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Pier Paolo Pasolini: l’omaggio di Mediaset per il centenario della nascita

Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, Mediaset ricorda con due iniziative, uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo. Su Retequattro, venerdì 4 marzo, in seconda serata, con il docufilm Pier Paolo Pasolini: Maestro Corsaro. E su Cine34, sabato 5 marzo, con lo speciale a cura di Tatti Sanguineti Oriente Pasolini, seguito dai film Mamma Roma e Medea.

Pier Paolo Pasolini: l’omaggio delle due reti Mediaset

Retequattro

La rete diretta da Sebastiano Lombardi propone il docufilm di Emanuela Audisio, storica firma di Repubblica, realizzato con la collaborazione del Centro Studi Pasolini di Casarsa. Un viaggio alla ricerca di quel che resta, nella nostra società, della riflessione e dell’opera di PPP, dal cinema ai libri fino alla passione per il calcio.

Sessanta minuti di testimonianze, introdotte da Fabrizio Gifuni, con materiali inediti, ricordi e interviste a Dacia Maraini, Ninetto Davoli, Martin Scorsese, Dante Ferretti, Adriana Asti, Paolo Poli. Fra gli argomenti affrontati, anche l’omicidio del poeta, mistero italiano che continua a pesare sulla coscienza del Paese. L’opera ha ricevuto una Menzione d’onore ai Nastri d’Argento 2016.

Cine34

La rete diretta da Marco Costa apre la serata con le riflessioni del critico Sanguineti sul cinema più segreto e meno trattato di Pasolini, ovvero quello del periodo orientale, de Le mura di Sana’a e Il fiore delle Mille e una notte. Al termine, spazio al caposaldo del neorealismo pasolinianoMamma Roma (1962). Una storia di borgata, di vite derelitte e umiliate, che vede protagonista un’insuperabile Anna Magnani, nei panni di una prostituta che sogna il riscatto sociale per sé e il figlio. Celebre la scena finale: fotogrammi esplicitamente ispirati al Cristo Morto del Mantegna.

Medea (1969) chiude l’omaggio di Cine34. Basato sull’omonima tragedia di Euripide, il film brilla per la straordinaria protagonista, La Divina Maria Callas, e per essere una delle più memorabili riletture del mito, non solo del cinema, ma anche del teatro e della letteratura. Girata tra Turchia e Siria, Pisa e Grado, la pellicola è un’allegoria della realtà, un tramite tra antico e moderno, dove la forza drammatica della fotografia di Ennio Guarnieri e le musiche scelte dal regista, con Elsa Morante, sono messe in risalto da lunghe sequenze dominate dall’assenza di dialogo. Da segnalare, le scenografie di Dante Ferretti e i costumi di Piero Tosi.

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Ph: periodicodaily.it

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