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Più diritti per le donne dell’Arabia Saudita

Recentemente il re dell’Arabia Saudita Salman bin Abdulaziz al Saud, ha emesso un decreto riguardante il sistema di gestione delle donne, che prevede un allentamento delle regole sul loro controllo, gettando le basi per un accordo tra la richiesta di emancipazione delle donne e le leggi dettate della Shari’a islamica.

In Arabia Saudita vige la consuetudine secondo cui le donne sono sottoposte ad un rigido controllo da parte di un guardiano di sesso maschile, che sia il padre, il marito,un fratello, o in alcuni casi addirittura il figlio, dal momento in cui nascono, fino alla morte. Ognuna di loro deve avere l’autorizzazione da parte del proprio tutore per:

  • accedere ai servizi sanitari
  • richiedere il passaporto
  • sposarsi
  • accedere ad un posto di lavoro pubblico
  • iscriversi all’università o studiare all’estero
  • viaggiare
  • uscire di prigione

La firma di questo decreto prevederebbe la modifica o in determinati casi la cancellazione di alcune di queste restrizioni,purché non siano in contrasto con la normativa islamica.

Organizzazione di un trasporto per le donne:

Inoltre l’Arabia Saudita, è tutt’oggi l’unico paese al mondo in cui le donne non possono guidare. Infatti, tra le novità introdotte con questo decreto, c’è l’obbiettivo di organizzare un metodo di trasporto per le donne impiegate, al fine di poter raggiungere facilmente il posto di lavoro. La difficoltà di raggiungere gli uffici per mancanza di trasporti pubblici, aggiunta alle complicate condizioni di restrizioni a cui le donne sono sottoposte, rende difficile la loro partecipazione al mondo del lavoro. Negli ultimi anni molte attiviste hanno cercato di imporsi per contrastare il divieto alla guida, infrangendolo, ma niente è cambiato, le donne trovate alla guida vengono frustate o portate in carcere. Lo storico Saleh al-Saadoon, ha spiegato questa legge dicendo che: “alle donne occidentali non interessa poter essere violentate per strada”, secondo lui, se un automobile con alla guida una donna si rompesse durante un tragitto, esisterebbe una possibilità molto elevata di poter essere violentata. Sostiene che per gli occidentali il problema dello stupro di una donna consiste solamente in un danno morale, a differenza loro, che lo vedono come un problema di natura sociale e religiosa.

Il ruolo delle donne nel futuro:

Entro il 2030 l’Arabia Saudita, prevede un piano di sviluppo economico post-petrolifero, ponendo l’attenzione sulle riforme strutturali, le privatizzazioni e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, ponendosi come obbiettivo quello di incrementare le esportazioni non petrolifere, col fine di creare nuovi posti di lavoro per i cittadini, coinvolgendo così fasce più ampie della popolazione, comprese le donne.

Nonostante questo decreto, che pone delle basi per la speranza futura in un progresso ancora molto lento, che inserisce comunque il paese in un quadro di apertura verso il mondo esterno, ci sono delle preoccupazioni da parte dei critici. Questi infatti, sottolineano come gli ultimi cambiamenti non vadano a modificare il punto centrale del problema, che vede ancora l’uomo come tutore maschile.

è solo l’inizio dell’emancipazione delle donne in Arabia Saudita: notizie degli ultimi mesi

  • Sarah al-Suhaimi, laureata alla King Saud University, è la prima donna nominata alla guida della borsa saudita, che con un mercato azionario da 439 miliardi di dollari, è la 21 al mondo.
  • Rania Mahmoud Nashar , un’altra donna scelta come nuovo amministratore delegato del Samba Financial Group.

Il paese rimane ancora ricco di contraddizioni a livello sociale; al primo consiglio per gli affari femminili della provincia di Quassim, hanno partecipato solamente 13 uomini, mentre la delegazione di donne ha assistito in videoconferenza da una stanza accanto, nello stesso palazzo.

Queste novità prevedono quindi una cancellazione, solo in parte, del tutorato maschile sulle donne, la strada da percorrere è ancora lunga, ma si tratta comunque di un passo in avanti.

 

 

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