Lo scorso anno l’esploratore sottomarino americano Victor Vescovo ha completato quella che si dice sia stata la più profonda immersione subacquea con equipaggio mai registrata nella storia, scendendo di ben 10.927 metri nel blu dell’oceano. Fin dall’inizio della sua spedizione era fortemente convinto che la sua impresa avrebbe avuto risonanza mondiale. Quello che però non aveva messo in previsione erano i motivi per cui questa storica missione nella Fossa delle Marianne avrebbe scosso l’opinione pubblica mondiale.

Ebbene, nelle profondità più remote dell’oceano, Victor e il suo team hanno fatto una scoperta da brividi. Nessun pesce fantasma, nessun mostro sottomarino, ma qualcosa di ben più spaventoso… Un sacchetto di plastica. Esatto, avete capito bene, la spazzatura prodotta dall’uomo è finita nella Fossa delle Marianne, a quasi 11mila metri di profondità. Vescovo ha affermato di aver osservato nel punto più profondo del pianeta un sacchetto di plastica insieme a involucri di caramelle ed altri oggetti metallici irregolari. 

Questa notizia, ancor più del fatto che Vescovo avesse appena compiuto il tuffo più profondo nella storia umana, ha letteralmente scioccato tutto il mondo. Ma la domanda che tutti noi ci siamo posti è: in che modo la spazzatura ha raggiunto la parte più profonda dell’oceano prima ancora degli esseri umani?
In realtà diversi esperti si sono mostrati molto meno stupiti di quel che si potesse pensare..

Diversi studi dimostrano che l’acqua dell’oceano è straordinariamente interconnessa. Basti pensare che nel 1992, una nave cargo proveniente dalla Cina venne colpita dal maltempo, uno dei container si rovesciò in mare ed oltre 28mila paperelle di gomma gialle vennero disperse in mezzo all’oceano, per poi essere rintracciate in ogni angolo del mondo a distanza di mesi.

Ma cosa succede alla plastica che finisce in mare? Generalmente le materie plastiche galleggiano sulla superficie per un po’ e poi si frammentano in microplastiche attraverso l’azione del sole e del vento, infine vengono ingerite dai pesci (i quali alterano la propria alimentazione naturale, di conseguenza alterando anche la nostra…). Talvolta però capita che fenomeni come le correnti, le maree e i vortici marini trasportino i materiali più resistenti. Ed è proprio quello che sembra sia successo.

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Fossa delle Marianne: Misteri, Immagini e Video

Secondo Tony Walker, esperto di inquinamento marino della plastica presso la School for Resource and Environmental Studies della Dalhousie University di Halifax (Canada), è impossibile sapere con precisione da dove provenga la spazzatura nella fossa delle Marianne.
Per quel che ne sappiamo potrebbe venire anche dall’Italia. Magari il responsabile potrei essere proprio io che scrivo questo articolo o magari tu che lo stai leggendo.

Generalmente problemi ambientali come il surriscaldamento globale o il buco dell’ozono, vengono imputati a soggetti non definiti, come “le multinazionali”, “i governi”, ecc. L’inquinamento da plastica nell’oceano, al contrario, è una responsabilità dei singoli soggetti. Pertanto dovrebbe produrre un senso di colpa personale.

Quindi chiediti: “e se il sacchetto ritrovato nella Fossa delle Marianne fosse proprio il mio”?

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