Eiffel da eventuali attacchi terroristici, ai quali il monumento risulta esposto per la sua fama e per il grande afflusso turistico.

La capitale francese è in stato di massima allerta già dal 13 novembre 2015, quando una serie di attacchi jihadisti ha provocato 130 morti. “La parete è progettata per arrestare persone o veicoli che potrebbero attaccarla”, ha detto il vice sindaco, spiegando che “i siti più vulnerabili devono essere oggetto di speciali misure di sicurezza”. Martins ha poi aggiunto che: “ci sono tre obiettivi: migliorare l’aspetto, rendere più facile l’accesso e rafforzare la tutela dei visitatori e del personale”.

Dopo lo sventato attacco terroristico al Louvre, le autorità francesi hanno annunciato la realizzazione di quest’opera. Il costo stimato si attesta attorno ai 20 milioni di euro. Il muro sorgerà nel centro di Parigi e il lavoro dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno.

Al momento siamo ancora in una fase iniziale”, informa il Comune, precisando che il progetto richiede il parere favorevole di una apposita commissione. Il progetto si inquadra nell’investimento di 300 milioni di euro per lavori di ristrutturazione che comprende migliorare la sicurezza all’ingresso della torre, integrare gli impianti di risalita e rimodernare la galleria al secondo piano. Anche lo spettacolo di luci che la illumina per cinque minuti ogni ora per tutta la notte dovrebbe essere rielaborato.

La nuova barriera anti proiettile, alta 2 metri e mezzo, ingloberà quasi tutto il perimetro dei giardini sottostanti. Elaborato con le forze dell’ordine, il perimetro di sicurezza andrà dal Museo del Quai Branly fino all’Avenue Gustave Eiffel, un’area vastissima che verrà messa sotto protezione come una banca. L’accesso al pubblico sarà consentito solo da un lato, quello dei giardini, e non più dai trafficatissimi Lungosenna. Ma il nuovo muro costituirà solo una parte del nuovo piano di sicurezza ideato per proteggere il monumento simbolo di Parigi. Anche il traffico sarà rivoluzionato, per evitare attacchi suicidi con macchine o camion sul modello di quelli tristemente noti degli attentati di Nizza e Berlino.

Ma non mancano le critiche. Pur dicendosi assolutamente consapevoli delle esigenze di sicurezza, Pascal Julien (Europe Ecologie) e Yves Pozzo di Borgo (centristi UDI) temono che il monumento si trasformi in una “fortezza”. “Queste misure non devono snaturare gli aspetti architettonici nei dintorni”, dice invece Catherine Dumas, una collega dei Républicains.

Opinioni divergenti anche tra i cittadini. Per Grégoire, uno studente diciassettenne, si tratta di una buona notizia: “Gli agenti potranno controllare meglio gli accessi. Questo consentirà di fermare tipi poco raccomandabili”. Meno entusiasta Stephanie, 37 anni, secondo cui la recinzione “rovinerà indubbiamente un po’ il sito. La cosa bella era stare sotto alla torre per poterne approfittare al massimo. Non potervi più accedere facilmente è un peccato, soprattutto per chi viene dall’estero”.

C’è da dire che a Parigi i punti sensibili sono infiniti, ma la Tour Eiffel, obiettivo assoluto in tutti i video della propaganda jihadista, va protetta per prima.

Una volta realizzata la barriera, chi vorrà semplicemente farsi una foto sotto al monumento dovrà munirsi di pazienza e attendere il via libera della security, il che indubbiamente toglierà un po’ di poesia alle proverbiali passeggiate parigine. Anche se l’accesso alla base del monumento resterà gratuito, i controlli saranno un passaggio obbligatorio.

 

Patrizia Cicconi

https://wordpress.com/post/metropolitandotblog.wordpress.com/9133

 

 

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