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Pierluigi Minotti: un artista a cui piacciono i mostri

Oggi ci dedichiamo a Pierluigi Minotti, disegnatore di Caput Mundi, ultima fatica dell’Editoriale Cosmo.

(Credits: http://pierluigiminotti.blogspot.com/)

Parlaci un po’ di te: Chi sei? Cosa fai nella vita? Come è iniziato il tuo rapporto con il disegno e il lato artistico del mondo? E come è continuato questo rapporto?

Ciao, mi chiamo Pierluigi e sono un fumettista di Frosinone. Il mio rapporto con l’arte è iniziato da molto piccolo, non ricordo un momento preciso, ricordo di aver sempre disegnato. L’arte, la pittura, il cinema e in particolare i film classici dell’orrore mi hanno costantemente accompagnato nel corso della mia vita. Mia madre ogni tanto racconta un aneddoto di quando andavo all’asilo, venne chiamata dalla maestra preoccupata dal giocattolo che portavo con me, raffigurante un vampiro con gli occhi rossi e le chiese se questo non mi facesse fare incubi la notte (lo so, non c’entra niente, però mi faceva piacere raccontarvelo ahah), scherzi a parte, questo per dire che ho da subito avuto molta familiarità con il mondo dei mostri e di quel genere di fantasie. Il mio desiderio è stato sempre quello di poterlo disegnare o comunque raccontarlo in qualche modo, scoperti i fumetti ho fatto bingo. Il mio rapporto con il fumetto è iniziato presto leggendo Topolino e Il Giornalino, grazie a mio nonno che tutte le domeniche mattina me ne portava qualcuno. Successivamente da ragazzino ho scoperto i fumetti americani ed i supereroi, gli albi Bonelli, i manga e la mia passione è cresciuta. Dopo essermi diplomato al liceo artistico della mia città, ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics, dove ho approfondito le mie conoscenze e imparato il mestiere.

(Credits: http://pierluigiminotti.blogspot.com/)

Dopo cosa è successo? A che opere hai lavorato e a quali stai lavorando?

Appena finita la scuola di comics il mio obbiettivo è stato quello di fare un po’ di gavetta, per mettere in pratica quello che avevo imparato ma sopratutto per farmi le ossa. Dopo qualche piccola pubblicazione iniziale e successivamente dopo aver fatto da assistente per un pò di tempo per amici e colleghi, tramite alcuni colloqui e invii di portfolio in giro ho iniziato a lavorare per Editoriale Cosmo su Battaglia e successivamente con Bugs Comics su Mostri e Gangster, a cui sono particolarmente legato. Recentemente ho fatto una piccola comparsa su Orfani: Sam per Sergio Bonelli Editore. Ho appena finito di lavorare alla seconda stagione di Caput Mundi, sempre per Editoriale Cosmo, esperienza di cui sono particolarmente felice sia per le persone con cui ho collaborato (alcuni di loro sono miei cari amici) e sia perché ci sono i mostri ahah.

Quali sono gli artisti o gli autori a cui ti sei ispirato o ti ispiri? E quelli preferiti?

Nel disegno gli autori che più mi hanno ispirato vengono dall’illustrazione o dalla pittura, come Robert Fawcett, Noel Sickles, Frank Frazetta, John Singer Sargent, Alan Lee, Gustav Klimt, John William Waterhouse. Nei fumetti, credo che Bernie Wrightson (anche se devo ammettere di aver preso uno stile che si distacca enormemente dal suo) sia l’autore che più mi abbia influenzato a livello inconscio. Joe Kubert, Gene Colan, Alex Toth, sono gli autori classici a cui sono maggiormente legato sopratutto per un discorso di ammirazione e passione per il loro lavoro. Quelli a cui guardo per il mio invece sono su tutti Mike Mignola, Tommy Lee Edwards e John Paul Leon, i maestri argentini come Jorge Zaffino, Jordi Bernet, Alberto ed Enrique Breccia, ma anche nostrani come Carlo Ambrosini, Massimo Carnevale, Corrado Mastantuono e Werther Dell’Edera, sono i miei punti di riferimento più saldi… e forse è meglio fermarsi perché la lista potrebbe continuare a lungo, questi comunque sono i più significativi.

(Foto dell’autore)

Progetti per il futuro?

Per il futuro, oltre alle mie collaborazioni attuali, vorrei riuscire a spostarmi sul mercato estero e dedicarmi maggiormente all’illustrazione cercando di aprirmi una strada anche in questo campo. Ringrazio Eleonora, Simone e tutta la redazione InfoNerd per l’intervista, è stato un vero piacere.

A cura di Eleonora D’Agostino e Simone Franceschetti

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Eleonora D'Agostino

Sono un'antropologa che si diverte a fare quattro chiacchiere tra amici mostrando il perché Star Wars non sia solo un bel film, ma un complesso mito attraverso cui si narrano le vicissitudini umane circa la società, la religione, l'identità personale, i riti di iniziazione, ecc. ... e potete sostituire Star Wars con qualsiasi altra cosa!
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