I viaggi di gruppo organizzati con un coordinatore sono un’esperienza da provare almeno una volta nella vita. Sono un modo per scoprire un tipo di vacanza del tutto differente, e sono ben lontani dall’idea di viaggio organizzato per turisti che un tempo andavano tanto di moda. Si avvicina, però, a un’esperienza tra amici appassionati di esplorazione. 

Ci si ritrova, di fatto, insieme a un gruppo di viaggiatori, esperti o alle prime armi, tutti desiderosi di scoprire luoghi nuovi e di fare esperienze esaltanti. Ogni membro della “spedizione” ha accettato tutte le regole del caso ed è pronto a porre il bene del gruppo dinanzi al proprio. Ciò vuol dire accettare sveglie, tempistiche e passo di camminata, soltanto per citare alcune cose. I viaggi organizzati sono in grado di aprire le porte del mondo, garantendo una totale sicurezza. 

Un tipo di avventura che ben si adatta anche agli amanti dei viaggi in solitaria. Consente infatti di conoscere nuove persone che condividono la stessa visione del mondo. Si ha inoltre al proprio fianco un coordinatore. Non si tratta di una guida, bensì di un compagno viaggiatore. La sua grande esperienza è però messa al servizio del gruppo, che guida in ogni spostamento. Un tipo di viaggio sempre più in voga, che rappresenta il fulcro di tour operator come Sivola, che organizza viaggi di gruppo in Europa o nel mondo.

Cosa fa un coordinatore di viaggio?

Svariati i vantaggi garantiti da un viaggio di gruppo con coordinatore. Per raccontarli in maniera esaustiva, ecco quali sono i tanti compiti di questa figura, che ha di fatto cambiato il modo di approcciare alle esperienze di gruppo, oggi decisamente meno turistiche. Visitare la Lapponia Svedese all’avventura non è infatti propriamente come circondarsi di “turisti per caso” a caccia di vetrine o zone relax.

Tutti sanno andare in vacanza. Differente il discorso quando si tratta di viaggiare. Ciò vuol dire essere sempre preparati, sapersi adattare, aver voglia di esplorare, conoscere nuovi luoghi e culture e, soprattutto, rispettarli. La passione è il principale requisito di un coordinatore, che deve però aver accumulato nel tempo una gran dose d’esperienza, che lo qualifichi per guidare un gruppo di sconosciuti.

Le doti di un coordinatore (e perché per un viaggio sono essenziali).

Fondamentale è saper fare gruppo. Un lupo solitario non può guidare un branco, conquistarne la fiducia e fare in modo che arrivi sano e salvo a destinazione. È necessario che sia un individuo socievole ed empatico, pronto a comprendere i limiti di ognuno, così da intervenire per tempo. Ciò vuol dire avere sempre la garanzia di una rete di sicurezza mentre si è in viaggio.

L’empatia gioca un ruolo chiave, inoltre, in relazione a quegli individui che faticano a integrarsi. Non conta soltanto raggiungere la meta. Il viaggio, l’esperienza, il percorso sono il vero focus. Riuscire in questo cammino col sorriso sul volto, godendo di ogni momento perché il coordinatore è stato in grado di riconoscere dei segnali e mettere tutti a proprio agio, è l’ideale ultimo di un viaggio di gruppo.

Deve inoltre parlare più lingue, così da muoversi tra i locali con maggior agilità. Deve conoscere esattamente i luoghi attraversati, al fine di conoscerne pregi e difetti, bellezze e pericoli. Tutto il percorso dovrà essere per lui/lei una routine, perché soltanto in questo modo tutti potranno dirsi realmente sicuri. 

A lui/lei vengono affidate le responsabilità burocratiche del viaggio. L’intera documentazione è nelle sue mani, il che solleva i partecipanti da ogni sorta di ansia e responsabilità. È, inoltre, un problem solver, pronto a intervenire laddove necessario.

La sua grande esperienza consente infine di scoprire luoghi ben al di fuori delle rotte turistiche. Qualcosa di non così scontato, in un’epoca che vede i viaggiatori sempre più indirizzati verso le rotte illuminate dai flash dei social. In questo articolo potete conoscere la storia di Carlo J Laurora, un coordinatore che racconta la sua esperienza di viaggio.

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