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Partita IVA: il regime forfettario 2021 sempre più gettonato tra i liberi professionisti

Aprire una partita IVA è un obbligo di legge per tutti i liberi professionisti: al fine di essere adeguatamente remunerati per le proprie prestazioni, infatti, devono necessariamente emettere fattura.

E sono sempre di più i professionisti che scelgono il regime forfettario, in quanto
attualmente risulta quello più conveniente e semplice da gestire. A differenza degli altri,
infatti, è quello che consente di pagare un’unica imposta che va a sostituire tutte quelle
previste negli altri regimi fiscali (imposta sostitutiva): il fatturato massimo che si può
raggiungere per aderire è, ad oggi, pari a 65 mila euro annui.

Oggigiorno, è possibile aprire una partita IVA aderendo a questo regime fiscale anche
online, beneficiando delle risorse messe a disposizione da tributaristi esperti come per
esempio Giampiero Teresi, che attraverso il sito regime-forfettario.it, di cui segnaliamo
questa guida al regime forfettario 2021, dà la possibilità di richiedere consulenze gratuite e
di beneficiare di tariffe decisamente convenienti.

Caratteristiche principali del regime forfettario

Il regime forfettario è caratterizzato da una tassazione unica che si assesta al 5%
sull’imponibile annuo: ciò significa che le nuove attività, per avere un incentivo
importante dallo Stato, dovranno corrispondere solo questa spesa per i primi 5 anni.

Successivamente, si passerà al 15%, per continuare ad assicurare convenienza ai liberi
professionisti che hanno deciso di aderire a questo regime fiscale. Occorre ricordare, infatti,
che nei regimi ordinario e semplificato la percentuale di tassazione parte dal 23% e va in crescendo in base a fasce di reddito prestabilite.

Non solo, ma le imprese più grandi sono anche soggette alla corresponsione dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) mentre chi
aderisce al regime forfettario è esonerato. 

Il coefficiente di redditività, già fissato dallo Stato al 78%, consente al professionista di
non dover comunicare ulteriori spese relative alla sua attività. Su tale base si calcolano
anche i contributi INPS ai fini previdenziali.

Dal versamento dei contributi al codice ATECO

Un’altra differenza sostanziale tra i regimi fiscali ordinari o semplificati e il forfettario
riguarda proprio i contributi pensionistici: normalmente, le aziende sono tenute a versarli
anche se non viene prodotto reddito.

Con il regime forfettario, invece, l’INPS riceverà fondi solo in maniera proporzionale
all’imponibile annuo in ragione del 25,72% di quanto dichiarato. Se durante un anno solare il libero professionista non produce reddito, dunque, non dovrà corrispondere nulla e questo
è un ulteriore vantaggio economico che rende questo regime fiscale il meno oneroso di tutti.

Al fine di gestire anche i pagamenti all’INPS con un regime fiscale di tipo forfettario,
bisognerà però essere iscritti non alla gestione ordinaria o ad albi professionali, ma alla
cosiddetta Gestione Separata.

Per aderire al regime forfettario occorre, inoltre, essere inquadrati in un determinato codice ATECO, selezionando quello che indica la propria categorie professionali. Sul sito
dell’ISTAT è possibile visionare il codice di riferimento della propria attività: si tratta di
una procedura piuttosto complessa, ma affidandosi a professionisti del settore per gestire la
pratica di apertura della partita IVA, sarà il commercialista a individuare quello corretto.

In ogni caso, possono usufruire degli enormi vantaggi del regime forfettario i freelance,
come traduttori, copywriter o ghostwriter, gli artigiani di ogni genere e tutti i commercianti;
non mancano i professionisti come avvocati, notai, medici specialisti e tutti coloro i quali
eroghino un servizio specializzato.

Come ottimizzare la gestione del regime forfettario

Pur trattandosi di un regime piuttosto semplificato, oltre che molto conveniente, il
forfettario va comunque gestito nella maniera corretta per adempiere a tutte le norme di
legge attualmente vigenti.

Ad esempio, basta che il libero professionista sbagli Codice ATECO per inserirsi in una
tassazione errata, non solo andando contro i propri interessi, ma persino esponendosi al
rischio di penali.

Onde evitare errori anche se in buona fede, sarebbe sempre meglio affidarsi a professionisti
del settore che possano guidare l’utente fin dall’apertura della partita IVA, suggerendo il
regime fiscale più adatto e garantendo una puntuale gestione di tutte le eventuali scadenze per consentire al libero professionista di lavorare con serenità.

Mr. Red

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.
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